Housing sociale Foggia, bocciata proposta di Galasso (come da previsioni): Pd e CON dimezzati, solo M5S compatto

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Animi adiratissimi nella maggioranza della sindaca Marida Episcopo dopo la debacle di ieri in aula consiliare, dove come da previsioni non ci sono stati i numeri per approvare la proposta di delibera dell’assessore dem Giuseppe Galasso che avrebbe messo una pietra tombale sul vetusto e superato programma di housing sociale. Come l’Attacco aveva spiegato alla vigilia della seduta il campo largo non si era ricompattato e fonti interne alla coalizione indicavano come ipotesi più raccomandata il rinvio dell’accapo ad altra data, magari per consentire prima alla giunta di esprimersi al riguardo (come richiesto da alcuni consiglieri riottosi). E invece alla fine si è scelto di discutere sperando nel ripensamento di quanti erano contrari a votare la linea Galasso. Un ripensamento che però non c’è stato: al termine di oltre sei ore di discussione dapprima sono stati bocciati gli emendamenti M5S e poi è stata bocciata la proposta di delibera del super assessore a lavori pubblici ed urbanistica. Solo nove i voti favorevoli: i dem Dell'Aquila, Azzarone, Cagiano; i 5S Dal Maso, Quarato, Salemme, Strippoli; l’indipendente Buenza e Capozzi di CON. Contrari in sedici: della maggioranza i socialisti Di Chiara e Rignanese, per Italia del Meridione Cataneo, l’ex CON Mancini, per Tempi Nuovi di Clemente Di Paola e Frattulino, l’ex M5S Formica; dell’opposizione Mainiero, Fusco, Angiola, Accettulli, Soragnese, Rignanese, Pellegrino, Nunziante e di Mauro. A livello politico è ora guerra al vetriolo, ancor più che nei mesi scorsi, all’interno del campo largo. Incavolatissimo il leader del M5S Mario Furore, il cui gruppo compatto contava sulla medesima coesione delle altre forze maggiori del campo largo, ovvero Pd e CON. E invece, nonostante gli interventi di Raffaele Piemontese e Rosario Cusmai sui rispettivi gruppi, sia i dem che i civici emilianisti si sono disgregati e dimezzati. Erano assenti ieri i piddini De Vito, Palmieri e Pontone; diserzione dell’aula anche da parte di Ciruolo e Rizzi di CON. “Una brutta pagina, chiederemo verifica di maggioranza”, fa sapere a l’Attacco Furore. 

La seduta era iniziata sotto i peggiori auspici con l’assenza a sorpresa della sindaca Episcopo, che ha tirato fuori un parente di secondo grado coinvolto nel programma di social housing. Una motivazione messa per iscritto ma che non ha convinto tanti, sia tra i banchi delle minoranze che tra quelli della stessa maggioranza di centrosinistra. 

Già erano circolate, prima della seduta, molte lagnanze sul fatto che Episcopo non avesse mai preso posizione sul tema, lavandosene le mani col refrain “decidete voi consiglieri”. Poi si era aggiunto il disappunto per il mancato passaggio preliminare in giunta, che avrebbe avuto un peso politico notevole. Inutili sono stati gli appelli finali al voto fatti dal Pd foggiano, dal M5S e da ultimo in aula da Galasso e Quarato. 

“La previsione per Foggia è di 130mila abitanti per il 2043. Il fabbisogno abitativo lo certifichiamo nell’ultimo dato disponibile in 740 domande al bando indetto durante la gestione commissariale. Nei 16-17 anni intercorsi sono sopravvenuti diversi accordi di programma, questa attività edilizia prevedeva anche la presenza di edilizia residenziale pubblica per circa 700 alloggi di cui il 50% circa sono stati consegnati e acquisiti dal Comune mentre il resto non ancora consegnati. Ma sono procedure comunque avviate”, le parole dell’assessore. 

Quarato ha ribadito quanto già detto da mesi a l’Attacco: “Il programma ipotizzato nel 2008 ha un impatto oggi importante sulla città e ne condizionerebbe lo sviluppo. Non è una mia idea, ma è quello che scrive Karrer, cui abbiamo affidato la redazione di DPP e PUG e che ci dice che crea uno squilibrio tra domanda e offerta ed è in contrasto con gli obiettivi dell’amministrazione comunale. E’ una materia evidentemente urbanistica. Dobbiamo avere il coraggio di fare scelte anche difficili e in contrasto con alcuni nostri elementi di base. Dobbiamo lavorare per il bene della città, mi è piaciuto l’appello finale di Galasso. Oltre al decremento abbiamo una modifica della composizione sociale della nostra comunità, con più anziani. Non c’è il ritorno dei figli andati altrove. Foggia non è brutta, è un po’ trascurata e va curata, partendo dalla pianificazione generale. E’ l’unico modo per curare una città urbanisticamente malata. Dobbiamo dare noi un indirizzo e una prospettiva, assumendoci la responsabilità di eliminare alcune decisioni negative. La Regione ci chiede se sussista ancora un interesse attuale e concreto, non aleatorio e del passato. L’interesse legato all’housing è passato e neanche concreto. Tre delle 27 imprese coinvolte dal programma hanno presentato ricorso ma anche richiesta di risarcimento, consapevoli del fatto che oggi non ci sono più le condizioni per la realizzazione dell’housing. La Regione si è svegliata solo nel 2022 su sollecitazione del Comune, una cosa piuttosto grave perché non ci ha supportato. Pensiamoci bene: questo è uno snodo importante per questa amministrazione e per la città”. 

“Al primo atto serio di programmazione la sindaca ha trovato un parente in qualche progetto”, ha tuonato Mainiero. “E’ peraltro l’unica delibera portata in consiglio senza un previo passaggio in giunta, sarebbe stato un atto politico significativo per quanto non dovuto. Sul più importante atto dopo due anni di silenzio manca l’indirizzo politico. Si è consumata una battaglia politica che ha sancito la divisione nella maggioranza, cioè in materia urbanistica non c’è un programma. Ognuno qui parla a titolo personale, come Quarato. E’ un problema politico grande, ma nessuno andrà a casa. Come ho sempre detto, questa non è una coalizione politica ma una coalizione messa assieme per vincere per forza. Sono assolutamente contrario all’housing ma voterò contro questo atto, che consente solo di galleggiare. Galasso dovrebbe spiegarci se ripartiamo dal DPP o meno. A Karrer da un anno e mezzo non si consente di lavorare, dal DPP del 2019 ad oggi non c’è stata da parte di questa amministrazione alcuna scelta urbanistica. Abbiamo speso invano 1,4 milioni dati a Karrer per il DPP? Si è scherzato? Sul piano politico datevi una linea. L’azione del Comune è stata dilatoria sulla mancata chiusura del procedimento, lo ha scritto il giudice nella sentenza Ripam. Avete perso tempo, mentre solo per due progetti dei 27 sono stati chiesti 25 milioni di risarcimento”.   

“E’ un pasticcio che nemmeno la giunta ha voluto condividere. Non avendo chiuso il procedimento il rischio di dover pagare i danni esiste. Io al posto di Galasso mi sarei dimesso, perché il suo operato viene disatteso dalla sua stessa maggioranza. Sono convinto che l’assessore non voglia approvare il PUG, perché altrimenti l’attività sarebbe stata frenetica e invece non c’è stata nemmeno una comunicazione tra Regione e Comune al riguardo. Con questa delibera non si affronta minimamente il tema dell’emergenza abitativa né quello della pianificazione. L’inerzia amministrativa è ovunque: questo è l’unico Comune che ancora non ha approvato il PIAO che avrebbe permesso di fare altre assunzioni”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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