Dopo i licenziamenti è guerra tra Simeone e gruppo Di Franza. “Centinaia di soci verso nuova associazione”

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E’ ormai scontro totale tra il presidente di Confartigianato Foggia Vincenzo Simeone e il gruppo legato alla ex direttrice Alessia Di Franza. Come rivelato su queste colonne nei mesi scorsi, c’è stata una clamorosa ed inattesa rottura dopo anni di salda alleanza tra il big del comparto acquedottistico di Capitanata e la famiglia Di Franza, ovvero con Alessia e suo padre Nicola, storico ex direttore dell’associazione di viale Manfredi. Dopo i rumors relativi ad ammanchi ai danni dell’organizzazione e al licenziamento sia della direttrice che di due dipendenti di Confartigianato, se Di Franza contrattaccherà con denunce al fine di tutelare la propria immagine, Simeone la scorsa settimana ha annunciato il rinnovamento della propria squadra. “Confartigianato Imprese Foggia si rinnova e guarda al futuro con una visione chiara: essere sempre più vicina agli artigiani, alle micro e piccole imprese e ai professionisti del nostro territorio con servizi innovativi e ad elevato valore aggiunto”, ha detto il presidente. L’aggiornato consiglio direttivo è composto, oltre che dal presidente Vincenzo Simeone, dai vicepresidenti Luciano Buono e Vincenzo Cavalli, e dai consiglieri Luigi Fini, Giorgio Sernia, Umberto Russo e Giovanni Trisciuglio. Due edili di peso, questi ultimi. La segreteria provinciale è affidata a Salvatore Cotoia. In occasione delle nuove nomine era presente anche Michele Solimando, presidente regionale dei birrai di Confartigianato, imparentato con Simeone. “Con questa squadra”, ha aggiunto Simeone, “Confartigianato Foggia entra in una stagione del tutto nuova. In un'epoca d’incertezza vogliamo essere il punto di riferimento delle imprese artigiane e dei piccoli imprenditori del territorio, la loro partecipazione alla vita associativa è il fulcro di tutta la nostra azione. Proprio per questo mettiamo a disposizione degli associati un set di servizi pensati per le loro esigenze e sviluppati a partire dai loro fabbisogni. Ci impegniamo a rappresentare le loro istanze e a sostenerle in ogni sede con la forza di Confartigianato che è la più grande e rappresentativa organizzazione per le imprese artigiane e le piccole e medie imprese. Abbiamo davanti sfide importanti ma anche grandi opportunità, con passione e rinnovata determinazione costruiremo un futuro fatto di sviluppo, lavoro e dignità per la Capitanata”. Ma non sono mancate le immediate reazioni. 

La prima è stata quella di Luigi Ficelo - vicepresidente nazionale, regionale e provinciale dei Manutentori Termotecnici di Confartigianato Imprese – il quale ha annunciato le proprie dimissioni “irrevocabili con effetto immediato da tutti gli incarichi associativi” ricoperti a livello nazionale, regionale e territoriale, spiegando: “La mia decisione è maturata in un contesto in cui né il livello regionale né quello provinciale hanno ritenuto opportuno rispettare le regole statutarie, consentendo una gestione della sede di Foggia in maniera non conforme ai principi dell’associazione”. 

Poi è arrivata una nota stampa al vetriolo, trasmessa da Pietro Pipitone, associato di Confartigianato: “L'annuncio della "nuova squadra" di Confartigianato Imprese Foggia, con la riconferma del presidente Vincenzo Simeone e le nuove nomine del consiglio direttivo e della segreteria, è stato accolto con profondo rammarico, indignazione e disillusione da parte di una larga fetta di associati e, in particolare, dai membri della precedente giunta. Questa operazione non rappresenta affatto il "guardare al futuro con una visione chiara" o l'essere "vicina agli artigiani" come dichiarato, bensì l'ennesimo, grave strappo alle regole e alle procedure statutarie, che mina la credibilità e la rappresentatività dell'associazione. Come associati e come persone che credono nei valori di un'associazione di categoria sana, siamo indignati per l'atteggiamento di chi, pur volendo essere d'esempio per le imprese del territorio, dimostra di essere interessato solo a mantenere la propria poltrona, a discapito della trasparenza e della partecipazione democratica”.

“Le accuse di illegittimità sono chiare e pesanti. Il presidente, la cui scadenza risale al gennaio 2025, dopo quasi 10 mesi di totale inesistenza associativa, si è auto-convocato e auto-eletto in quello che appare come un tentativo disperato di aggirare la sua legittima cessazione dal mandato. Mancanza di trasparenza sulle elezioni: quali azioni sono state compiute per invitare i soci? Non è accettabile indire elezioni senza coinvolgere adeguatamente e invitare tutti gli associati, in violazione dei canali previsti dallo statuto nazionale e territoriale. Disinteresse del nazionale e del regionale: siamo sconcertati dal totale disinteresse della struttura nazionale, più volte sollecitata riguardo alle azioni monocratiche di un presidente ormai scaduto da tempo. L'attuale situazione è il tragico epilogo di una gestione che ha svuotato l'associazione di risorse umane e contenuti. L'organizzazione ha perso la fiducia dei suoi membri: oltre il 70% dei soci ha già presentato disdetta nel solo mese di settembre, e nulla è stato fatto per recuperare queste preziose adesioni; l’annuncio della "nuova squadra" sta alimentando ulteriori richieste di recesso tra i soci che non si riconoscono in queste logiche di potere. Prendiamo con forza tutte le distanze da queste logiche di gestione. Siamo certi che gli imprenditori seri della Capitanata capiranno che dietro questa sigla, ormai, c'è solo l'interesse di pochi e non la tutela della categoria. Auguriamo buon lavoro all’associazione Confartigianato Imprese Foggia e prendiamo le distanze dai comportamenti assunti da pochi individui che stanno agendo nel non rispetto di uno statuto, che a questo punto, ci chiediamo se abbia senso esistere, visto che le violazioni sono tante, come non invitare i soci all’assemblea che ha portato alla nuova giunta e soprattutto il presidente provinciale dei termoidraulici, categoria più rappresentativa in provincia di Foggia”.

Accuse molto serie, per cui l’Attacco ha tentato di avere un commento dal presidente Simeone. Ciò che intanto trapela, da fonti interne a chi è andato via, è che ci sarebbero state finora “almeno 300 disdette da parte di soci”, sul totale dei 1.200 iscritti di Confartigianato fino a poco fa, e che il solo Ficelo sarebbe in grado di portar via con sé “426 soci”. Della nuova associazione si sa solo, al momento, che nascerà in collegamento con UPA PMI Foggia.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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