Dopo gli articoli de l’Attacco sui lavori di Colucci spa nella Valle dell’inferno di San Giovanni Rotondo è stato disposto dal Comune per ieri mattina un sopralluogo sul posto “per le verifiche delle opere in corso di realizzazione”. Stando a quanto si è appreso, oltre alla Polizia locale, sono stati chiamati a presenziare referenti del Parco nazionale del Gargano, del Consorzio di bonifica montana del Gargano e Carabinieri Forestali. Al vaglio le denunce dell’architetto Nicola Bramante, raccontate su queste colonne, sui presenti abusi edilizi. Intanto Colucci spa - impresa foggiana di Luigi Colucci, marito di Lia Azzarone (presidente dell’assemblea regionale Pd, presidente del consiglio comunale di Foggia ed ex segretaria provinciale del Pd di Capitanata) – da un lato è reduce da un esito giudiziario positivo e dall’altro è in attesa di capire come si concluderà una gara dell’ente Provincia.
E’ la “procedura aperta per l'affidamento dell'appalto integrato avente ad oggetto la redazione del progetto esecutivo e l'esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria e di miglioramento delle condizioni di sicurezza di otto opere d'arte: ponte sul torrente Cervaro, ponte sul torrente Carapelle sulla s.p. 72”. Un appalto che vale 1.073.159,86 euro e che sta per essere aggiudicato col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Lo scorso 19 marzo sono stati ammessi al prosieguo di gara sei operatori economici di cui tre dopo soccorso istruttorio tra cui proprio Colucci spa. Gli altri sono la foggiana Scaf, Idrogeo, Palumbo srl, Consorzio Innova e Consorzio stabile Argo. Il rup è l’ingegnere Rocco Alessandro Colangelo.
Quanto al procedimento giudiziario si tratta del ricorso presentato lo scorso anno al TAR Puglia da Imbres srl contro Presidenza del Consiglio dei ministri, Commissario del Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nella regione Puglia, ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, nonché Regione Puglia, e nei confronti dei Comuni di Peschici e San Giovanni Rotondo e del consorzio Fenix (di cui Colucci spa è la consorziata locale per la Capitanata).
Imbres chiedeva di annullare l’aggiudicazione a Fenix del secondo lotto dell’“appalto di progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori, sulla base del progetto definitivo, di interventi di contrasto al dissesto idrogeologico”, relativo a San Giovanni Rotondo, e di dichiarare il proprio subentro in tale appalto.
La vicenda risale al 2023, quando il Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico nella regione Puglia indisse la procedura aperta per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di due interventi di contrasto al dissesto idrogeologico, inclusi nel Patto per la Puglia del 2016: la messa in sicurezza contro le inondazioni della piana di Peschici - Canale di Ulse - 1° stralcio funzionale, dell’importo complessivo di 6.438.485,58 euro; la difesa idraulica del territorio comunale di San Giovanni Rotondo, dell’importo complessivo di 3.608.026,84 euro. Fondi comunitari rientranti nel FSC.
Per il primo lotto riguardante Peschici) parteciparono il raggruppamento temporaneo tra CO.GE.MAR srl e il raggruppamento temporaneo di professionisti tra ingegner Coppolella, DM Consulting srl e ingegner Massucci; per il secondo lotto relativo a San Giovanni Rotondo, il raggruppamento temporaneo tra Imbres srl e il raggruppamento temporaneo di professionisti tra ingegner Coppolella, DM Consulting srl e ingegner Massucci. L’Attacco negli scorsi anni scrisse dell’onnipresenza degli ingegneri Coppolella, padre e figlio originari dei Monti dauni, nel settore succulentissimo del dissesto idrogeologico.
Dopo la valutazione delle offerte, il raggruppamento temporaneo di Imbres si classificò primo in graduatoria nella procedura relativa al lotto 2 e il raggruppamento temporaneo CO.GE.MAR ottenne il primo posto in graduatoria riguardo all’affidamento del lotto 1. Poi, a febbraio 2024, la commissione di gara rilevò che le offerte attribuite agli operatori CO.GE.MAR e Imbres erano riconducibili allo stesso e dunque l’aggiudicatario di un lotto non poteva conseguire l’aggiudicazione di un altro lotto. Pertanto, nella seduta del 20 marzo 2024 la commissione di gara comunicò le proposte di aggiudicazione dei due lotti, precisando che per il secondo gli operatori economici facenti parte del raggruppamento erano presenti anche nel raggruppamento CO.GE.MAR, aggiudicatario del lotto 1. Pertanto, ai sensi del disciplinare di gara, fu escluso il raggruppamento di Imbres e aggiudicato l’appalto al consorzio bolognese Fenix (e dunque a Colucci spa).
Il TAR non ha avuto dubbi nel respingere il ricorso di Imbres visto che le prescrizioni del bando, disciplinando una procedura unitaria, vincolavano all’aggiudicazione a un solo concorrente (con inclusione delle forme aggregate che avessero in comune un operatore economico) per ogni distinto affidamento. Invano la difesa di Imbres ha invocato il diritto comunitario e ha lamentato che “nel caso di specie si sarebbe al cospetto non di un’unica procedura suddivisa in più lotti, ma di una gara ad oggetto plurimo” con una differenziazione geografica (essendo gli interventi previsti in favore di due diversi enti locali, distanti tra loro quasi 80 chilometri), economico-finanziaria (diverso importo, l’uno sopra soglia comunitaria e l’altro sotto soglia comunitaria), tecnico-professionale (distinta qualificazione dei progettisti), tecnica (diverse qualificazioni S.O.A. per i lavori), progettuale (distinti progetti definitivi), diversi oggetti dei due interventi, differenziazione procedimentale (distinti e autonomi provvedimenti di aggiudicazione), due separati contratti, garanzie autonome e differenti per ciascuna procedura, distinti pagamenti del contributo Anac, distinte offerte tecniche ed economiche, distinte proposte di aggiudicazione.
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