PUG Foggia, le opposizioni insinuano: “Non lo vogliono davvero”. Chierici: “Servono altri 3 anni? Un’eternità”

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Si riuscirà entro tre anni ad ultimare l’iter del Piano urbanistico generale del Comune di Foggia? La giunta Episcopo ha approvato le linee di indirizzo di “uno strumento fondamentale per la pianificazione e lo sviluppo sostenibile del territorio comunale, il cui procedimento - avviato da circa venti anni senza mai concludersi - costituisce un obiettivo strategico del programma di mandato 2023-2028 dell’amministrazione”. Ebbene, stando all’atto il cronoprogramma prevede ulteriori nove fasi dopo la delibera di due giorni fa: tra i 6 gli 8 mesi per la pubblicizzazione della stessa delibera, l’aggiornamento del percorso partecipativo e VAS; altri 6-8 mesi per la redazione del PUG e la delibera di giunta con la proposta di adozione del Piano; un mese per la delibera di consiglio comunale di adozione del PUG; un mese per il deposito del PUG e la pubblicazione dell’avviso di deposito; un altro mese per il periodo di presentazione delle osservazioni; 12 mesi (dalla data di adozione) per l’acquisizione dei pareri degli enti preposti alla tutela dei vincoli; due mesi (dalla data di deposito) per la delibera di consiglio comunale di determinazione sulle osservazioni e adozione PUG adeguato alle osservazioni accolte; dai 6 ai 9 mesi per l’invio a Regione e Provincia per controllo compatibilità del PUG e delibera di consiglio comunale di approvazione del PUG (compresa eventuale conferenza di servizi); 1-2 mesi (dalla data di approvazione) per la pubblicazione sul BURP e per gli avvisi di formazione PUG. Ma c’è davvero l’interesse a concludere il procedimento entro fine mandato? Secondo le opposizioni no. “Quello che è accaduto da ultimo sul PUG, con lo scontro Pd-M5S, è in continuità con tutto il mandato amministrativo: i due principali partiti di maggioranza non sono d'accordo su nulla”, afferma a l’Attacco il capogruppo di FdI Claudio Amorese.

“Sono molto in contraddizione tra loro. I 5 Stelle, giustamente, non vogliono più che ci siano varianti urbanistiche e invece, in altri settori della maggioranza, c'è evidentemente tanta voglia di farle. Una volta approvato il PUG le varianti non sono più possibili. Come centrodestra chiedevamo di dare seguito agli indirizzi dati a Karrer dall’amministrazione Landella, sia con il DPP del 2019 che con la delibera di giunta del 2020. Invece ora vogliono ripartire con la fase della partecipazione e con attività che potrebbero essere evitate. Fu lo stesso professor Karrer da dire a Foggia che il PUG era quasi pronto, che andava solo aggiornato. Oggi si rischia di perdere altro tempo per attività che erano state già superate negli scorsi anni”.

“Altro che PUG, l'urbanistica al Comune di Foggia è semplicemente un tragico gioco dell'oca. Con Galasso si ritorna ai nastri di partenza”, tuona il collega di opposizione Giuseppe Mainiero. “Le linee guida approvate dalla giunta comunale semplicemente allontanano l'approvazione del PUG, contrariamente a ciò che si vorrebbe fare credere. Facendo leva sulla nuova legge regionale, la n. 34/2023 - impugnata da più parti perché evidentemente incostituzionale - si è cancellato con un colpo di spugna il DPP (Documento Programmatico Preliminare) approvato nel 2019. Il Comune non era assolutamente tenuto ad adottare le linee guida. In pratica si è scelto di rimettere le lancette dell'orologio di oltre 10 anni dietro. Decenni di lavori buttati nel cestino come carta straccia, tra l'altro costati circa 1.5 milioni di euro tra incarichi professionali e spese di gestione. Il Comune di Foggia era in una fase avanzatissima per l'adozione del PUG, con questo atto l'amministrazione comunale sceglie di allontanare l'adozione del PUG a dopo la scadenza di questa amministrazione. Era stata di fatto definita la parte strutturale del Piano, restava dunque solo da redigere quella programmatica. Galasso avrebbe dovuto semplicemente chiudere la prima conferenza di co-pianificazione (i cui lavori sono terminati dal 2012!) ed aprire la seconda conferenza di co-pianificazione per portare alla stesura della parte programmatica. Invece si è scelto di percorrere una strada che è letteralmente una follia amministrativa e politica. Peraltro realizzata senza alcun coinvolgimento del consiglio comunale, in ossequio alla legge regionale che espropria incostituzionalmente le assemblee consiliari della loro competenza esclusiva in materia di programmazione urbanistica. Non solo la strada scelta dall'amministrazione vanifica anni ed anni di programmazione per ricominciare tutto da capo, ma nel caso in cui la legge regionale fosse dichiarata incostituzionale - circostanza altamente probabile - saremmo costretti a dover riprendere un DPP che oggi è stato formalmente abbandonato. E’ quindi evidente che la volontà politica espressa dall'amministrazione non è quella di approvare in tempi rapidi il PUG, ma viceversa quella di allontanarla il più possibile, cercando di prendere tempo”.

“Assistiamo all’ennesima schermaglia tra Pd e M5S sull’approvazione delle linee guida per il nuovo PUG. Entrambi si contendono il merito di un atto che, nella realtà dei fatti, doveva essere approvato un anno e mezzo fa”, dice l’eletto di minoranza Nunzio Angiola (Cambia). “Lo ricordò lo stesso assessore Galasso il 6 luglio 2024, alla presenza dell’architetto Karrer, ammettendo che il documento era praticamente pronto. E’ evidente che si è perso un anno e mezzo per ragioni tutt’altro che tecniche. Dunque, niente di cui vantarsi. Si tratta di un atto preliminare, tardivo, che arriva quando la città ha già perso mesi preziosi. E il peggio è che non c’è alcuna certezza sui tempi per il completamento del PUG. Con ogni probabilità, l’approvazione vera e propria slitterà alla prossima consiliatura, lasciando ancora una volta Foggia nel limbo. Nel frattempo, ci sono altri ritardi clamorosi di cui nessuno parla: l’Urban Center, strumento essenziale per coinvolgere la città e costruire partecipazione reale, non è stato ancora attivato; il Piano casa regionale, tanto sbandierato, non ha avuto alcun seguito concreto. Siamo, ancora una volta, davanti alla politica degli annunci e dei rinvii. Foggia non ha bisogno di propaganda o di battibecchi sui meriti, ma di atti concreti e certezze nei tempi”.

Critico anche l’ex assessore Bruno Longo, dirigente di FdI: “Una delibera di giunta comunale fondata su premesse legislative false, vuoti normativi evidenti e pura propaganda politica. E’ affermata erroneamente una competenza della giunta in materia di pianificazione urbanistica. Perché si sottrae il confronto in consiglio su un tema cruciale come quello della pianificazione del territorio? Cosa si vuole nascondere in un settore così delicato come quello edilizio? Il tentativo di giustificare tale atto richiamando furbescamente la legge regionale 34/2023 – un vero e proprio "pasticcio" normativo varato dalla giunta Emiliano – rappresenta un evidente profilo di incostituzionalità. C’è un’altra grave anomalia. Che fine ha fatto il DPP? Con questa delibera, la giunta cancella in modo arbitrario un lavoro già completato. Siamo di fronte a un evidente tentativo di vanificare un percorso avviato da anni, con il rischio concreto di allontanare ancora una volta l’approvazione definitiva del PUG. Fratelli d’Italia Foggia chiederà un incontro formale col prefetto per segnalare quanto accaduto e chiedere un suo autorevole intervento. Non escludiamo, qualora emergano profili penalmente rilevanti, di rivolgerci anche ad altre istituzioni competenti”.

ANCE

“Non abbiamo ancora letto l'atto di indirizzo, che sarà valutato dai nostri consulenti”, afferma a l’Attacco il presidente di ANCE Foggia Ivano Chierici. “Apprendiamo con favore dalla stampa che i punti su cui si basa questo atto ricalcano quanto da noi affermato da tempo sul consumo di suolo, sulla necessità di riqualificazione seria e concreta per i quartieri settecenteschi, sull'importanza della rigenerazione urbana, sull'ampliamento della zona ASI, etc. Ci sembra che possa esserci un cambio di passo, noi chiedevamo da anni che la situazione si sbloccasse”. Potrebbero volerci altri tre anni per ultimare l’iter. “Serve ancora tempo ma che si siano smosse le acque è indubbiamente un bene”, continua Chierici.

“Vorremmo veder completato il PUG entro la fine di questa consiliatura, altrimenti ci sarebbe davvero il rischio di tornare indietro come nel gioco dell'oca…Il nostro desiderio è che si vada avanti in maniera spedita. Istituiremo tavoli con l'amministrazione comunale, il luogo giusto per discutere delle problematiche relative all'urbanistica è sicuramente il neonato Urban Center. Peraltro il PUG non riguarda solo noi costruttori ma anche il commercio, l’ASI, etc. I tre anni stimati sono un'eternità, noi speriamo che con una seria volontà si possa anticipare”. C’è chi pensa che dietro chi frena sul PUG ci siano interessi a varianti urbanistiche. “Non ci infiliamo, ovviamente, nella bagarre politica, né ci esprimiamo su ipotesi di varianti urbanistiche: il nostro faro resta sempre il PUG. E’ chiaro, poi, che se si attendono tre anni qualcosa nel frattempo potrebbe andare avanti”, conclude il numero uno ANCE.

“Confidiamo nell'operato dell’amministrazione comunale, nel pungolo dell'opposizione e nella vigile attenzione di tutti gli attori del territorio, affinché il PUG possa concretizzarsi nel più breve tempo possibile e nella maniera migliore”. E c'è ancora chi spera nell'attuazione di alcuni programmi di housing sociale, ma resta un interrogativo senza risposta come possano conciliarsi, oltre che col PUG, con l'attuale normativa che è contraria al consumo di ulteriore suolo e fissa l’obiettivo del consumo zero.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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