La gip del Tribunale di Foggia Cecilia Massarelli, letta la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla pm Paola De Martino, ha fissato per il 25 settembre prossimo l’udienza preliminare per due dei più importanti procedimenti che interessano il Comune di Foggia, quelli relativi al cimitero e ad Amiu Puglia spa, unificati perché nati dalla medesima indagine su Palazzo di città. Il primo filone è il processo relativo all’aggiudicazione del maxi appalto del 2023 di quasi 18,5 milioni di euro per la gestione del cimitero comunale. Gli indagati, diventati ora imputati, sono quattro: il dirigente sovraordinato barese Domenico Lomazzo (nominato dalla Prefettura e tuttora presente in Comune), difeso dagli avvocati Maria Emanuela Sborgia e Gaetano Veneto; il dirigente comunale Paolo Affatato (che era ai lavori pubblici/patrimonio/appalti e contratti, mentre oggi è alle attività produttive), assistito dall’avvocato Mario Antonio Ciarambino; la funzionaria comunale dell’Area tecnica Paola Russo, rappresentata dall’avvocato Paolo D’Ambrosio; l’imprenditore foggiano Giuseppe Scommegna, difeso dall’avvocato Marco Gabriele Scillitani.
Nel secondo filone relativo ad Amiu Puglia spa, il Comune di Foggia nel 2023, quand’era retto dai commissari straordinari in seguito allo scioglimento per mafia, rinnovò per altri nove anni, e per ben 203 milioni di euro, il contratto inerente al servizio di igiene urbana in favore della partecipata barese. Per Guardia di Finanza e Procura daunia sarebbe stato “truccato” l’affidamento in house, con accuse a vario titolo di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso. Gli altri cinque imputati sono: l’allora dirigente comunale Concetta Zuccarino, apricenese, assistita dall’avvocato Angelo Pasquale Masucci; il dg Amiu Antonello Antonicelli, difeso dagli avvocati Francesco Marzullo e Vincenzo Bruno Muscatiello; il dirigente comunale del Servizio ambiente Saverio Pio Longo, sangiovannese, assistito dall’avvocato Giovanni Pirro; il funzionario comunale Giovanni Sorbo, rappresentato dagli avvocati Gianluca Ursitti e Vincenzo Paglia; l’altamurana Maria Rosaria Mangiatordi, referente del consorzio Conai, difesa dall’avvocata Valeria Logrillo.
Come persona offesa la gip ha identificato il Comune di Foggia. Nella propria richiesta di rinvio a giudizio De Martino ha ricordato le denunce presentate dalle associazioni (La Società Civile di Foggia, Konsumer Italia di Foggia, Italia Nostra di Foggia, etc.), le informative del Gruppo Guardia di Finanza di Foggia, i verbali di sommarie informazioni rese da persone informate dei fatti, i verbali di perquisizioni e sequestri, le intercettazioni di conversazioni e comunicazioni.
Non risulta tra gli imputati, giacchè si procede per lui separatamente, l’ex funzionario comunale Francesco Pio D’Orta, oggi in pensione; il foggiano, che era rup rispetto alla gara del cimitero ed è stato accusato di aver prodotto con Affatato un atto falso, ha patteggiato.
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