Tra un mese sarà trascorso esattamente un anno da quando, a metà febbraio 2025, il Comune di Foggia – come era stato anticipato da l’Attacco nelle settimane precedenti - affidò al professore e avvocato messinese Antonino Ilacqua il servizio di verifica legale, anche afferente agli aspetti finanziari correlati, in ambito di controllo analogo congiunto di Amiu Puglia spa relativi alle annualità 2013 – 2024 e supporto per l’efficientamento del controllo analogo e patti parasociali. Ai primi di febbraio l’Attacco aveva svelato i rumors, trapelati da Palazzo di città, per i quali Ilacqua era stato già individuato ancor prima che venisse adottata la delibera di giunta con l’indirizzo relativo all’affidamento dell’incarico a “un autorevole professionista, specializzato in diritto societario e di comprovata esperienza accademica e forense, appartenente ad un Foro estraneo all’ambito regionale nel perseguimento della massima imparzialità e buon andamento nelle verifiche a rendersi a tutela degli interessi del Comune di Foggia”. Seguirono forti polemiche, specie delle toghe, per l’esclusione dei professionisti di Capitanata e Puglia. Un pasticcio che avrebbero essere evitato incaricando Ilacqua senza la pessima delibera di giunta. L’incarico fu attribuito (al prezzo di 39mila euro oltre IVA, per un importo totale di 47.580 euro) a pochi giorni di distanza dalla notizia che Amiu sarebbe stata sottoposta ad una forma di controllo rafforzato da parte della Prefettura di Bari, su indicazione del Viminale. Da ultima – dopo le inchieste della Procura di Foggia e della Corte dei conti di Bari, scaturite dai molteplici esposti di associazioni e legali - c’era stata la durissima nota scritta a settembre 2023 dal dirigente dei Servizi finanziari del Comune daunio Carlo Dicesare, pubblicata in esclusiva su queste colonne, che certificava il “travaso” di utili a vantaggio di Bari. Un tema su cui avrebbe dovuto far luce il professionista già legato a Boccia e che ebbe il placet del dominus Pd Piemontese, un legame che portò a ritenere che tale scelta rientrasse nella strategia di evitare lo scontro col Pd barese, il Comune di Bari e la spa. Del resto, stando ai beninformati, sarebbero stati proprio i dem a spingere per la scelta di Ilacqua. Dal momento del conferimento dell’incarico, però, non si è saputo più nulla del lavoro svolto da Ilacqua. Nemmeno all’interno della maggioranza del campo largo hanno da allora avuto informazioni al riguardo, né il professionista è stato mai visto in Comune o in commissione. Ora dal campo largo trapela che l’avvocato e docente avrà un incontro nei prossimi giorni in Comune per fare il punto della situazione. A cosa avrà portato la verifica sull’affaire utili nei bilanci di Amiu Puglia spa degli scorsi anni, già svolta dal Servizio finanziario? “Il professionista oggi è consulente del ministro dell'ambiente Pichetto Fratin ed è stato il legale di Salvini per il ponte sullo stretto. Ha lavorato anche in una causa contro il Comune di Foggia. È stato anche consulente del ministro Boccia. Ha recentemente lavorato con il presidente Conte durante l'emergenza Covid come legal advisor. Tanto per evidenziarne la cifra professionale trasversale e persino bipartisan. Un accademico esperto in diritto societario come pochi, non occorre dire altro”, affermò Episcopo tentando di stemperare le critiche. Ma si attende una risposta ufficiale dall’amministrazione comunale anche in merito all’ultima questione sollevata dal professore Unifg Massimo Russo, ex amministratore di società in house pubbliche.
“La TARI che abbiamo appena pagato si calcola tramite il PEF (Piano Economico Finanziario), un documento che rendiconta i costi effettivamente sostenuti due anni prima. Il principio è che paghiamo quanto è costato il servizio due anni fa”, ha analizzato il docente di Statistica. “Nel PEF di Foggia per gli anni 2024–2025 risulta inserita una componente speciale chiamata COI, che in via del tutto eccezionale consente di chiedere ai cittadini di pagare in anticipo interventi ancora da fare e mirati al miglioramento del servizio. Sono miglioramenti straordinari da fare oltre il dovuto contrattuale. Sono stati richiesti e riscossi 4.750.007 euro per i due anni, ovvero circa 9,5 milioni di euro in totale”.
Da qui le domande di Russo all’ente: “Queste somme sono state spese? E, se sì, per fare cosa? La risposta a queste domande è cruciale e determina o meno il diritto al rimborso. E’ molto probabile che queste somme non siano state utilizzate e che quindi nel 2026 debbano essere restituite ai cittadini, tramite conguaglio in bolletta. E' molto probabile in quanto Amiu non ha ancora posto in essere le azioni obbligatorie previste dal Piano industriale, come i cassonetti intelligenti. Sarebbe quanto mai opportuno che qualcuno dell’amministrazione comunale chiarisse”.
Dopo la discussione apertasi sui social, Russo è intervenuto nuovamente per precisare e replicare. “Il canone base (circa 19,2 milioni + IVA) copre i costi del servizio ordinario, appunto ciò che ci spetta da capitolato come si suol dire. La COI di 4.750.007 euro per gli anni 2024 e 2025 (totale 9,5 milioni) è invece una componente aggiuntiva, da riconoscere per coprire i maggiori costi legati alla “fase transitoria” ed eventualmente dovuti all’estensione dei servizi. Si cita come esempio il passaggio dal cassonetto stradale al porta a porta per 5.000 utenze commerciali. Purtroppo, al momento sembrano confermarsi in pieno i dubbi sollevati in precedenza. La “fase transitoria” dura 2 anni e per questo è già terminata. La “fase a regime” è dunque partita circa 10 mesi fa. La domanda cruciale è: cosa è servizio ordinario e cosa è servizio straordinario? Cosa dobbiamo ricevere di default dal pagamento del canone base ordinario e cosa invece è davvero “in più” e giustifica una spesa aggiuntiva COI come servizio straordinario? L'analisi dei documenti conferma i dubbi, anzi sembra aumentarli. E' evidente che quanto dovuto ordinariamente non risulti ancora pienamente erogato, nonostante siamo a 10 mesi dall’inizio della fase a regime. Proprio l’esempio delle 5.000 utenze commerciali è emblematico in tal senso: l’attività è prevista nel perimetro del servizio ordinario, così come i cassonetti intelligenti, non ancora presenti, e la differenziata al 65%. Quei 9,5 milioni sono stati spesi davvero “in più” e per fare cosa? Anche se questi 9,5 mln non fossero stati spesi, proprio perché rappresentano una componente previsionale, possono essere a consuntivo tranquillamente restituiti nella TARI successiva. L’amministrazione comunale da comunicare ai cittadini al più presto. Invece, ha ritenuto legittimamente di non partecipare a questa discussione. Peccato”. Insomma, numeri alla mano, l’ente è chiamato a dire se quei 9,5 milioni siano stati spesi oppure no e, se sono stati spesi, per fare cosa. In caso contrario, è stata la conclusione del professore, “vorrebbe dire che nei prossimi PEF/TARI potremmo vedere per la prima volta in assoluto uno sconto complessivo da 9,5 milioni di euro”.
Una risposta ufficiale non c’è stata ancora, solo qualche post e la replica a l’Attacco del consigliere M5S Francesco Strippoli. Ma gli interrogativi restano. Al di là del lavoro di controllo svolto dal DEC, si può sapere cosa è stato pagato in via ordinaria e cosa in via straordinaria, insomma cosa è stato realizzato in più rispetto a quanto già rientrante nel canone base? Informazioni che solo l’ente ed Amiu possiedono e che consentirebbero di andare oltre i dubbi e le opinioni, senza dover aspettare di leggere cosa sarà riportato nel PEF 2026. “Fra qualche giorno è previsto un incontro della sindaca con l'avvocato per avere notizie, pertanto credo sia il caso di attendere per avere dati certi”, commenta a l’Attacco il capogruppo M5S Mario Dal Maso. La data, a quanto pare, non sarebbe stata ancora fissata.
“Dall’avvocato Ilacqua non ci sono novità, il consiglio comunale non è stato aggiornato né informato di nulla al riguardo”, afferma a l’Attacco il consigliere comunale M5S Francesco Strippoli, che con l’attuale assessora all’ambiente e vicesindaca Lucia Aprile fu negli scorsi anni (su queste colonne e come referenti de La Società civile) in prima linea rispetto ad Amiu Puglia spa e alle opacità e mancanze del servizio di igiene urbana.
“La mia idea è che scoprirà o ha già scoperto ciò che di fatto abbiamo già denunciato a suo tempo noi, quindi sarà per me solo l'ennesima conferma. Probabilmente l'impasse non è su cosa sia successo negli anni ma sul come muoversi. E’ a mio avviso fantascientifica l'idea propagandistica di richiedere soldi indietro ad un altro Comune, Bari nello specifico, perché 10 anni fa si amministrava talmente male e in maniera talmente sciatta da far distribuire altrove “utili da disservizio” che venivano prodotti qui. Gli amministratori dell'epoca votarono e deliberarono secondo loro scienza e coscienza che quegli utili prodotti a Foggia venissero distribuiti tra i soci secondo le quote. Ad ogni modo servirebbe una risposta definitiva e che in maniera matura si dica alla città cosa è successo in questi 10 anni di Amiu Puglia”.
Strippoli replica anche al tema sollevato dal professor Russo. “Riguardo le denunce di Massimo Russo, dubito fortemente che esista un cassetto magico da qualche parte con 9,5 milioni di euro, da restituire in questo caso nella Tari. Con un DEC molto meticoloso e puntiglioso, che controlla persino la benzina nei mezzi, e che paga solo ed esclusivamente solo ciò che viene realizzato, trattenendo a vantaggio del Comune ciò che non viene realizzato, non è credibile la suggestione che ci siano 9,5 milioni di euro non spesi”. Il DEC, ovvero il direttore dell'esecuzione del contratto, è la figura chiave negli appalti pubblici (servizi e forniture) che garantisce la corretta esecuzione tecnica, amministrativa e contabile, assicurando il rispetto di tempi, costi e qualità previsti dal contratto, spesso coincidendo con il RUP (responsabile unico del progetto) ma potendo essere una figura distinta per appalti complessi, intervenendo operativamente nella direzione, controllo e gestione delle fasi esecutive. Nel caso del contratto Amiu il DEC è l’architetto Cristoforo Pacella, operativo in tal senso da giugno 2023, il cui incarico è stato prorogato per altri due anni, fino a luglio 2027. “Quel contributo COI, pagato solo nella quota in cui è stato speso, è servito ed ha contribuito all'implementazione di servizi ex novo che appunto non erano presenti in passato e che quindi non potevano essere coperti dal solo canone ordinario”, continua Strippoli. “Esempi? I bidoncini del porta a porta per utenze non domestiche, i mezzi nuovi, i gps sui mezzi nuovi, il servizio a regime per il ritiro di ingombranti etc. Potevano e dovevano essere pagati dal canone ordinario? E allora perché il canone è rimasto pressoché identico al periodo in cui questi servizi non c'erano e non erano a programma? Avrebbe dovuto essere aumentato per poter prevedere nuove cose, no? Senza considerare che sono aumentati i prezzi di tutto, si può semplicemente ragionare sull'assioma logico per cui se aggiungi servizi e strumenti questi vanno pagati, e noi come Comune paghiamo un canone pressoché identico agli ultimi 10 anni. Certo, serve che l'amministrazione dimostri per filo e per segno in cosa siano stati spesi questi contributi aggiuntivi e in questa richiesta di trasparenza sono d'accordo con il professor Russo. Non sono invece per nulla d'accordo sulla strumentalizzazione che ne è stata fatta dagli stessi che dilapidarono decine di milioni in passato”, conclude l’eletto contiano, che è stato protagonista di un garbato confronto social col docente Unifg ed ex amministratore di Amgas spa e Sanitaservice.
L’Attacco ha provato invano a contattare sia l’assessora Aprile (che ha rinviato la replica ai prossimi giorni) che l’avvocato Antonino Ilacqua.
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