Social housing, martedì si va in aula ma incombe il serissimo rischio dell’ennesimo rinvio. La quadra non c’è

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A pochi giorni dalla prevista seduta di consiglio comunale che, martedì prossimo, dovrebbe vedere finalmente la discussione sul social housing del Comune di Foggia, nella maggioranza della sindaca Marida Episcopo il pessimismo è tale che c’è chi dubita che l’accapo sarà realmente affrontato e approvato. “L’ipotesi più plausibile è quella di un ennesimo rinvio. Non c’è alcuna quadra in maggioranza e con Galasso è impossibile parlare, o passa la sua linea o nulla”, lamentano fonti del campo largo progressista a l’Attacco. “Siamo ancora in fase interlocutoria”, dice un altro eletto. Dopo il rinvio del 27 novembre scorso per la richiesta del M5S di un parere dell’Avvocatura civica, l’assessore a lavori pubblici e urbanistica Giuseppe Galasso ha depositato sin da gennaio scorso una seconda bozza di delibera in cui si ribadisce la necessità di porre la pietra tombale sul vetusto programma, non compatibile col PUG. La sola novità in tale atto era l’inserimento del parere dell’Avvocatura. Ma nemmeno questa proposta è riuscita a compattare la maggioranza, col risultato di una crisi politica esplosa in superficie due settimane fa col clamoroso scontro tra sindaca e M5S. 

Mentre i contiani hanno chiesto da tempo di modificare la proposta di Galasso motivando meglio, alla luce del PUG, l’inesistenza dell’interesse pubblico a completare il programma di social housing – modifiche che non hanno fatto breccia né presso la sindaca né presso altre parti del campo largo – stando ai beninformati tuttora non sarebbero per nulla intenzionati ad approvare il documento dell’assessore i civici di CON, Azione, mezzo Pd (Pontone, Palmieri, De Vito), Cataneo di Italia del Meridione e l’ex CON Mancini.

Si è da ultimo sperato che il presidente M5S della commissione ambiente e territorio, Giovanni Quarato, riuscisse con Galasso a redigere una bozza di atto di indirizzo sul PUG al progettista Francesco Karrer. Ma il tentativo è caduto nel vuoto, stando a quanto trapela l’assessore decariano non ha mostrato la minima apertura rispetto alle indicazioni suggerite dai contiani.

La seduta convocata dalla presidente del consiglio dem Lia Azzarone prevede ben 30 punti all’ordine del giorno, ma oltre al primo accapo sul social housing si tratta di una sfilza di riconoscimenti di debiti fuori bilancio da sentenze passate in giudicato.

La proposta di delibera di Galasso invita il consiglio a deliberare in questo atto: “Prendere atto, dall'istruttoria tecnico amministrativa del 07.11.2024 redatta dall'Area 6 Urbanistica e Lavori Pubblici e dalle valutazioni conseguenti, che il programma di iniziativa pubblica per l'emergenza abitativa deve ritenersi superato e non più in grado di soddisfare l'interesse pubblico e le finalità per le quali era stato originariamente concepito, circostanze indispensabili per giustificare l'attivazione di una variante con uno specifico e straordinario strumento quale è un accordo di programma, ma da ricondursi nell'alveo di una ordinaria programmazione del territorio, peraltro obsoleta e comunque bisognevole di adeguamenti al sopraggiunto nuovo quadro normativo e vincolistico, nonché alle mutate condizioni economiche, nuovi costi di costruzione e fabbisogni della città; dichiarare, conseguentemente, che non esiste un interesse pubblico ancora attuale e concreto all'attuazione del programma di iniziativa pubblica per l'emergenza abitativa, non confermandosi alcuna autorizzazione alla sindaca pro tempore per la sottoscrizione dello stesso; dare atto che tale provvedimento ha effetto per tutte le 27 proposte incluse nel medesimo accordo di programma, quest'ultimo, da considerarsi unico e indivisibile cosi come concepito dall'amministrazione nel 2008; dare atto che, ai sensi di quanto previsto dall'avviso pubblico originario e di quanto dichiarato in sede di partecipazione da ognuno dei proponenti, l'amministrazione comunale è sollevata da qualsivoglia onere e/o ristoro nei confronti dei partecipanti e che di tanto gli stessi partecipanti sono già consapevoli per effetto della propria autodichiarazione prodotta; dare indirizzo al dirigente dell'Area 6 - Urbanistica e Lavori Pubblici affinché venga dato massimo impulso alla definizione della pianificazione generale urbanistica per la parte “programmatica” del redigendo PUG, con particolare attenzione all'attualizzazione dei reali bisogni della città, ed in particolare alle valutazioni attinenti i fabbisogni edilizi residenziali pubblici e privati, tenendo in debito conto, sia le sopravvenute realizzazioni in corso, o prossime all'avvio ma comunque finanziate, di edilizia residenziale pubblica e/o sociale (ERP, ERS), sia i mutati fabbisogni aggiornati all'attualità, favorendo il superamento dell'emergenza abitativa, programmando altresì idonei interventi di rigenerazione urbana delle aree periferiche e degradate della città oggi interessate da insediamenti abitativi di potenziale utenza ERP/ERS, in modo da favorirne il recupero e la riqualificazione attraverso la rimozione di tutti i detrattori urbani presenti in città”.

Il tema dell’housing sociale metterà a dura prova la maggioranza che dà a tanti la sensazione di non voler decidere, circostanza non improbabile che potrebbe far rimbalzare tutto nelle mani di un commissario ad acta o - altra eventualità - rispedire alla Regione l’intera vicenda per le decisioni del caso. Ance Foggia, l’associazione dei costruttori edili, il maggior agente contrattuale sulla questione, sembra voler rimanere alla finestra e attendere. Una scelta tattica per capire quando e dove agire, come si intuisce dalle parole del presidente Ivano Chierici a l’Attacco: “Non entro ovviamente nel merito delle decisioni che potrà prendere il consiglio, tuttavia l'operazione coraggio da noi richiesta durante il convegno dello scorso anno credo stia finalmente arrivando a definizione. Come associazione di categoria del mondo delle costruzioni, chiediamo ovviamente che una decisione venga presa e che si possa procedere con un rilancio del sistema, attraverso strumenti di assoluta trasparenza nell'interesse degli stakeholder che allo stato attuale e con gli attuali strumenti non sono più in grado di lavorare serenamente”.

La Regione, sin dai tempi dell’assessora Barbanente, ha chiesto al Comune se l’emergenza abitativa sussista o meno. Oggi da più parti gli addetti ai lavori sottolineano che l’amministrazione Episcopo avrebbe dovuto scaricare la patata bollente della decisione finale sul programma (e le eventuali e conseguenti responsabilità giudiziarie) proprio su Bari, che starebbe giocando a nascondino.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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