Rischia di essere un mercoledì delle ceneri molto amaro per la sindaca di Foggia Marida Episcopo e la sua giunta. È prevista infatti per quella data – una scelta che ha fatto storcere il naso ad alcuni nel campo largo – la resa dei conti tra l’esecutivo e le forze che siedono in consiglio comunale, dove ormai quasi l’intera coalizione è sul piede di guerra e chiede con forza l’azzeramento della squadra assessorile. “La richiesta formale a Episcopo di convocazione della riunione di maggioranza – firmata da Pd, M5S, AVS e socialisti – è stata scritta con toni molto garbati e sereni, ma il 18 febbraio volerà di tutto e ci si scornerà”, è il commento salace fatto a l’Attacco da fonti interne al campo largo progressista. La crisi a Palazzo di città è ormai arrivata ad un punto tale che persino alla BIT di Milano, la Borsa internazionale del turismo, è stata argomento di discussione. Non si tratta solo dello scontro che di fatto si è creato tra la mai brillante giunta, costantemente difesa da Episcopo, e il consiglio comunale insediatosi dopo le elezioni comunali dell’autunno 2023. “Non è soltanto una questione finalizzata a sostituire gli attuali assessori con altre persone”, spiegano i beninformati, “ma di una sindaca che non ascolta, non si confronta, non discute se non con quelli del proprio cerchio magico. E oltre a questo hanno dimostrato infinite volte di non essere in grado di affrontare i procedimenti amministrativi”.
Da lungo tempo l’insoddisfazione attanaglia anche i livelli più alti dei partiti dello schieramento di governo, come lo stesso dominus Pd Raffaele Piemontese, assessore regionale alle infrastrutture. Dopo oltre due anni di mandato Episcopo stavolta cambierà il proprio modo di fare o continuerà con lo stesso stile e metodo? La diserzione dell’aula di consiglio comunale una settimana fa da parte di quasi tutti gli eletti di maggioranza ha reso evidente a tutti che andare avanti facendo finta di niente è impossibile. Peraltro, non è solo l’impossibilità di approvare i punti all’ordine del giorno ma qualcosa di peggio. Oggi persino nelle prime forze della coalizione – ovvero Pd e M5S – non si esclude più l’ipotesi che, nella peggiore delle ipotesi, si sia “costretti” a mandare a casa Episcopo e tornare alle urne. La certezza è di una nuova vittoria elettorale, visto il momento ancora difficile per il centrodestra cittadino. E c’è chi fantastica persino di un Piemontese candidato sindaco. Di sicuro l’assessore presidia più che mai ogni palcoscenico: dalla presenza come protagonista alla BIT a quella nell’incontro sulla biblioteca provinciale La Magna Capitana con la collega assessora Miglietta. Un iper attivismo che, unito alla pazienza finita per quanto avviene a Palazzo di città, dovrebbe preoccupare non poco Episcopo. Intanto la sindaca è convinta di poter ribattere alla furia dei partiti e del gruppo decariano legato al presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti sbandierando i dossier che ogni assessore dovrà consegnare per evidenziare il lavoro fatto in due anni. Se il civico emilianista di CON Giulio De Santis (legalità, appalti, contratti) pubblica sui social video in cui si mostra al lavoro anche nottetempo, è definito inviso a tutti – compresi quelli del Pd – il “super assessore” a lavori pubblici e urbanistica Pino Galasso. “Tutti ne vogliono la testa, non lo difendono nemmeno i dem del suo mentore politico, il presidente della Regione Antonio Decaro”. L’ultimo fatto che ha fatto inalberare gli animi contro Galasso riguarda il cantiere dell’anfiteatro Mediterraneo, dove i lavori sarebbero fermi da un mese nonostante la necessità di correre contro il tempo per evitare la perdita dei fondi PNRR. L’appalto a maggio scorso fu aggiudicato al consorzio stabile Oscar scarl di Rionero in Vulture (Potenza), avente come propria consorziata esecutrice Gesim srl di Caserta, per un corrispettivo contrattuale di 3.766.748,50 euro. Nel disciplinare fu precisato che “l’ultimazione delle opere appaltate dovrà comunque avvenire entro e non oltre il termine del 31/07/2026, per evitare di incorrere nella perdita del finanziamento”. L’appalto è finanziato per 6.414.585,16 euro, di cui 6 milioni dalla Regione e 414.585,16 euro quale cofinanziamento con fondi di bilancio comunale.
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