Dietro la narrazione del campo largo progressista compatto e privo di tensione, costantemente ripetuta dalla sindaca di Foggia Marida Episcopo, emergono continue crepe che parlano di tutt’altro. Un caso emblematico è quello dell’assessore a lavori pubblici ed urbanistica Giuseppe Galasso, anzi Pino come lo chiamano gli amici, dal vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese in giù. Fedelissimo dell’europarlamentare Pd Antonio Decaro, con cui lavorò prima in Anas e poi come suo assessore presso il Comune di Bari, il barese Galasso è dallo scorso anno poco amato da larghi pezzi della maggioranza di Episcopo. La sindaca lo vezzeggia chiamandolo “super assessore” e Galasso porta avanti l’alone del più esperto e competente tra gli amministratori di questa giunta. Ma sia dai banchi dell’aula consiliare che dagli uffici di Palazzo di città si sente da più parti la stessa lagnanza: è quella di chi gli contesta un atteggiamento arrogante, non propenso a cambiare idea e accettare suggerimenti altrui. Galasso viene descritto come uno che, sin dall’insediamento, si è relazionato e si relaziona tuttora direttamente e solo con la prima cittadina. Un comportamento che indispone non poco eletti e funzionari. Non è un caso che, da un pezzo dello stesso Pd e dai civici emilianisti di CON, sia partita l’indiscrezione (inverosimile) che lo vorrebbe futuro candidato consigliere alle regionali al seguito dell’amico Decaro. Di sicuro sono due le questioni che, da ultimo, hanno surriscaldato gli animi nel campo largo rispetto a Galasso. La prima è la vicenda dell’housing sociale, che potrebbe vedere un ennesimo rinvio della discussione prevista per martedì da parte del consiglio comunale, proprio per l’incapacità di trovare una quadra sulla posizione pervicacemente portata avanti dall’assessore. La seconda è il caso dell’affidamento diretto a Pippo Cavaliere.
Era stato l’Attacco, giorni fa, a rivelare che aveva provocato mugugni in settori della maggioranza la determina con cui il 7 aprile scorso la dirigente Irene Licari ha deciso un affidamento diretto in favore dello studio ingegneristico di Pippo Cavaliere, ex candidato sindaco per il centrosinistra, poi leader della minoranza consiliare nel Landella bis e infine sostenitore di Episcopo. Si tratta del servizio di ingegneria e architettura consistente nel servizio di direzione lavori, assistenza al collaudo, contabilità lavori, coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione relativamente all’intervento PNRR dei lavori di ristrutturazione ed ammodernamento dello stadio comunale Zaccheria. Lo studio di ingegneria Cavaliere e Associati ha offerto un ribasso pari ad 20%, per un importo totale di 103.153,44 euro, IVA inclusa. Settimane prima il Comune aveva deciso la risoluzione contrattuale di diritto prima con l’impresa appaltatrice Smacos e poi col direttore dei lavori Angelo Marra.
Immediatamente tra i contiani tale notizia ha suscitato disappunto, perché è parsa analoga all’inopportuno affidamento diretto tentato un mese fa dal presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti in favore della sua assessora viestana (e sua candidata alle regionali) Graziamaria Starace, decisione tanto vituperata da dem e civici emilianisti da aver portato alla revoca dell’atto. Ecco perché il M5S foggiano ha espresso, nel caso Cavaliere, “forti perplessità in merito all’affidamento diretto, avvenuto senza alcuna indagine di mercato né valutazione comparativa dei curricula”, specificando che “pur riconoscendo la legittimità formale della procedura, la scelta politicamente e amministrativamente inopportuna”, perché “sarebbe stato preferibile ricorrere a una procedura più aperta e trasparente, fondata sul confronto tra più professionisti, al fine di garantire imparzialità e corretto utilizzo delle risorse pubbliche – ancor più quando tra i soggetti coinvolti vi siano figure che in passato hanno ricoperto incarichi politici di rilievo”.
La replica dell’Area tecnica è stata netta: “La tecnostruttura ha individuato la procedura ritenuta più appropriata: l’affidamento diretto a professionista di comprovata esperienza e con conoscenza delle strutture dello stadio con il ribasso offerto del 20% che costituisce un limite invalicabile, per cui qualsiasi altra procedura non avrebbe potuto comportare un maggiore risparmio per la stazione appaltante. Lo studio di ingegneria Cavaliere e l’ingegner Giuseppe Cavaliere, nello specifico, hanno partecipato alla progettazione esecutiva per la realizzazione della nuova tribuna dello stadio nel 1988, con un intervento che, anche allora, portò all’incremento dei posti fruibili allo stadio, obiettivo perseguito dall’attuale progetto di ammodernamento. Inoltre, il rispetto del principio di rotazione è stato pienamente assicurato considerando che l’ultimo incarico professionale affidato a Cavaliere dal Comune di Foggia risulta in data 2001, peraltro a titolo gratuito, ed inerente lavori di ricostruzione di fabbricati su viale Giotto”.
L’affidamento diretto a Cavaliere da parte di Licari era sembrato ad alcuni, inizialmente, un atto dal sapore piddino. Ma i dem si sono chiamati fuori e agli alleati avrebbero fatto sapere di non averne saputo nulla. Non solo: il piddino Italo Pontone, come presidente della commissione cultura, nei giorni scorsi ha convocato la dirigente Licari per chiederle conto proprio della determina pro Cavaliere. Alla domanda sul perché abbia deciso di procedere in tal modo, la dirigente avrebbe risposto “a naso”, o per lo meno è quello che raccontano dal campo largo. L’idea che ora circola in maggioranza è che non sia stato il Pd, bensì Galasso a volere l’affidamento a Cavaliere, come mesi fa quello contestatissimo (e poi revocato) allo studio Cassandro. Inoltre i due, Galasso e Cavaliere stando ai beninformati sarebbero stati visti in più occasioni insieme.
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