Serena Brancale a Foggia a Ferragosto, oltre 93mila euro al solito Vannella: ad Avellino 40mila euro in meno

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Trentadue tappe, tre continenti, un’unica voce. È il tour Anema e Core di Serena Brancale, cantautrice e polistrumentista barese classe 1989, che ha conquistato il grande pubblico con un mix di soul, jazz e dialetto barese. Dopo il debutto a Sanremo nel 2015 tra le Nuove Proposte con Galleggiare, il successo virale arriva quasi dieci anni dopo, nel 2024, grazie al brano Baccalà, interamente in vernacolo. Nel 2025, Brancale torna all’Ariston da Big con Anema e Core e consolida la sua ascesa. Il tour che porta lo stesso nome del brano tocca anche l’estero (Shanghai, Pechino e Seoul) e approda il prossimo 15 agosto a Foggia, in Piazza Cavour, con ingresso gratuito dalle ore 18:00. Quel che invece non è gratuito è l’evento per le casse comunali. A dircelo è la determinazione dirigenziale pubblicata sull’albo pretorio, da cui si evince un dato ufficiale: 93.500 euro iva inclusa è la somma stanziata dal Comune di Foggia per l’intero evento, affidato alla GR Show srl, società di San Ferdinando di Puglia amministrata da Antonio Vannella. La stessa società ha già curato, sotto l’attuale amministrazione Episcopo, i concerti di Geolier, Clementino, Alan Sorrenti e Francesca Michielin. Ma quanto andrà effettivamente a Serena Brancale per l’esibizione foggiana? Difficile dirlo con esattezza.

I documenti comunali non distinguono tra cachet artistico e spese organizzative. La cifra di 93.500 euro, infatti, comprende tutto: dalla prestazione della cantante ai tecnici, dal service agli allestimenti, fino a vitto, alloggio, sicurezza e camerini. Un pacchetto chiavi in mano, in sostanza, per cui è impossibile isolare, nero su bianco, la quota destinata all’artista. Un raffronto utile, però, viene da Avellino, dove Brancale si è esibita il 14 giugno scorso, sempre con una tappa del tour Anema e Core. Secondo Irpinia Tv, l’intero evento sarebbe costato circa 70mila euro, ma i dati ufficiali pubblicati sul portale Traspare del Comune dicono altro. Qui compare un affidamento diretto di 53mila euro per la sola prestazione artistica, più 700 euro per servizi accessori (accoglienza e antincendio).

Il totale ufficialmente attribuito è dunque 53.700 euro, mentre il resto (fino ai 70mila stimati) potrebbe riferirsi a spese non tracciate nel bando – logistica, promozione, sicurezza ulteriore – o a fondi indiretti come i Fondi Poc Teatro 2024. A Foggia, con 40mila euro in più sul piatto rispetto ad Avellino, verrebbe da pensare che il cachet sia lievitato. Ma non è detto. Il 15 agosto è una data strategica, e come tutte le giornate di punta, potrebbe aver richiesto un compenso maggiorato. Ma non possiamo escludere che una parte significativa di quei 93.500 euro copra i costi tecnici e organizzativi, magari più alti per un concerto all’aperto nel giorno di Ferragosto, con flussi turistici e maggiore esigenza di sicurezza. In mancanza di un dettaglio ufficiale, una stima attendibile per il cachet potrebbe oscillare tra i 55 e i 65mila euro, ma resta una ipotesi, fondata solo su raffronti e analogie.

Il resto andrebbe alla macchina organizzativa. Che in questo caso ha un solo volto: la GR Show srl di Antonio Vannella, affidataria esclusiva dell’evento. E qui si apre un’altra questione, più politica che artistica. Già lo scorso gennaio, il consigliere comunale di opposizione Antonio de Sabato aveva sollevato il tema: “Ogni grande evento cittadino – sosteneva – viene affidato direttamente alla stessa società, senza gare pubbliche né manifestazioni di interesse. Si limita la concorrenza, si sacrifica la trasparenza”. Le perplessità sono riemerse in questi giorni, in occasione proprio del concerto di Brancale. L’affidamento è ancora una volta diretto. La cifra impegnativa. L’azienda sempre la stessa. E la vicinanza tra Vannella e l’area politica di centrosinistra è nota da tempo.

Una fonte interna a Palazzo di Città, a gennaio, ricordava che Vannella è presidente di una cooperativa per la cura delle dipendenze, vicino a Vladimir Luxuria e, in passato, coinvolto nel progetto politico Sel di Nichi Vendola. La curiosità è che proprio la settimana scorsa, de Sabato ha annunciato l’ingresso del suo gruppo in Sinistra Italiana, con tanto di conferenza stampa accanto a Vendola. Paradossi della politica? Forse. Ma la domanda, per i cittadini, resta: se ad Avellino l’intera operazione è costata 70mila euro (e solo 53mila per Brancale), a Foggia – dove si spendono quasi 100mila euro – quanto va all’artista e quanto all’organizzazione? È lecito domandarselo, anche in assenza di dati certi.

Non si mette in discussione la qualità dell’artista, né l’opportunità di offrire eventi culturali gratuiti alla città. Ma se l’unico dato ufficiale è la cifra complessiva, e se sempre la stessa azienda riceve l’incarico in modo diretto, un pizzico di trasparenza in più potrebbe aiutare, almeno a dissipare i sospetti. A l’Attacco, ha provato a farlo direttamente l’assessora alla cultura Alice Amatore: “Intanto, a 93.500 euro si arriva con l’iva al 22%. Quindi bisogna parlare di 75mila euro circa”, ha precisato.

“Poi, c’è da dire che la GR Show offre un servizio completo. In quella somma c’è davvero tutto, non viene speso un euro oltre. Essendo il 15 agosto, non è affatto una cifra sproporzionata se rapportata ai costi medi per un’esibizione di Serena Brancale. Non so quanto prenderà l’artista per l’esibizione, ma se il 14 giugno ha percepito 53mila euro, immagino che il 15 agosto prenda qualcosa in più. Se ai 75mila euro iva esclusa si scala questa cifra, alla società - che, ripeto, offre un servizio davvero completo - rimane una somma assolutamente accettabile”, ha chiosato l’assessora.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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