“Nessuno ha ancora saputo dirci per quale motivo sia realmente saltato il convegno di questa mattina”. Lapidario il commento di Bruno Longo, storico esponente della destra foggiana - con un passato eversivo tra le fila di Ordine Nuovo - raggiunto telefonicamente da l’Attacco intorno alle 18:00 di ieri sera. “Lo Muzio è sparito, non ci ha più risposto neanche a telefono. Questa mattina, verso le 07:00, quando la decisione era ormai stata presa, ci ha contattati la prorettrice Curtotti”, ha fatto sapere.
“Ci ha detto che il motivo dell’annullamento fosse legato a una questione di sicurezza e di ordine pubblico, come poi è stato scritto nel comunicato stampa diffuso un paio d’ore dopo”, ha raccontato. “Ci è sembrata vaga, però. E poi i fatti l’hanno smentita. Non c’era nessuno a manifestare contro l’iniziativa. Ho tanta stima del Rettore, che aveva spiegato benissimo il ruolo dell’Università e le intenzioni di questo convegno, che era convinto di portare avanti. Credo che questa volta si sia fatto condizionare da decisioni prese ai piani alti”, ha rivelato.
“Probabilmente, l’Università - non quella locale, ma quella intesa come organismo nazionale - ha deciso che questo convegno fosse inopportuno per tutta una serie di ragioni”, ha proseguito Longo.
“Mi dispiace che sia andata così. Mi sono confrontato con Sergio D’Elia, che mi ha manifestato tutta la sua amarezza e delusione. Anche io, come lui, avrei portato la mia testimonianza, figlia del mio vissuto e delle mie esperienze di vita. Credo che ai ragazzi avrebbe fatto bene questo dibattito. Sono rammaricato, penso che delle forti pressioni arrivate dall’alto abbiano avuto la meglio su un’operazione portata avanti in buona fede e con le migliori intenzioni da parte di tutti quelli che l’hanno organizzata e che sarebbero intervenuti”, ha concluso.
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