E’ stato annullato dal Consiglio di Stato un concorso svolto dall’Università di Foggia nel 2022 per docente ordinario. Il massimo giudice amministrativo ha accolto il ricorso presentato lo scorso anno dal professor Eugenio Amato contro l’Ateneo daunio e nei confronti della vincitrice della procedura, la professoressa Maria Stefania Montecalvo (difesa dal professore e avvocato Enrico Follieri) e del professor Michele Bandini (non costituitosi in giudizio). Furono i tre docenti che parteciparono alla procedura per la copertura, mediante chiamata, di un posto a professore universitario di prima fascia per il settore concorsuale Filologia classica e tardoantica per le esigenze del dipartimento Distum (Studi Umanistici, Lettere, Beni Culturali, Scienze della Formazione). I tre furono ritenuti tutti qualificati a ricoprire il ruolo posto a bando a detta della commissione giudicatrice, composta dai professori ordinari Luciano Bossina (Università di Padova), Stefano Grazzini (Università di Salerno) e Pasquale Massimo Pinto (Università di Bari). Amato era professeur d’Université dal 2008 presso l’Università francese di Nantes, Montecalvo era docente associata dal 2020 presso il Distum di Unifg, mentre il terzo concorrente Bandini era associato presso l’Università della Basilicata. L’appello di Amato al Consiglio di Stato avvenne dopo la sentenza con cui il TAR Puglia lo scorso anno respinse il suo ricorso per l’annullamento degli atti relativi alla procedura selettiva di Unifg per la copertura, mediante chiamata, di un posto a professore universitario di prima fascia per il settore concorsuale Filologia classica e tardoantica per le esigenze del dipartimento Distum. A dicembre 2022 il consiglio di dipartimento del Distum propose la chiamata di Montecalvo e dopo pochi giorni il cda dell’Ateneo approvò tale proposta di chiamata. Infine l’allora rettore Pierpaolo Limone nominò in ruolo la professoressa. Amato ha lamentato in giudizio due questioni: il fatto che la commissione giudicatrice, all’unanimità, abbia individuato quali candidati qualificati a ricoprire il posto di professore universitario di ruolo di I fascia tutti e tre i concorrenti, senza indicare – almeno in modo espresso - alcuna prevalenza di alcuno sugli altri; la circostanza che egli, oltre a rappresentare uno dei massimi esperti della tradizione retorica greca tardo antica, avrebbe compiuto anche consistenti studi di testi latini, oltre ad essersi occupato di tradizione di testi antichi e storia degli studi, nonché di poesia antica greca e latina, e non solo di prosa retorica. Le contestazioni mosse da Amato sono state ritenute fondate dal Consiglio di Stato, per il quale “la vicenda è chiara”.
“Né dalla valutazione del curriculum, né da quella dell’attività di ricerca, né della produzione scientifica, né dell’attività didattica e dei compiti istituzionali, può desumersi che la scelta del consiglio di dipartimento possa essersi legittimamente fondata sulle valutazioni della commissione giudicatrice, posto che la commissione giudicatrice, all’unanimità, ha individuato quali candidati qualificati a ricoprire il posto di professore universitario di ruolo di I fascia tutti e tre i concorrenti, senza indicare alcuna prevalenza di alcuno sugli altri”, si legge nella sentenza.
“Non vi è dunque modo di comprendere le ragioni oggettive sulla base delle quali è stato formulato il giudizio di prevalenza di Montecalvo rispetto ad Amato: tale giudizio non è stato difatti mai formulato dalla commissione esaminatrice, per la quale tutti e tre i candidati erano meritevoli allo stesso modo, né è contenuto negli atti successivamente adottati dagli organi dell’Università di Foggia”.
Detto in termini ancor più chiari “non emergono quindi le ragioni che hanno indotto il consiglio di dipartimento” ad affermare che “dalla lettura integrale dei giudizi collegiali espressi dalla commissione appare evidente che la candidata che meglio risponde ai requisiti espressamente previsti dal bando è la professoressa Montecalvo”.
Ecco perché il Consiglio di Stato ha respinto l’appello incidentale di Montecalvo (che aveva contestato l’ammissibilità del ricorso di Amato per difetto di interesse) ed accolto quello principale di Amato annullando gli atti di Unifg e ordinando al consiglio di dipartimento del Distum di ripetere il giudizio osservando i principi e i criteri illustrati in motivazione nella sentenza.
Nonostante l’accoglimento specifico della censura sull’incompletezza dei giudizi della commissione e l’annullamento di tutti gli atti impugnati (compresi i verbali della commissione), il Consiglio di Stato detta puntuali prescrizioni solo in relazione alla delibera del Distum, stabilendo: “Nella fase della riedizione del potere, pertanto, il consiglio di dipartimento dovrà ripetere il giudizio dei singoli candidati e dovrà procedere alla loro comparazione, elencando e motivando le evidenti e oggettive ragioni di preferenza di un candidato rispetto agli altri a ricoprire il posto messo a bando, sulla base dei requisiti espressamente previsti dal bando di selezione, ovvero il possesso di un profilo didattico e scientifico per il settore concorsuale Filologia classica e tardoantica e per il Settore scientifico-disciplinare Filologia classica. Nel fare ciò, il consiglio di dipartimento prenderà in considerazione tutti gli elementi di fatto introdotti dai candidati nel procedimento attraverso la domanda di partecipazione, motivando, in special modo, su quale sia la produzione scientifica maggiormente coerente con il profilo scientifico richiesto dal bando, idonea cioè a coprire tutti gli ambiti previsti dalla declaratoria del settore: testi greci, testi latini, la loro tradizione e la storia degli studi”, compresi gli elementi curriculari non valorizzati dalla commissione, stante l’espresso accoglimento dello specifico motivo.
Ciò significa che fino al termine della rinnovata valutazione e chiamata (eventualmente in suo favore) la professoressa Montecalvo non può legittimamente conservare l’inquadramento come professoressa ordinaria.
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