Quando manca ormai meno di un anno alla scadenza del 30 giugno 2026 per le opere pubbliche realizzate grazie a fondi del PNRR, ammonta al 27,44% la percentuale della spesa ad oggi da parte del Comune di Foggia. Come anticipato su queste colonne giorni fa, il collegio dei revisori dei conti ha verificato l’avanzamento finanziario dei progetti finanziati dal PNRR/PNC (ovvero il Piano nazionale di ripresa e resilienza e il Piano nazionale complementare) alla data del 30 giugno 2025: lo stato di attuazione finanziario registra 21.616.964,89 euro pagati in totale a fronte di 78.782.712,96 euro complessivi, di cui 69.997.489,51 euro da PNRR, 630.534,19 euro da altro finanziamento statale e 8.154.689,26 euro dal FOI, il Fondo opere indifferibili. L’anticipazione ricevuta sinora ammonta a 5.952.647,68 euro, mentre le riscossioni totali sono pari a 15.147.747,96 euro e quelle del primo semestre del 2025 pari a 3.932.549,41 euro. I pagamenti nel primo semestre del 2025 ammontano a 4.686.479,82 euro. I revisori evidenziano anche il confronto con quello che, livello nazionale, è lo stato di avanzamento procedurale e finanziario del PNRR per Missione (dati al 31 dicembre 2024, estratti al 28 febbraio 2025): la spesa totale è pari al 35,62%, una media tra le missioni con la percentuale maggiore di spesa (a partire dalla M1 col 52,19%) e quelle più indietro (la M7 con l’1,45%). E’ rimasto memorabile quanto avvenuto lo scorso anno, primo anno di mandato dell’amministrazione in carica, contrassegnato dall’ormai famigerata “inerzia amministrativa”, denunciata dal dirigente finanziario Carlo Dicesare e dai revisori proprio rispetto ai ritardi sul PNRR. Stavolta l’organo di revisione non striglia l’amministrazione Episcopo ma comunque, dati alla mano, sottolinea che il livello attuale di avanzamento nazionale è migliore di quello del Comune di Foggia. Poche settimane fa il nuovo allarme da parte dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia sul rischio di perdita di 30 milioni di euro. “I cantieri di alcune grandi opere tuttora non sono ancora partiti, ad esempio la rigenerazione del rione Martucci dove non c'è una sola pietra”, commenta ora a l’Attacco il capogruppo meloniano Claudio Amorese.
“Il punto è chiaro: come si può pensare di riuscire a spendere i fondi in tempo, visto che non ci saranno proroghe? L'unica ipotesi è che solo su alcune misure, e in via straordinaria, ci possa essere uno spostamento di fondi nazionali per realizzare i progetti. E’ matematico che le grandi opere finora non partite vedranno la perdita dei fondi. Tornando all’esempio del rione Martucci questo infausto esito è scontato, visto che si tratta di un intervento da oltre sei milioni da realizzare in un solo anno, con cantiere che non c'è ancora. Idem per quanto riguarda gli interventi relativi al CEP e all'ex inceneritore di Amica. E’ tutto fermo. Poi c'è la patata bollente dell'intervento connesso ai 56 alloggi popolari e spazi sociali nel quartiere Borgo Croci-Candelaro: si stava avviando il cantiere ma i residenti si sono messi di traverso. Del resto per un'opera del genere bisogna necessariamente prevedere la partecipazione e il coinvolgimento dei residenti. L'iter si è fermato e il Comune ha fatto invano richiesta di spostamento dei fondi su altro. In Prefettura è stato ribadito il no rispetto alla possibilità di una proroga e, informalmente, sarebbe stato detto al Comune anche che non ci potrà essere nemmeno lo spostamento dei fondi. E quindi o si va verso una delocalizzazione dell'intervento oppure verso un suo netto ridimensionamento”. Il giudizio è netto: “Per noi l'amministrazione Episcopo sta procedendo in maniera più lenta rispetto a quanto fecero i commissari. Sembrava che fossero ripartiti dopo la riorganizzazione interna disposta da Galasso, invece è tutto fermo sulle grandi opere. Sono partiti solo i lavori sul campo CONI e sullo stadio Zaccheria, ma comunque resta da vedere se saranno ultimati in tempo”.
Dunque nessuna sorpresa, tra i meloniani, per i dati forniti dai revisori. “Il sentore che le cose stessero così lo avevamo anche prima, tanto da aver proposto invano lo scorso anno una commissione consiliare ad hoc per capire problemi e ritardi, per coinvolgere professionisti e per dare il nostro contributo. Ma la proposta fu bocciata nella maggioranza, che temeva che avremmo creato problemi politici. Non era quello il nostro intento e non lo è nemmeno oggi”, continua l’ex assessore Amorese. Eppure le dichiarazioni di Galasso sul PNRR sono ogni volta di piena soddisfazione e rassicurazione. “I numeri parlano a loro sfavore, dando torto a quanto viene detto dagli assessori Galasso ed Emanuele. Che i cantieri non ci siano ancora è un fatto ineludibile, che non possono smentire”.
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