Chi porta i rifiuti ai Centri Comunali di Raccolta (CCR) di Foggia e di che tipo di rifiuti si tratta davvero? La domanda, in apparenza semplice, solleva invece dubbi rilevanti sulla questione del ciclo dei rifiuti urbani. A porla è l’ambientalista Giorgio Cislaghi, che dopo aver sollecitato con non poca fatica l’accesso ai dati di conferimento presso i CCR foggiani, ha sollevato perplessità su modalità e quantità che - a suo dire - non trovano giustificazione nei soli rifiuti solidi urbani (RSU) provenienti da utenze domestiche, come invece prevede la normativa. Le ordinanze sindacali che affidano la gestione dei CCR ad Amiu Puglia parlano chiaro: le strutture sono riservate ai cittadini e alle loro utenze domestiche. L’Amiu è tenuta a predisporre contenitori per le frazioni dei rifiuti urbani autorizzate. Sono quindi escluse le utenze non domestiche e ogni altro tipo di attività, comprese quelle occasionali e non soggette a Tari, come piccoli interventi edilizi o lo svuotamento di cantine. Eppure, qualcosa non torna.
Cislaghi racconta di un episodio avvenuto presso il CCR di Viale Kennedy: mentre conferiva alcuni rifiuti domestici (una cima nautica usata e una catena metallica), ha assistito allo scarico di legno verniciato da parte di un autocarro intestato a una ditta di mobili. Subito dopo è arrivato un secondo autocarro con altri mobili e persino uno specchio conferito insieme al vetro liscio, nonostante i due materiali richiedano trattamenti distinti. A osservare la scena anche un dirigente Amiu, il quale avrebbe dichiarato che l’ordinanza sindacale autorizzava il ritiro di quei materiali, ma ha eluso la questione principale: chi è autorizzato a conferire quei rifiuti?
“Il legno che ho visto scaricare - spiega Cislaghi - non sembrava affatto proveniente da utenze domestiche. Parliamo di legno trattato, bancali industriali e altro materiale tipico di magazzini e attività commerciali. Difficile classificarlo come rifiuto urbano domestico”. I sospetti si rafforzano osservando i dati ufficiali forniti da Comune e Amiu. I quantitativi conferiti nei primi mesi dell’anno sembrano infatti sproporzionati rispetto alla sola produzione domestica. Solo per gennaio 2025 si parla di oltre 60 tonnellate di legno, 12 di inerti e 10 di vetro in lastre. A febbraio le tonnellate di legno sono 44, a marzo tornano a superare le 60. Difficile, secondo l’ambientalista, che simili volumi provengano unicamente dai cittadini.
Ma non è tutto. Al confronto tra i dati forniti a seguito dell’accesso civico e quelli caricati sulla piattaforma regionale PugliaCon, emergono discrepanze. Mancano, ad esempio, i dati su oli vegetali, medicinali e tessili. In un caso, risulta persino una voce di smaltimento di carta e cartone presso un impianto non menzionato nei report comunali. “Non sono omissioni gravi in termini quantitativi - ammette Cislaghi -, ma dimostrano una gestione opaca e una scarsa trasparenza nel fornire informazioni ai cittadini”.
Il tema è tutt’altro che tecnico: se i CCR, finanziati con risorse pubbliche e destinati all’utenza domestica, vengono utilizzati anche da aziende e attività commerciali, si crea non solo una distorsione nel sistema di raccolta, ma anche un danno economico. I costi di smaltimento ricadono infatti sulla collettività, aggravando la Tari per i cittadini. Cislaghi chiude con un appello alla chiarezza: “Servono controlli più rigorosi su chi conferisce cosa e dove. Se non distinguiamo tra rifiuti urbani e speciali, se non rispettiamo le regole sui CCR, rischiamo di alimentare un sistema inefficiente, opaco e ingiusto”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).