Residenti di Via Einaudi al Comune di Foggia: “Se ci dovesse succedere qualcosa non proclamate lutto cittadino”

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Degrado e abbandono caratterizzano la condizione di chi, a Foggia, vive nelle case messe a disposizione da Arca Capitanata. La prima di due segnalazioni giunge a l’Attacco dai residenti in Viale degli Aviatori 12 e 24. Nello specifico, i cittadini lamentano abusivismo e sporcizia. “La presente per comunicare che i condomini di Viale degli Aviatori numero 12 e 24 di Foggia lamentano l’enorme sviluppo in altezza e larghezza degli alberi di alto fusto ubicati nel giardino del vostro appartamento situato di fronte ai due portoni d’ingresso dello stabile”, si legge in una lettera datata 3 dicembre 2024 e inviata agli uffici di Via Romolo Caggese dell’Agenzia regionale per la casa e l’abitare, l’Arca. “I rami degli alberi hanno invaso i balconi e pertanto è necessario che venga praticata, con la massima urgenza, una buona potatura”, prosegue la missiva. “Inoltre, è necessario praticare, contestualmente, anche una buona disinfestazione da zanzare e insetti vari. Anche perché, purtroppo, ci sono topi enormi che camminano in questo stabile”. Raggiunto a telefono da l’Attacco, un residente ha raccontato per intero la cronologia degli avvenimenti. “Io abito in questo rione, dove al centro c’è questo fabbricato di proprietà di Ina Casa. Prima, ma parliamo di 50 anni fa, c’era un bell’asilo, dove le famiglie che ci abitavano portavano i loro figli. Insomma, era una struttura che funzionava bene”, ha spiegato. “Poi, circa 10 anni fa, questo stabile venne acquistato da Ciro Amodeo, che ne fece un posto stupendo. Una cooperativa straordinaria, con un giardino pieno di fiori e grandi alberi, tutti curati e sistemati. Era una villa meravigliosa”, ha raccontato. “Quando ha lasciato, Ina Casa ha dato questo stabile alla Caritas. La Caritas, però, probabilmente non lo ha ritenuto agibile, a causa di problemi che avrebbero comportato delle spese ingenti, e ha preferito andarsene. Da quando se n’è andata la Caritas, questo stabile è stato occupato abusivamente da un individuo, che di recente è stato sfrattato. Tuttavia, quest’uomo ha lasciato un degrado incredibile. Sporcizia, tubature divelte, ma soprattutto quei grandi alberi di cui parlavo prima sono stati lasciati crescere senza cura. La situazione adesso è grave. Se qualcuno ci vuole del male e decide di incendiare, noi prendiamo fuoco, perché vicino ci sono le caldaie”, ha continuato. 

“È una discarica a cielo aperto, anche perché questa persona ha buttato dentro delle ferraglie, dell’alluminio, che noi respiriamo. Gli alberi ormai ci entrano in casa e ci portano dentro dei topi enormi. Alla nostra lettera e alla pec del nostro amministratore nessuno ha dato risposta. Siamo disperati. Alcune persone sono finite al pronto soccorso a causa dei morsi degli animali”, ha chiosato. 

“Ma per quale motivo questo stabile non viene abbattuto? O dato in gestione a qualcuno in grado di prendersene cura? Noi del rione chiediamo un intervento in questo senso”.

La seconda segnalazione, invece, giunge da Via Luigi Einaudi. “Noi residenti di Via Luigi Einaudi vogliamo raccontarvi ciò che stiamo vivendo”, scrivono. “Abbiamo ricevuto diversi interventi tra Vigili del Fuoco, vigili urbani, Asl e enti comunali, ma la situazione ci sta sfuggendo di mano, e abbiamo bisogno di ulteriori interventi immediati per evitare il peggio”, proseguono. “Nello stabile vivono 14 famiglie, con 23 bambini, alcuni disabili e delle donne in attesa”. 

Contattati telefonicamente da l’Attacco, i residenti hanno raccontato nel dettaglio la situazione. “Abbiamo richiesto l’intervento straordinario perché sono scoppiate le tubazioni e in casa piove”, ha spiegato una donna. 

“Ci hanno mandato una ditta, che è venuta con un secchio di pittura. Ma noi non abbiamo bisogno di un intervento quotidiano, ma di un intervento straordinario. Ci siamo recati più di una volta presso gli uffici comunali delle politiche abitative, ma nessuno ci ha dato risposta. Ci hanno detto che serve pazienza, che bisogna aspettare. Ma noi abbiamo bambini, persone disabili, donne in attesa, che non possono stare in queste condizioni. Oggi andiamo di nuovo presso il Comune per incontrare l’assessore Galasso”, ha concluso. 

Contattato da l’Attacco, Galasso non ha risposto. 

A distanza di qualche ora, poi, la stessa signora ha richiamato l’Attacco per raccontare gli esiti dell’incontro. “Con Galasso non abbiamo avuto modo di parlare. Siamo stati rimbalzati da un ufficio all’altro, ma siamo riusciti a parlare con un dirigente che ha soltanto preso tempo. Insomma, il mantra è sempre quello: dobbiamo avere pazienza e aspettare. Intanto, noi ci stiamo morendo. Se ci succede qualcosa, nessuno si azzardi a dichiarare lutto cittadino”, ha affermato.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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