Caso teatro Giordano, surreale Episcopo: “Non vi è mai capitato che lo scaldabagno non vi si accendesse?”

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La campagna elettorale in corso per le regionali del 23 e 24 novembre porta con sé diversi interrogativi in merito a cambiamenti di equilibri nelle maggioranze consiliari di diversi centri di Capitanata, dalla città capoluogo a Manfredonia e San Giovanni Rotondo, ma non solo. Ieri a Foggia ha fatto da sfondo alla seduta del consiglio comunale, nel corso del quale Pasquale Cataneo (Italia del Meridione), candidato di Forza Italia alle regionali, ha annunciato il passaggio alla opposizione, dopo aver definito “inutili i due anni di amministrazione Episcopo”. “I regolamenti vanno trattati prima dalla commissione competente”, ha tuonato. “Così come gli uomini, esistono anche le donne sole al comando”, il riferimento alla sindaca. “Sono sempre nutrita da una larghissima maggioranza”, la replica di Episcopo, che con molta eleganza ha rivolto i migliori auguri a Cataneo nelle file della minoranza. “Mi dispiace questa volontà di Cataneo, che non condivido”, ha commentato il piddino Italo Pontone. Forti perplessità sono state espresse dall’eletto di opposizione Giuseppe Mainiero in riferimento ai primi due punti all’ordine del giorno, riguardanti il valore di due acquisizioni sananti, in una pregiudiziale che alla luce della responsabilità dei consiglieri ha evidenziato l’opportunità di votare solo dopo controlli e cautele. “Il tema è la determinazione del valore di esproprio delle aree, che non sono seminativi. Altro che valutazione sulla base della sensibilità come dice Mendolicchio”, ha puntualizzato l’ex candidato sindaco. “L’iter è dettato dalla norma, mentre la valutazione della stima è congrua e congruente”, ha ribattuto con decisione il dirigente Tullio Daniele Mendolicchio. “C’è una sentenza, non possiamo rinviare ancora”, ha fatto eco l’assessore a lavori pubblici e urbanistica, Giuseppe Galasso. I dubbi di Mainiero hanno, però, trovato la condivisione del contiano Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio: “Io farei un approfondimento tecnico e giuridico, in altre occasioni sono stati usati altri criteri”. Richiesta del proprio parere, la dirigente dell’Avvocatura Maria Antonucci ha chiarito di non potersi esprimere sul quantum della stima tecnica fatta da Mendolicchio (Lavori pubblici), valutazione demandata all’Area tecnica come sottolineato anche dal segretario generale Alfredo Mignozzi; infine ha concluso invitando il consiglio a votare. Come dire che i consiglieri non si assumono responsabilità per il quantum, argomento che ha rasserenato la maggioranza portandola a respingere la pregiudiziale di Mainiero e approvare i due punti.

Diversi i punti all’ordine del giorno relativi al riconoscimento di debiti fuori bilancio. La discussione ha toccato anche il caso recente del teatro Giordano a capienza ridotta perché parzialmente inagibile, complici le somme da pagare per l’antica vicenda Raco relativa ai lavori di ristrutturazione. La srl in liquidazione aveva convenuto in giudizio anni fa il Comune di Foggia, affinché il Tribunale di Foggia lo condannasse al pagamento della somma di 3.474.662,73 euro, oltre interessi; la condanna fu al pagamento di oltre 2,5 milioni di euro. In appello, ad aprile scorso, l’ammontare si è ridotto sensibilmente. Ieri l’assise è stata chiamata a votare il riconoscimento di tre debiti fuori bilancio: 882.602,83 euro per Raco Appalti srl, 85.712,75 euro come spese di giudizio all’avvocata Antonia Ciuffreda e 40.437,09 euro per spese di giudizio in favore dell’avvocato Giulio Gentile.

“Il teatro fino al 2022 era un gioiello, ora cade a pezzi. Nei due anni di vostra amministrazione non è stata fatta la minima manutenzione al teatro Giordano. Ha subito una chiusura parziale perché il Servizio lavori pubblici non ha fatto quanto avrebbe dovuto fare, lo segnalai con una pec già un anno fa. Non è assolutamente normale che una città subisca la perdita di un terzo dei posti, c’è una responsabilità politica precisa ed è dell’assessore Galasso”, ha stigmatizzato Mainiero.

“E’ stato tutt’altro che bello che sia stata tagliata la capienza del Giordano, dopo che non sono stati fatti i rinnovi delle certificazioni antincendio e i lavori necessari. Chiedo un cronoprogramma per capire quale sarà la fine dei lavori”, ha ammesso il capogruppo Pd Pasquale Dell’Aquila. “Dobbiamo essere più attenti assessore. Gli errori possono esserci ma non ce li possiamo permettere. Non voglio essere polemico, ma penso sia importante pressare di più”, la tirata di orecchie a Galasso. “Questa misura compensativa ci ha evitato di chiudere il teatro. Ora siamo in dirittura l’arrivo”, ha ribattuto l’assessore decariano. “Contiamo di fare un sopralluogo coi vigili del fuoco per diminuire gli interventi suppletivi e raggiungere di nuovo i 497 posti contro i 323 attuali. Sono venuti meno i posti del loggione e della terza fila. Rispetto alle sentenze Raco, se siamo riusciti a cambiare il peso di una condanna, con importo notevolmente più basso, è un successo”.

“Non vi è mai capitato che in casa vostra non si accendesse lo scaldabagno?”, la surreale autodifesa di Episcopo rispetto alle certificazioni antincendio assenti e alla parziale inagibilità del Giordano, stando a quanto trapela molto stizzita dall'intervento critico di Dell'Aquila. “Sarà punita l’unità lavorativa che non ha provveduto al proprio dovere. Per motivi di privacy non diremo chi”. Il riferimento è stato ai Lavori pubblici. “Non è l’intervento per qualcosa che non funziona, ma il fatto che le certificazioni fossero scadute da tempo e non rinnovate”, ha ricordato Mainiero, solo in aula per la minoranza. “Una p.a. che funziona non aspetta che il suo principale teatro venga chiuso dalla commissione di vigilanza”.

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