Quasi 19 milioni di euro da poter investire, il super regalo di Dicesare (nel 2023 appena 787mila euro)

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Migliora ulteriormente il dato record della cifra che il Comune di Foggia può investire. A febbraio scorso l’Attacco aveva rivelato come ci fosse il sentore, negli uffici dei Servizi finanziari, che, quando i 15.295.203,70 euro contenuti nel bilancio di previsione 2025-2027 sarebbero stati confermati in sede di verifica dei residui e nel rendiconto di gestione, atteso entro il 30 aprile, ci sarebbe stata una correzione al rialzo. E così è stato, perché dal rendiconto appena approvato dalla giunta Episcopo emerge la somma eccezionale di quasi 19 milioni di euro, che il dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare – dopo aver preso in mano nel 2009 un ente in dissesto e averlo trascinato fuori dal piano di riequilibrio finanziario lo scorso anno e riassorbendo il disavanzo di amministrazione prima del 2044, data prevista per l’ultimazione della sua copertura – consegna all’amministrazione da spendere sugli investimenti dell’ente. Un avanzo lontanissimo dai 787.461,16 euro dello scorso anno, quando fu assorbito il residuo disavanzo. Almeno una decina di milioni di euro saranno spesi per le strade comunali, primo punto nell’ordine delle priorità dell’ente. Poi manutenzione di scuole, impianti sportivi, arredo urbano. 

Se il risultato presunto di amministrazione al 31 dicembre 2024 era pari a 120.690.564,07 euro, il dato definitivo è 131.446.580,83 euro. La parte accantonata è pari a 100.570.492,34 euro (di cui fondo crediti di dubbia esigibilità pari a 25.241.480,76 euro, fondo anticipazioni liquidità pari a 14.175.828,26 euro, fondo perdite società partecipate pari a un milione di euro, fondo contenzioso pari a 43.215.146,19 euro, altri accantonamenti pari a 16.938.037,13 euro), parte vincolata pari a 12.088.694,82 euro e parte disponibile che ammonta per l’appunto a 18.782.931,03 euro.

La floridità della situazione, frutto del lavoro di Dicesare, è testimoniata anche dai numeri record della cassa: se l’anno scorso si arrivò ad avere in cassa circa 126 milioni di euro alla data 1° gennaio 2025 il saldo del fondo cassa era pari a complessivi 143.234.684,89 euro. “In base alle risultanze del conto economico”, ha spiegato il dirigente alla giunta nella seduta di venerdì scorso, “il risultato economico positivo dell’esercizio 2024 è pari a 6.081.389,83 euro, mentre dallo stato patrimoniale emerge un patrimonio netto finale dell’esercizio 2024 pari a 360.460.416,96 euro”. Il prossimo passo sarà l’approvazione da parte del consiglio comunale.

Nel frattempo è arrivato il via libera dei revisori dei conti (Pompeo Balta presidente, Pasqua Borracci e Massimo Versienti), che hanno attestato la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione ed espresso giudizio positivo per l’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2024. Il collegio ha proposto di accantonare una parte dell’avanzo di amministrazione disponibile per alcune finalità specifiche indicate nella propria relazione, “con priorità di destinazione per i debiti fuori bilancio, salvaguardia degli equilibri e spese di investimento”.

Con riferimento alle entrate correnti i revisori hanno  raccomandato di: verificare la possibilità di adeguare il volume degli accertamenti da sanzioni al codice della strada a seguito di analisi del benchmarking della media regionale; verificare i proventi dei beni dell’ente con una puntuale ricognizione dei beni immobili concessi in uso a terzi; monitorare gli incassi derivanti dalla riscossione coattiva con particolare riguardo alle entrate extra tributarie in modo tale da riportare a ragionevole certezza la previsione”. Per le entrate in conto capitale “si raccomanda di procedere al completamento delle operazioni di riorganizzazione, aggiornamento, verifica e validazione relative sia agli alloggi che ai terreni di proprietà comunale, al fine di riprendere nel più breve tempo possibile le procedure di alienazione e valorizzazione”. Riguardo le spese correnti e in conto capitale “si ribadisce la necessità di regolarizzazione dei pagamenti e della riscossione dei canoni di locazione attivi e passivi e della adozione di tutte le misure organizzative necessarie a garantire il tempestivo pagamento delle somme dovute per somministrazioni, forniture ed appalti”.

I revisori hanno ribadito poi “la necessità del costante monitoraggio dei gravosi contenziosi in essere con la curatela fallimentare della società partecipata Amica spa e di quelli inerenti alla problematica del cosiddetto housing sociale”. Il collegio ha dato atto che l’ente continua a recepire le raccomandazioni date dalla Corte dei Conti certificando la fuoriuscita dal piano finanziario di riequilibrio pluriennale, con particolare riferimento: alla congruità dei fondi e, in particolare, all’adeguamento del fondo contenzioso a oltre 43 milioni di euro (a fronte dei quasi 35, 6 milioni di euro del 2023); al mantenimento in bilancio solo dei residui attivi per i quali la riscossione possa essere prevista con ragionevole grado di certezza e, con la conseguente iscrizione nello stato patrimoniale dei residui, tra i quali si annoverano anche quelli relativi alle posizioni creditorie non riscosse dai precedenti concessionari, fino al compimento dei termini di prescrizione, pari a 62.538.907,75 euro”.

Per i debiti fuori bilancio “si auspica il riconoscimento degli stessi nell’esercizio di riferimento al fine di non alterare il valore del parametro di deficitarietà”; per le situazioni debitorie oggetto di procedure esecutive definite con ordinanze di assegnazione somme, per le quali sia intervenuto il pagamento ad opera del Tesoriere “deve comunque espletarsi procedura di legittimazione per debiti fuori bilancio”.

Infine, rispetto alle società partecipate, in particolare per quelle con risultati d’esercizio negativi, i revisori raccomandano “un costante esercizio del controllo analogo anche alla luce delle problematiche inerenti al servizio di gestione dei rifiuti affidato ad Amiu Puglia spa”. Alla sindaca Marida Episcopo e al suo campo largo non poteva andar meglio.

Nel 2016, appena nove anni fa, il Comune di Foggia aveva un disavanzo di circa 56 milioni di euro. Nel 2012 Palazzo di città, allora guidato dal sindaco Gianni Mongelli, fu costretto ad approvare il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal TUEL. Da cui il piano decennale (2013-2022), con domanda di accesso al fondo di rotazione (per oltre 37,4 milioni di euro) al fine di assicurare la stabilità finanziaria dell’ente, con l’obbligo, tra l’altro, di restituire le anticipazioni ricevute da tale fondo nel periodo massimo di 10 anni. Il piano di riequilibrio approvato dall’ente era destinato a ripianare uno squilibrio di bilancio che era pari a 121.962.926,5 euro. Il consiglio comunale, nel 2015, stabilì di ripianare il maggiore disavanzo di amministrazione derivante dal riaccertamento straordinario nella misura di 1.049.660,40 euro all’anno, per 30 anni, fino all’esercizio 2044 compreso. Anni pesantissimi che ormai l’ente si è lasciato alle spalle. Per avere un’idea di quanto i numeri attuali siano strepitosi basta ricordare che un anno fa, a gennaio 2024, il risultato presunto di amministrazione per l’esercizio 2023 era indicato in 108.215.894,09 euro, con 8.337.153,54 euro a rappresentare la parte disponibile totale, a fronte dei quasi 19 milioni attuali.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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