Foggia, scontro su Tari e contratto “non rispettato” da Amiu: “Dal 2026 impianto TMB dismesso. E poi?”

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L’imminente processo relativo al contratto con Amiu Puglia spa e al servizio rifiuti, la cui udienza preliminare del 25 settembre prossimo sarà decisiva per gli odierni imputati (dal dg della partecipata Antonicelli al dirigente comunale dell’ambiente Longo), ha aleggiato ieri sulla seduta di consiglio comunale foggiano tutto dedicato alla Tari. L’assessore al bilancio Davide Emanuele ha ammesso “i costi aumentati specie per la parte variabile del ciclo integrato dei rifiuti, soprattutto per quanto concerne l’approvvigionamento energetico e il costo di trasferimento dei rifiuti in discarica”, parlando di “piccoli incrementi sulla Tari del 2024 e 2025, aumenti ridotti rispetto alla maggior parte dei Comuni italiani e pugliesi”. “Per l’anno 2025 abbiamo un aumento del costo complessivo di circa 1,3 milioni di euro, che va a determinare un aumento medio delle tariffe Tari del 4-4,5% sia per le utenze domestiche che per le utenze non domestiche, per una media a famiglia di 15-20 euro annui”, ha aggiunto l’assessore. “Va ricordato che il ciclo integrato dei rifiuti va coperto integralmente con le entrate Tari, non lo si può coprire con entrate proprie del bilancio”. “La Regione Puglia ha deciso di non chiudere il ciclo dei rifiuti e il Comune ha fatto scelte come l’affidamento in house ad Amiu, scelta tutta politica”, ha affermato il consigliere di minoranza Giuseppe Mainiero.

“Foggia ha ospitato in sede di emergenza addirittura i rifiuti del Lazio con tariffa di 50 euro a tonnellata. La stessa cosa hanno fatto 39 imprese private, conferendo nella nostra discarica, al pari dei comuni del Subappennino e della BAT. Dopo aver fatto “beneficenza” oggi siamo costretti a conferire mediamente a 230-250 euro a tonnellata, è questo che determina il salasso per i cittadini foggiani. Dopo aver messo la nostra discarica a disposizione di tutti dobbiamo portare i nostri rifiuti anche a Taranto, coi costi di trasporto che si possono immaginare. Al di dà di quello che si racconta, la raccolta differenziata non si fa. Noi continuiamo ad aumentare la Tari e l’anno prossimo ci sarà un altro aumento, perché come amministrazione non si è deciso di intervenire strutturalmente sulla riduzione dei rifiuti. L’indifferenziato ci costa 12-13 milioni di euro l’anno, oltre agli oltre 22 milioni annui che versiamo ad Amiu. Ci sono utenze che pagano fino a 30 euro al mq, non è sostenibile. L’assessorato all’ambiente deve decidere che fare con Amiu. Bisogna ridurre le 50mila tonnellate di indifferenziato attuali a 25mila. Ed ora non si sono considerati, per la Tari, i dati 2024: tra due anni sarà una mazzata inimmaginabile per i cittadini. E’ necessaria la raccolta differenziata porta a porta anche per le utenze domestiche. Se le 80 unità assunte venissero adoperate per il porta a porta, risparmieremmo milioni. Oggi appena 25 unità sono in strada a Foggia, dovrebbero esserne almeno 125 vista l’estensione. Il personale c’è, ci sono 250 operatori ecologici. Ne servirebbero 20 per circoscrizione”.

Netto il capogruppo di FdI Claudio Amorese: “In commissione bilancio sono state avanzate proposte, anche trasversali, per addivenire a riduzioni ed esenzioni relative alla Tari. Ci sono scelte possibili, di natura squisitamente politica. I numeri sono impietosi, soprattutto rispetto al servizio offerto alla città: il gettito Tari è costantemente aumentato, +2.540.000 euro nel biennio di questa amministrazione, ma non a fronte di un servizio migliorato e capace di dare risposte concrete. Il contratto di servizio con Amiu prevede come obiettivo il 65% di raccolta differenziata, l’amministrazione deve farlo rispettare. I cassonetti intelligenti nessuno li ha visti, i CCR sono stati in alcuni casi inaugurati solo ora con un anno di ritardo, la pulizia di strade e marciapiedi non avviene, come nemmeno quella dei cassonetti. L’unica pulizia che realmente avviene è quella dei carrellati posti davanti agli esercizi commerciali. E non è colpa dei lavoratori: è che il servizio non funziona e rappresenta un inadempimento contrattuale. Né vengono lavate le basole del centro storico. Non si può liquidare la questione odierna col “non possiamo fare nulla”. Inoltre l’assessora all’ambiente ci ha detto che l’impianto TMB di Passo Breccioso verrà dismesso l’anno prossimo. Che accadrà? Sono domande che l’amministrazione doveva porsi ieri, non oggi. Mi sembra di rivedere la questione del cimitero ormai saturo, lo vedremo dopo che il problema sarà nato. Era stata poi promessa la rivisitazione del piano industriale, che però è rimasto lo stesso ed è gestito dalla stessa Amiu”.

Il capogruppo meloniano ha poi sollevato la questione su cui l’Attacco ha acceso i riflettori nei giorni scorsi: “E qui si arriva al punto cruciale: il servizio è affidato ad Amiu, che coi suoi vertici è sotto processo per la presunta falsificazione dei dati nel piano industriale. Il Comune si costituirà parte civile o, per gli equilibri dei partiti e della maggioranza, non difenderà i cittadini foggiani? E’ una domanda emblematica, per la quale la comunità chiede una risposta. La gestione dei rifiuti non è assolutamente soddisfacente e le questioni politiche vanno risolte subito, prendendo posizioni chiare e nette. Dalla sentenza Amica emerge la necessità di attingere il tesoretto dei 19 milioni, che potevano essere spesi in tanti servizi. Qualcuno deve renderne conto alla città”.

Il contiano Francesco Strippoli ha ricordato che solo nel 2024, per la prima volta, tutto il gettito Tari è stato speso per il servizio rifiuti nella città, anziché essere utilizzato anche per l’altro socio Bari, cui andava l’80% dei nostri utili. “Quello che avveniva nei dieci anni precedenti non solo era sbagliato ma scorretto, ora la situazione si è addirittura invertita. Bari ci deve restituire, peraltro, altri 19 milioni di euro. Oggi il consiglio comunale di Poggio Imperiale sta discutendo del no alla nuova discarica della Capitanata prevista dalla Regione in una loro cava”. Strippoli ha poi difeso le migliorie volute dalla vicesindaca Lucia Aprile e fatte applicare ad Amiu, su cui vigila ora il DEC (direttore responsabile dell’esecuzione del contratto), prima inesistente. “Mainiero ha dato numeri sbagliati, gli operatori che si occupano dello spazzamento sono in realtà 70. L’indifferenziato è certamente diminuito, dai 54 milioni di kg del 2023 ai 49 milioni del 2024. Il nostro Comune può però essere più oculato nella redazione del proprio PEF, oggi la differenziata è arrivata al 27% e andrebbero corretti i dati inesatti del passato, su cui si sarà un processo a settembre. Come M5S chiediamo una revisione delle tabelle lato Comune, spiegando all’AGER che faremo sempre di più. Altri miglioramenti sono possibili, come il servizio sette giorni su sette che costerebbe zero. Sulla TARI l’aumento è causato da dinamiche non dipese da noi, ma col bonus Conte 11mila famiglie sono aiutate”.

Critico il capogruppo di Forza Italia Raffaele di Mauro: “Il dato politico inequivocabile è che la Tari 2025 è più alta del 2024 del 4,5-5% che però, se si unisce al 3,8% del 2024 sul 2023, significa pagare quasi il 10% in più nelle due annualità di amministrazione Episcopo. Se per lo meno il servizio fosse migliorato si pagherebbe di buon grado l’aumento, ma così non è e un’amministrazione comunale dovrebbe interrogarsi. A Foggia abbiamo una Tari tra le più alte d’Italia e una differenziata tra le più basse”.

“Dite che l’aumento è cospicuo, sarebbe interessante fare un confronto con l’aumento in Comuni di centrodestra”, ha replicato la sindaca Marida Episcopo. “Non è vero che il servizio non è cambiato. L’indifferenziata è calata del 10%, la differenziata è del 24%. Il contratto con Amiu risale a prima di noi, stiamo cercando di migliorarlo al pari del servizio e della Tari dei prossimi anni”. “

Nessuno controlla il servizio di Amiu, la città fa schifo. Si faccia realizzare quanto previsto dal contratto”, ha tuonato il meloniano Gino Fusco. “Abbiamo un DEC che ha multato moltissimo Amiu, che ci ha portato persino in Tribunale”, la risposta di Episcopo.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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