Il dialogo diretto tra istituzioni e cittadini sui social network rappresenta di sicuro un importante passo avanti sul terreno del confronto democratico, ma che succede quando l’uso dei social diventa costante se non spasmodico? Se esistesse una classifica degli amministratori pubblici basata sul tempo trascorso sul web avrebbe per tanti una sicura vincitrice. A due anni dall’insediamento a Palazzo di città la sindaca di Foggia Marida Episcopo è nota per la maniera in cui presidia Facebook, tanto che alcuni lo definiscono “uso ossessivo compulsivo, fino alla privazione del sonno”. Episcopo è talmente presente nel rispondere a post e commenti da non fare distinzione tra notte e giorno, come ella stessa spesso rivendica (“buonanotte, sono circa le due”, al termine di un post di smentita di una ordinanza, “buonanotte, sono le 03.35”, rispondendo a tale signora Casamassima). Se inizialmente qualcuno si domandava se potesse aver delegato altri ad usare il suo profilo Fb (collaboratori dell’ufficio di staff o il figlio minore suo braccio destro in Comune Francesco Carrozzino), la stessa prima cittadina ha spazzato via ogni dubbio: “Su Maria Aida rispondo sempre e solo personalmente. Mi scriva di notte, ne avrà prova diretta”, precisò tempo fa ad un cittadino, nell’ambito di una discussione social. E che sia proprio lei a replicare senza sosta agli utenti della Rete, senza limiti di orario, lo si è visto anche in aula consiliare, durante le sedute della massima assise cittadina. Nemmeno in occasione della discussione in sede di consiglio comunale è solita abbandonare l’inseparabile smartphone , tra gli sguardi stupefatti o rassegnati (a seconda dei casi) di chi la circonda. “Con tutto questo tempo trascorso su Fb quando riesce a studiare i mille dossier della città?”, è l’ovvio interrogativo avanzato da chi non vede di buon occhio una simile profusione di forze per interloquire sulla piattaforma creata da Mark Zuckerberg. Un confronto, quello coi concittadini, che talvolta è garbato e altre volte, invece, vede la sindaca perdere la pazienza e sbottare, litigare, trincerarsi nel vittimismo o passare al contrattacco in maniera dura fino ad arrivare alle minacce di querela. Quello che più impensierisce gli addetti ai lavori, in questo caso specifico come in via generale, è da un lato la tendenza dell’amministratore pubblico ad affermazioni inesatte e dall’altro la tentazione dello stesso di delegittimare il sacrosanto diritto di critica, pensando che ci sia un pregiudizio politico in ogni caso. Ma si può davvero derubricare a questione personale o banale rancore qualsiasi manifestazione di dissenso? L’analisi della fenomenologia dell’ossessione social della sindaca di Foggia Episcopo richiederebbe un lunghissimo approfondimento. Ecco solo alcuni esempi di ciò in cui si concretizza, come è stato sottolineato da diversi osservatori a l’Attacco.
Il vittimismo
L’ultimo sfogo social risale alla scorsa settimana: “A chi mi accusa di fare solo selfie e null'altro.... certifico ufficialmente di non averne mai scattato uno, neanche con i miei figli, perché non li so fare. Se poi li confondono con gli scatti richiestomi affettuosamente dalle cittadine e dai cittadini con i loro stessi dispositivi, la differenza diventa madornale. Ciò che è evidente è la malafede e la pochezza di tali sentenze. Posso pure non essere apprezzata nell'azione amministrativa, benissimo e lecito, ma senza insulti di bassa lega! La mia vita lavorativa alquanto seria e il mio datato civismo forse non meritano tali banalità...Confrontiamoci piuttosto su cose serie come atti amministrativi, norme applicate, performance, piani assunzionali, denaro pubblico e vincoli di spesa... Questi gran parlatori avessero almeno inciso loro stesse/stessi sulla vita di questa città nonostante (in vari casi) i conclamati calci politici - vecchio stampo - di casa propria. Parlano anche i truffatori ed è tutto dire... quelli che non chiederanno mai scusa per i danni arrecati alle famiglie. Ricordo a chi prova risentimenti o si sente leso per alcune scelte di questo campo progressista (che il 23 e 24 novembre scorsi ha sfiorato a Foggia città il 70% di consensi) di promuovere tutte le azioni legali possibili e immaginabili...il diritto per noi non è mai una minaccia ma sempre tutela, garanzia e giustizia! I grandi esperti mi vengano a trovare per darmi lezioni di ogni tipo. Sono sempre bene accette! Buona notte”. La foga a volta è tale che Episcopo, dimenticando di essere la sindaca di una città capoluogo da quasi 150mila abitanti e non una privata cittadina, si lascia andare a sfoghi non istituzionali: “Signori, sto per darvi un grande dispiacere: non ho mai litigato con alcuno…fatevene una ragione! Mi smentiscano altrimenti i diretti interessati con cui avrei litigato!”. Mentre l’anno si era aperto col “Tra "Ipse dixit" e parlatori solo "a specchio" la banalità social è servita! Felicissima sera...” del 3 gennaio e il lungo appello del giorno seguente: “Invito tutti ad un esercizio civico importantissimo per il 2026 ...bannate/ignorate chi usa turpiloquio, chi insulta le donne e gli uomini e le istituzioni, chi fa l'istigatore sociale, il diffamatore seriale o fa sciacallaggio spicciolo sulle disgrazie. Chi esprime parole sessiste ed omofobe, fa body shaming, aizza e costruisce casi inesistenti per montare scandali...E verso chi si comporta male o non fa proprio dovere? Parole durissime e pensieri integerrimi ma detti e pensati solo nei modi consentiti! Ben vengano la critica politica corretta e costruttiva, l'ironia ben fatta, le battute intelligenti, le sane chiacchierate, l'informazione dettagliata minuto per minuto anche se pungente....tutto il resto è canceroso e ci infetta pericolosamente! Devono stare soli a parlare tra loro e loro....nella medesima putrida melma del web dove si affastellano parole e pensieri orribili, indegni, inaccettabili e reificanti! E quella melma online fa irreparabili danni di immagine alla nostra Città e alla nostra comunità locale. Uniamoci per un intento costruttivo e a portata di mano! Viva, di contro, la libertà di pensiero come sapientemente enunciata dalla nostra Carta Costituzionale!!! Ma appuntamento in tribunale se si riscontrano perimetri di reato!....Chissà intanto se qualcuno si redime...ne sarei molto felice!”.
Le minacce di querela
Gli ultimi ad esser stati destinatari di un annuncio di querela su Fb sono stati i gestori della pagina DenunciAmo Foggia, che hanno così replicato: “La sindaca usa un modo di comunicazione scorretto e oltretutto minaccia ormai di querela chiunque, in pratica vorrebbe il ruolo esclusivo di parola e trasforma in tragedia tutto. Facciamo chiarezza: la pagina DenunciAmo Foggia ha anche un gruppo Facebook con il medesimo nome dove chiunque è iscritto può pubblicare ciò che vuole, logicamente senza offese (c'è appunto un moderatore automatico). Precisato questo, nel pomeriggio un iscritto fa una foto ad un cartello della sosta a pagamento e lo pubblica sul gruppo. Indovinate un po’ chi va a rispondere a questo messaggio? Sì, proprio lei, la sindaca, che ci bloccò praticamente un anno fa quando lei insisteva sul colore della pelle di un mendicante e, di fronte all'evidenza e senza nessuna offesa (ho ancora la chat) ci bloccò. Bene, anche nel post di oggi che non abbiamo pubblicato noi, la sindaca ci definisce odiatori, portatori d'odio della controparte, soggetti ben conosciuti, e ci minaccia di querela! Il tutto senza la possibilità di replica perché ci ha praticamente bloccati di nuovo. Ma vi rendete conto? La sindaca non ha ancora capito che le denunce che pubblichiamo sono le vostre e non le mie, non ha capito che quello che facciamo e mettere in risalto le criticità per far sì che queste siano risolte”.
Nel pomeriggio di ieri la replica (senza riferimenti espliciti) di Episcopo: “Il diritto non è mai minaccia ma tutela, garanzia e giustizia. Se ne convincano gli istigatori che, di fatto, affossano l'immagine della nostra città”.
I numeri a caso e le risposte improvvide
L’esposizione perenne sui social, ovviamente, porta le parole di Episcopo al rischio di polarizzazione della discussione, di vittimizzazione come detto, nonchè al finire sotto la lente di ingrandimento di chi pesa ogni frase o ne contesta il senso. E così non manca chi parla di “numeri sparati a caso”. Come quando ha sostenuto, rispondendo a tale signor Carchia: “Di strade da fare ne sono 450, tutte trovate devastate e abbandonate da troppi anni. Ne sono state rifatte o messe in sicurezza oltre 200 in 14 mesi di questa amministrazione, che ha stanziato ben 6 milioni di euro nel corrente biennio”.
O quando, a tale signora Vigilante, ha risposto: “Ancora con strade piene di buche? Fatte 310 su 450 in meno di 20 mesi di governo cittadino”. Oppure si sottolinea come all’affermazione “mai contenti di nulla. Neanche 35 stalli gratis, con Polfer e punto polizia locale in stazione…” Episcopo si sia sentita ricordare da un foggiano che lo stile istituzionale imporrebbe altro: “Un sindaco dovrebbe essere il primo a difendere e ascoltare le preoccupazioni dei cittadini, non a liquidarle con critiche generiche. Dichiarare che “i cittadini non sono mai contenti di nulla” non è solo ingiusto ma mina la fiducia tra istituzioni e comunità”.
Risposta evitabile anche in un episodio degli innumerevoli rientranti nell’odioso bodyshaming colmo di misoginia di cui troppe volte Episcopo è destinataria: al cafone anonimo che ha sfottuto “tutta un’altra storia con la ciaciotta”, ha replicato (sic) “mi piacerebbe vedere in pubblico la sua beltà…si mostri in pubblico con le sue donne di famiglia magari per vedere quanto siano statuarie, eleganti e femminili, tanto da potersi permettere commenti e reati di bodyshaming”.
C’è anche chi ha fatto fact checking, verificando affermazioni di Episcopo dubbie e trovandole errate. Ad esempio, quando disse che “Foggia è stata l’unica tappa gratuita di Serena Brancale, perché le oltre 35 date estive sono tutte con sbigliettamento”: ebbene, una semplice consultazione sul web ha consentito, in pochi minuti, di trovare le molteplici altre tappe gratuite della cantante salentina.
Il caso Prencipe
Che la sindaca Episcopo non sia persona che tenga per sé le risposte a quanto legge nei commenti e post Facebook lo si è visto di recente anche nel caso che ha riguardato il giornalista Fabio Prencipe, che pareva destinato alla stabilizzazione e che intende ha visto improvvisamente concludersi il suo incarico nell’ufficio stampa del Comune di Foggia. “L’amministrazione, con una precisa e legittima scelta politica, ha deciso di avvalersi solo dello staff della sindaca per la comunicazione istituzionale. Ero entrato nell’ufficio stampa dell’ente 35 mesi fa, al termine di una selezione pubblica indetta dalla commissione straordinaria, che si era trovata un vuoto in pianta organica”, ha ricordato Prencipe. “Infatti al Comune di Foggia la comunicazione è sempre stata formalmente affidata su incarico fiduciario ex art. 90 del Tuel da tutti i sindaci (di ogni colore) che si sono succeduti dall’ormai lontanissimo 2000, anno in cui fu approvata la legge 150 che disciplina la materia. Una norma che ha sempre trovato scarsissima applicazione dalle nostre parti e che precisa in modo esplicito compiti e incompatibilità tra staff e comunicatore pubblico. Tra l’altro sono in molti a giudicare ormai bisognosa di una profonda revisione tutta la disciplina, alla luce della prevalenza dei nuovi canali di comunicazione. Ma essendo ancora il riferimento quadro della materia, i commissari decisero di approvare, con i poteri del consiglio nel luglio 2023, un regolamento che provasse a mettere un po’ di ordine. Regolamento che imporrebbe alcuni adempimenti formali di cui non sempre si trova traccia nella prassi amministrativa. Detto ciò, ho l’esperienza e la maturità per comprendere bene che la comunicazione istituzionale in una città come Foggia non sia proprio la priorità. Particolarmente poi in era social. Mi si conceda solo una considerazione: non è tutta un’altra storia! Sicuramente non lo è su questa materia”, il riferimento finale al famoso slogan elettorale di Episcopo nel 2023. “E’ tutta un’altra storia per onestà intellettuale e impegno lavorativo”, ha replicato la prima cittadina.
Stando ai rumors che trapelano da Palazzo di città, da Prencipe ci si attendeva che si occupasse di più questioni e non solo degli stringati resoconti delle sedute di consiglio comunali, magari seguendo i lavori delle commissioni e dando spazio ai gruppi consiliari. Di sicuro anche in questo caso Episcopo, anziché dire chiaramente per quali motivi si è deciso di dire basta al rapporto di lavoro con Prencipe, ha preferito battibeccare su Fb, come è avvenuto con uno dei decani del giornalismo locale, Michele Loffredo, già presidente di Assostampa in Puglia. “Abbiamo ancora le idee un po' confuse sul significato di democrazia, con buona pace di Pericle e Socrate. Infatti, dopo circa 2.500 anni chi governa si ritiene incontestabile”, ha sbottato Loffredo. “Neppure un'attestazione di motivata solidarietà a un collega è tollerata. “Lesa sindacalitá, questo il reato contestato. Dispiace davvero, anche perché molte erano le aspettative riposte nel nuovo corso. Tanto che mai ho lesinato censure contro chi, con rozzezza, ha vilipeso le istituzioni e la donna (questa la volgare aggravante!) che le rappresenta. Ovviamente non mi pentirò mai di averlo fatto. Ma la delusione resta grande. Purtroppo chi sale troppo velocemente in alto rischia più di altri le vertigini. Con la conseguente sindrome dell'uomo (e della donna) solo/a al comando. Il lavoro da fare è ancora tanto. E dichiarare talvolta di avere sbagliato sarebbe davvero una buona ripartenza”.
Al di là di quanto ci si aspettasse dal lavoro di Prencipe e dai commenti velenosi di chi parla di “uso politico delle risorse della comunicazione”, restano due ultime considerazioni. La prima è che Episcopo ha annunciato un concorso pubblico per comunicatore. La seconda è che, saltata la stabilizzazione attesa da Prencipe, la sindaca si è invece resa da tempo protagonista della dura battaglia per un’altra stabilizzazione: quella (come dirigente a tempo indeterminato) del proprio fidatissimo capo di gabinetto Giuseppe Marchitelli, che molti anche nel campo largo (nonché nella tecnostruttura comunale) fanno estremamente fatica ad ingoiare.
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