Saranno le società partecipate del Comune di Foggia al centro dell’ultima seduta di consiglio comunale del 2025, convocata per il 30 dicembre alle ore 10.00. Due i punti all’ordine del giorno: l’analisi dell'assetto complessivo delle società partecipate e gli obiettivi di gestione per gli anni 2025 e 2026, con gli indirizzi per le controllate al 100% Ataf spa, Amgas spa e AM Service srl, nonché per la Amiu Puglia spa, partecipata al 21,87%. Ad occuparsene è oggi il nuovo dirigente Pio D’Errico, arrivato pochi mesi fa. Tra gli obiettivi economico-finanziari è riproposto “per Amgas spa avviare procedure atte alla valutazione di eventuale alienazione dell'immobile di proprietà, o di utilizzazioni alternative di tutto l'immobile o di parte di esso, in conformità a quanto previsto dal D.lgs. 36/2023”. L’opzione di alienazione rappresenta un vecchio indirizzo, fanno sapere fonti interne a Palazzo di città a l’Attacco, non necessario vista la buona situazione finanziaria della società in house affidataria diretta del servizio di distribuzione del gas naturale. Quello che trapela, molto più interessante, è che da tempo Arpal Puglia (Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro), in cerca di una degna sede foggiana che sostituisca quella attualmente in uso e locata da un privato, sta pressando invano Amgas dicendosi interessata a due piani dell’enorme palazzo di viale Manfredi, situato accanto al Nodo intermodale. I tempi sono però lunghi, anche perché a quanto pare mancherebbe l’indispensabile certificazione sismica. Alcuni addetti ai lavori ritengono che non se ne farà nulla e che arriverà prima l’esito dell’avviso pubblico dell’ente regionale per reperire manifestazioni di interesse sul mercato. AM Service va verso la ridefinizione dei contratti col nuovo affidamento in house. Nella proposta di delibera, come obiettivi, sono indicati il riordino e censimento dei database presenti nel sistema informatico del Comune e la digitalizzazione dei documenti storici presenti negli archivi comunali. Rispetto ad Amiu Puglia spa gli obiettivi riguardano la programmazione del servizio raccolta porta a porta per le utenze domestiche (oggi attivo ancora solo per quelle non domestiche) e la programmazione dei cassonetti intelligenti, che avrebbero dovuto vedersi sin dal 2024. Per Amgas spa è attesa la sostituzione del parco contatori; mentre per Ataf spa gli obiettivi sono il regolare svolgimento del servizio di linea, l’adeguamento delle spese per il personale, la progettazione dell'impianto fotovoltaico da installare nella sede aziendale utile all'alimentazione di mezzi elettrici, l’installazione di pensiline intelligenti e l’incremento del 5% dei ricavi di vendita dei titoli di viaggio.
“La programmazione degli obiettivi è molto scarna, a differenza degli scorsi anni quando ne furono inseriti molti nessuno dei quali ottenuto”, commenta a l’Attacco il capogruppo di Fratelli d'Italia Claudio Amorese. “Si sono evidentemente resi conto che tanti obiettivi non possono essere raggiunti, bisogna vedere se i pochi inseriti stavolta diventeranno almeno quelli realtà. Rispetto alle ipotesi di cessione o uso diverso del palazzo sede Amgas è plausibile ma non viene spiegato perché la si prende in considerazione. Esiste un problema di natura finanziaria? C'è un problema di tipo patrimoniale? Non è stato chiarito. Su Amiu inseriscono come obiettivo il porta a porta domestico, che noi avevamo chiesto da due anni, e c'è un ritardo di oltre un anno rispetto all'installazione in strada dei cassonetti intelligenti. Bisogna capire il perché di tale ritardo. Di sicuro Aprile&Co. prima erano critici rispetto ad Amiu e ora invece appaiono i migliori amici. Quello dei cassonetti intelligenti rappresenta un serio caso di inadempimento contrattuale perché dovevano essere posizionati entro il 31 dicembre 2024. Inoltre contestato in aula giorni fa la variazione di bilancio da 2 milioni di euro per il contratto di servizio di Amiu, in primis perché tardiva visto che è dall'inizio del 2025 che arrivavano fatture di importo maggiore per il costo dell'invio dei rifiuti nella discarica di Taranto”. Si teme ora un aumento notevole della Tari. “Come è noto la legge dice che i costi del servizio vanno coperti integralmente con la Tari e quindi questo costo maggiore del contratto di servizio di Amiu dovrà essere inserito o nella Tari 2026 o in quella 2027”, continua l’ex assessore comunale. “Noi riteniamo che sia probabile un aumento Tari almeno del 5-6% nel 2026 ma non escludiamo che possa raggiungere il 10%. Spetta a loro governare il meccanismo del contratto di servizio. Ebbene, non c'è una sola azione che vada verso la rivisitazione dell'adeguamento contrattuale. C'è anche la necessità di far scorrere le graduatorie degli operatori ecologici, visto che ne sono pochi in strada. Rispetto, poi, ad AM Service srl, questo oggi rappresenta il tema più spinoso: manca il piano aziendale, si va avanti in proroga. La gestione del calore non può vedere controllore e controllato nella stessa figura. Mentre rispetto alla bollinatura, che vale 900.000-1.000.000 euro, c'è l'intenzione di esternalizzarla, è un buco che dovrà essere colmato in qualche modo per salvaguardare tutti i dipendenti. Lo si fa con un piano aziendale che al momento non esiste, non c'è un indirizzo su questi obiettivi. Sono molto preoccupato per i 40 lavoratori di AM Service. Come centrodestra siamo vicini a tutti i lavoratori delle partecipate, che stanno soffrendo una indecisione costante da parte di questa amministrazione comunale”, conclude Amorese, che preannuncia il voto contrario del centrodestra, che attende di vedere se anche il resto della minoranza farà lo stesso o ci saranno “stampelle” come sull'ex Distretto militare evitando il venir meno del numero legale.
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