E’ normale che l’assessore alle partecipate Davide Emanuele, segretario cittadino Pd, sia colui che siede al tavolo delle trattative con la curatela fallimentare di Amica spa, il cui legale è quel Gianpaolo Impagnatiello a lui vicinissimo? Come svelato ieri su queste colonne, Emanuele, dottore di ricerca, collabora con la cattedra di Diritto processuale civile presso Unifg il cui titolare è proprio il professor Impagnatiello. “Un caso di evidente inopportunità” per alcuni addetti ai lavori, sia interni a Palazzo di città sia interni alla comunità accademica dell’Ateneo daunio. “Vorrei ancora capire chi è l'assessore al contenzioso o chi ne svolge realmente le funzioni. Se è De Santis cosa c'entra Emanuele? Ci sono invasioni di campo? C'è poca fiducia sulle competenze fra membri della giunta?”, sono le domande che pone, tramite l’Attacco, il capogruppo di Forza Italia Raffaele di Mauro. “Come Fratelli d'Italia, anche consultando diversi legali, stiamo preparando un esposto che presenteremo sia alla Procura della Repubblica che alla Procura della Corte dei conti sulle questioni opache relative ad Amiu, sentenza Amica, ad intrecci come quello svelato da l’Attacco tra Emanuele e Impagnatiello, danni erariali”, spiega a l’Attacco il meloniano Bruno Longo. “Credo che rispetto al rapporto tra assessore e avvocato della curatela fallimentare ci siano evidenti profili di incompatibilità, peraltro l'assessore stranamente si sta occupando di una materia non sua partecipando a tali trattative. Dopo il caso mai chiarito dell'alloggio Arca, adesso si scopre che il caro assessore Emanuele ha anche rapporti di questo tipo e che si fa delegare per andare a trattare la transazione con la curatela, difesa dal suo professore. Credo che l'incompatibilità ci sia. In questa amministrazione comunale parlano tanto di legalità e trasparenza ma se vogliono rispettare tali principi perché “è tutta un'altra storia” devono trovare la maniera di essere davvero presentabili”, continua l’ex assessore comunale.
“Quella di Amica e Amiu è una vicenda tutta interna al Pd, partita con il fallimento di Amica spa nel 2012. Ora assistiamo nuovamente al soccorso rosso. E’ una situazione estremamente grottesca, compreso questo rapporto tra Emanuele e Impagnatiello. Adesso c'è il tentativo estremo del Pd di salvarsi e di rimescolare le carte in qualsiasi maniera. Io non credo che si possa ridurre alla metà l'importo che il Comune dovrà pagare, la curatela fallimentare dirà la sua ma poi sarà il giudice delegato a decidere. L'ottimismo degli attuali amministratori rischia di essere sconfessato. Non so peraltro a chi convenga, tra i creditori della fallita Amica, inoltre si sa che il Comune può pagare tranquillamente anche l’importo pieno della condanna”.
“Questa sentenza rappresenta una grave sconfitta che ora in Comune vogliono trasformare in una vittoria davanti ai cittadini, con una transazione tramite la quale poter affermare “vi abbiamo fatto risparmiare”. Io ho parlato con vari legali delle altre parti coinvolte in questo procedimento Amica, sono convinti di poterla scampare in appello a differenza del Comune che, come socio unico, era pienamente responsabile perché aveva il dovere di vigilare tramite il cosiddetto controllo analogo. Un controllo analogo”, prosegue il meloniano, “mai attuato per nascondere le magagne di Amiu. Il fallimento di Amica fu scientifico, come scrisse il giudice Roberto Gentile. E, aggiungo io, fu voluto per fare un favore ad Emiliano e Grandaliano e affidare il servizio di igiene urbana a Bari. Credo che oggi le dichiarazioni che i nostri amministratori stanno facendo siano di tipo mediatico: c'è chi vuole allungare il brodo per prendere altro tempo ed arrivare alla fine della consiliatura”.
Per Longo sul piano giudiziario ci sono tanti interrogativi che restano in piedi. “Abbiamo avuto assoluzioni sul piano penale e condanne in sede civile, è chiaro che restano dubbi e perplessità. Pur di coprire una magagna, un affare tutto piddino, dopo che noi abbiamo risanato il bilancio come centrodestra, adesso gli attuali amministratori comunali utilizzano i soldi dell’avanzo non per fare opere pubbliche – strade, scuole, verde urbano – ma per coprire questo debito. E lo fanno in totale serenità e tranquillità, perché tanto paga Pantalone. Ma questo è un atteggiamento totalmente sbagliato sul piano amministrativo. C'è poi l'aspetto del danno erariale: è possibile che venga accertato il mancato rispetto del contratto di servizio da parte degli allora amministratori comunali e che non ci sia un'azione nei loro confronti per danno erariale? Fu un comportamento di rilevanza contabile evidente. Ora in Comune fanno come se tutto andasse bene e non ci fosse alcuna responsabilità politica”, conclude Longo.
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