Sono tre, com’è noto, i giudizi pendenti del Comune di Foggia rispetto all’ex municipalizzata del servizio di igiene urbana Amica spa, oggi in liquidazione. Lo scorso 6 ottobre la giunta, guidata dalla vicesindaca Lucia Aprile, ha approvato - su relazione della dirigente del Servizio Avvocatura Maria Antonucci - la proposta di domanda arbitrale in riassunzione, notificata il 18 settembre scorso dagli avvocati Giuseppe Trisorio Liuzzi e Giampaolo Impagnatiello per conto del Fallimento Amica spa in liquidazione, in persona della curatrice Mirna Rabasco contro l’ente municipale, difeso dagli avvocati Giacomo Porcelli e Fabio Ciccariello (gli stessi del contenzioso Later.Fin. per il palazzo comunale di via Gramsci). A dicembre 2013 la curatela fallimentare chiamò in giudizio il Comune dinanzi al Tribunale ordinario di Foggia, chiedendo che di “accertare e dichiarare dovuto ad Amica spa il saldo dei corrispettivi per l’affidamento del servizio pubblico di igiene ambientale, come da contratto di servizio del 2007, nella misura di 1.008.944,53 euro per l’anno 2009, di 1.809.090,56 euro per l’anno 2010 e di 7.086.192,13 euro per l’anno 2011, ovvero nella misura maggiore o minore che sarà ritenuta di giustizia, oltre gli interessi per ritardato pagamento” e, per l’effetto, “condannare il Comune di Foggia al pagamento in favore del Fallimento Amica spa in liquidazione della somma di 9.904.227,22 euro, oltre interessi per ritardato pagamento”; in aggiunta, “accertare e dichiarare come dovuti dal Comune di Foggia ad Amica spa gli interessi sui ritardati pagamenti dei ratei del contratto di servizio, nella misura di 1.510.445,25 euro per l’anno 2007, di 733.803,58 euro per il primo semestre 2008, di 919.477,08 euro per l’anno 2009, di 260.037,87 euro per l’anno 2010, nella misura di 34.341,44 euro per l’anno 2011, condannando per l’effetto l’ente al pagamento di 3.458.105,22 euro, oltre interessi legali. Ancora, fu chiesto di accertare e dichiarare come dovute in rivalsa dal Comune di Foggia ad Amica spa le somme di cui all’avviso di accertamento della Regione Puglia del 2013, in relazione al pagamento del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi per gli anni 2008, 2009, 2010 e 2011 (la cosiddetta ecotassa), per l’effetto condannando l’ente al pagamento di 4.150.463,57 euro, oltre interessi legali; infine di condannare il Comune di Foggia al rimborso delle spese processuali. Nel 2014 l’amministrazione comunale si costituì in giudizio contestando tali richieste ed eccependo il difetto di competenza del Tribunale in favore del collegio arbitrale previsto dalla clausola compromissoria inserita nel contratto ed eccependo l’insussistenza del credito vantato, contestando l’obbligo di pagamento degli interessi moratori ed eccependo l’infondatezza della domanda di rivalsa per l’ecotassa.
Il 20 giugno 2025 la sentenza che ha dato ragione al Comune, dichiarando l’incompetenza del Tribunale di Foggia a conoscere della controversia perché devoluta alla cognizione arbitrale e condannando il Fallimento Amica spa in liquidazione al pagamento, in favore del Comune di Foggia, delle spese del giudizio per 41.691 euro. La sentenza non è stata impugnata da Rabasco, che ha notificato atto di arbitrato in riassunzione sulla base della clausola compromissoria contenuta nel contratto di servizio (“tutte le controversie che dovessero insorgere tra il Comune e la società con riguardo all’espletamento dei servizi affidati ovvero all’interpretazione del contratto saranno decise da un arbitro nominato d’accordo tra le parti o, in mancanza di accordo, dal presidente del Tribunale di Foggia ad istanza di una di esse. L’arbitro, sentite le parti ed acquisite informazioni e documenti, decide senza formalità procedurali e secondo equità”).
Dunque Rabasco ha dichiarato di volersi avvalere della procedura arbitrale e, autorizzata dal giudice delegato al fallimento, ha proposto la designazione dell’arbitro unico nell’avvocato lucerino Giuseppe Agnusdei (noto anche a livello politico, candidatosi alle elezioni regionali nel 2020 col centrosinistra e attuale coordinatore cittadino di CON, la civica emilianista), invitando il Comune a dare l’assenso su tale nome oppure a proporne un altro. L’arbitro unico dovrà rispondere ai quesiti corrispondenti alle conclusioni formulate nell’atto di citazione.
Ebbene, la dirigente Antonucci ha proposto, come arbitro unico, il nominativo di due professionisti, “di chiara fama nazionale, già contattati e dichiaratisi disponibili ad assumere l’incarico”. Il primo è l’avvocato Francesco Macario, ordinario di Diritto privato presso l’Università Roma 3, mentre il secondo è l’avvocato Maurizio Onza, ordinario di Diritto commerciale presso l’Università La Sapienza di Roma.
Intanto proseguono le interlocuzioni verbali tra i legali della curatela Amica e quelli del Comune (l’avvocato Felice Lorusso e il professore e avvocato Ugo Patroni Griffi, ex presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale) per cercare un accordo transattivo che eviti ad entrambe le parti l’alea del giudizio di appello nel contenzioso più grande relativo ad Amica. Nei mesi scorsi l’ente ha presentato appello contro la mega condanna a pagare 27,5 milioni di euro alla curatela fallimentare. Saranno i due legali a cercare di ribaltare l’esito del procedimento svoltosi davanti al Tribunale di Bari - sezione imprese nel principale dei procedimenti pendenti relativi ad Amica spa in liquidazione.
Nel mandato conferito loro, l’amministrazione Episcopo ha ovviamente chiesto anche di lavorare sulla possibilità di chiudere transattivamente il contenzioso per ridurre in modo consistente l’importo da pagare. L’accordo transattivo dovrebbe in ogni caso avere il via libera sia del giudice delegato, nel frattempo cambiato, sia del consiglio comunale. Quel che rassicura a Palazzo di città è che, qualunque sarà l’esito finale, in bilancio le coperture ci sono, essendo stati accantonati 38 milioni di euro. L’effettivo conto derivante dalla sentenza è in realtà assai più salato per l’ente municipale, alla luce degli interessi e della rivalutazione: ben 38.600.000 euro, calcolando dal 2012 ovvero dalla data in cui fu dichiarato il fallimento di Amica spa, destinati ad arrivare a 40 milioni con le spese legali. Ecco perché il super avanzo 2024 è sfumato quasi completamente.
La sentenza ha condannato in solido il Comune di Foggia e numerosi tra ex amministratori, revisori e sindaci a risarcire la curatela fallimentare per un importo complessivo pari a 27.498.334,25 euro, oltre interessi e rivalutazione. Tutti i soggetti sono stati condannati in solido, cioè ciascuno potrà essere chiamato a pagare per intero l’importo nei limiti della propria quota di responsabilità. Oltre al risarcimento, i convenuti sono stati condannati a rimborsare alla curatela le spese processuali, per un totale di 57.698 euro. Inoltre, sono state poste definitivamente a carico loro anche le spese per la consulenza tecnica d’ufficio. Alcuni tentativi di accordo ci sono stati, negli anni, ma senza esito.
Il precedente giudice delegato Francesco Murgo rigettò la proposta transattiva del 2021 che era di 7,7 milioni oltre a rimborso spese per un totale di 7.950.000 euro. A fine 2024 il nuovo tentativo: il Comune offrì altri 6,5 milioni di euro circa, che uniti ai milioni di euro circa già versati dall’ente alla curatela fallimentare, avrebbero consentito di chiudere complessivamente la partita a 10-10,5 milioni di euro. Infine, ad aprile scorso, fu avanzata l’ultima proposta, che arrivò a circa 12,5 milioni di euro, ma senza alcuna risposta da parte dell’allora giudice delegato Antonio Lacatena. Stando a quanto trapela da Palazzo di città, la richiesta del giudice delegato era chiara e assai differente: 24 milioni di euro.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).