Zona stazione, ora o mai più: il protocollo d’intesa che balla dal 2024 va concretizzato. Incontro tra partner

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È fissato per stamattina alle ore 10,30, presso la sala giunta di Palazzo di città a Foggia, l’incontro tra i partner di quel protocollo d’intesa (Comune capoluogo, Regione, FS Sistemi Urbani, RFI, ASL, Unifg) che balla ormai dal 2024, mai ratificato da allora e finalizzato alla riqualificazione delle aree esterne alla stazione ferroviaria di Foggia. Un’operazione ambiziosissima, ideata nel periodo dell’amministrazione Ciliberti e portata avanti con Landella sindaco, volta alla cooperazione tra i vari soggetti per il potenziamento infrastrutturale del sistema della mobilità, la rigenerazione urbana e la valorizzazione delle aree ferroviarie, nonché per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

La convocazione

La situazione è stata ripresa in mano dalla sindaca Marida Episcopo a gennaio scorso dopo che l’Attacco ha rivelato come l’Università avesse stanziato in bilancio 550mila euro per l’acquisto da FS Sistemi Urbani dell’ex cinema Ariston, un contratto la cui stipula è dato per imminente. Quando l’amministratore delegato e dg di FS Sistemi Urbani Matteo Colamussi ha replicato dicendo che l’Ateneo del rettore Lorenzo Lo Muzio si era mosso per primo rispetto all’Ariston, Episcopo ha risposto ricordando che l’ex cineteatro rientra in quella bozza di intesa modificata più volte negli ultimi anni e mai giunta alla definitiva approvazione. Unifg invitata a partecipare all’incontro odierno in Comune. La sindaca, contraria ad operazioni isolate da parte di Unifg e intenzionata a far acquisire l’Ariston dal Comune, ha ribadito la necessità di “costruire un progetto unitario di rigenerazione urbana quartieri contermini alla stazione” e affermato di voler “scongiurare il ben noto rischio che possa essere dato seguito da parte di RFI Energy Business Development all’esecuzione del campo fotovoltaico sulle aree dismesse contigue alla stazione Foggia Centrale, circostanza considerata nefasta per la città, poiché si ritiene di poter salvaguardare il nobile obiettivo di produzione energetica da fonti rinnovabili sulle aree di Regione e ASL meno centrali individua te nel protocollo, destinando altresì a funzioni sanitarie, universitarie, culturali, direzionali e/o per altri servizi pubblici quelle prossime all’importante polo ferroviario, strategico nodo di mobilità urbana ed extraurbana della città”.

Le azioni

Il programma complessivo di interventi che si intende definire con tale protocollo d’intesa prevede nello specifico quattro azioni. In primis “l’apertura del secondo fronte della stazione oltre il fascio binari, congiuntamente alla realizzazione di opere di rigenerazione e ricucitura urbana, sia delle aree di proprietà delle società del Gruppo FS nell'ambito della stazione, lato Villaggio Artigiani, sia delle aree di proprietà comunale nella zona prospiciente al secondo fronte di stazione (viale Fortore), a beneficio dei quartieri Villaggio Artigiani, Martucci e Diaz. Tali interventi di rigenerazione urbana potranno prevedere l'insediamento di nuove funzioni e/o spazi pubblici fruibili alla cittadinanza, anche in virtù delle esigenze della città, e potranno essere attuati in via prioritaria e anticipatoria rispetto al redigendo PUG, ovvero in variante rispetto al PRG vigente”. Il secondo intervento riguarda “la previsione di interventi di rigenerazione urbana delle aree di proprietà delle società del Gruppo FS nell'ambito della stazione, lato quartiere Ferrovia, attraverso l'insediamento di nuove funzioni e/o spazi pubblici fruibili alla cittadinanza, anche in virtù delle esigenze della città, tra cui le future riattivazioni da parte del Comune della piscina comunale scoperte e dell’anfiteatro Mediterraneo, e alla riqualificazione delle aree limitrofe”. Anche per tale intervento si prevede di agire “in via prioritaria e anticipata rispetto al redigendo PUG”, vale a dire invariante rispetto al PRG vigente. Il terzo intervento è “la realizzazione di un impianto fotovoltaico presso le aree in parte di proprietà della Regione e dell'ASL situate in prossimità della sottostazione elettrica di RFI, con contestuale riallocazione delle funzioni ASL attualmente presenti su tali aree presso le aree di proprietà delle società del Gruppo FS site nell'area dell'ex scalo merci”. Infine “l'individuazione delle modalità di restauro e/o riqualificazione dell'ex cinema Ariston, anche mediante il trasferimento di proprietà a titolo oneroso dal Gruppo FS al Comune di Foggia o Regione Puglia”. Si puntava ad arrivare entro il 31 dicembre 2024 alla “sottoscrizione del contratto preliminare relativo ai connessi trasferimenti patrimoniali (vendita o permuta delle aree) nonché agli interventi necessari per consentire la realizzazione sia del campo fotovoltaico e delle funzioni previste dal Gruppo FS sia degli edifici e funzioni previste da ASL FG”. Un tavolo tecnico costituito dalle parti avrebbe dovuto redigere entro 12 mesi un programma complessivo di interventi condiviso. A giugno 2024 l’assessore a lavori pubblici ed urbanistica del Comune, Pino Galasso, scrisse a FS Sistemi Urbani evidenziando “l’urgenza di acquisire le valutazioni di stima delle due aree da individuarsi su viale Fortore in adiacenza al secondo fronte di stazione, aventi valore equivalente alle corrispondenti proprietà di ASL e Regione ubicate in via Protano”. “Tali stime”, puntualizzò l’amministratore decariano, “costituiscono un elemento indispensabile al perfezionamento del testo definitivo e successiva sottoscrizione del protocollo, la cui definizione assume carattere di indifferibilità e urgenza in quanto uno dei due suoli individuati nello scambio, nella fattispecie quello di proprietà di ASL, sarà interessato da un lavoro finanziato con fondi PNRR che gli stringenti tempi di attuazione del piano impongono di completare coi livelli di progettazione mancanti interessando da subito l’area RFI su viale Fortore, di egual valore, in luogo di quella su via Protano, quest’ultima ipotizzata nello scambio tra i soggetti firmatari del protocollo come meno impattante e ottimale per la realizzazione dell’importante impianto fotovoltaico previsto dai programmi del Gruppo FS”.

La corsa contro il tempo dell’ASL

Nel documento si chiarisce poi che quanto l’ASL prevedeva di realizzare su via Protano – ovvero nel quartiere fieristico dove ha sede la Camera di commercio – verrebbe spostato nell’area più centrale della stazione, “entro i confini di proprietà scambiate tra FS Sistemi Urbani e ASL rese disponibili e libere da infrastruttura ferroviaria”. Insomma, sarebbe interesse dell'ASL, della Regione e del Comune “ricollocare in posizione strategica e più baricentrica nella città di Foggia le funzioni e servizi attualmente programmati sulle aree Regione-ASL migliorandone l’accessibilità con conseguenti benefici sia per gli utenti che per i lavoratori”. Come ricordato da una nota ASL dell’agosto 2024, il protocollo prevede come prima fase lo scambio dei terreni di proprietà dell’ASL con altri di RFI, situati su viale Fortore e prossimi al secondo fronte di stazione, previsto dall’accordo stesso. Dunque l’idea era quello di uno scambio: anziché i 17mila mq di via Protano, la messa a disposizione della stessa superficie in viale Fortore, in favore di ASL, per realizzarvi le proprie nuove strutture, finanziate coi fondi PNRR e FSC. Ad agosto 2024 il direttore generale dell’ASL Antonio Nigri scrisse: “Resta inteso che gli interventi a realizzarsi sulla nuova superficie (rispetto a quella inizialmente prevista di via Protano, ndr) rivestono carattere prioritario per l’ASL e per la stessa Regione Puglia, quindi preme ricordare che le aree dovranno essere rese disponibili nel più breve tempo possibile, attesa ad oggi la scadenza del primo trimestre 2026 per le opere PNRR e le obbligazioni giuridicamente vincolanti già sottoscritte con vari operatori economici”. Ma il 9 gennaio scorso Nigri comunicò il passo indietro. “Dovendosi inderogabilmente procedere all’avvio della progettazione dell’intervento denominato “Costruzione di una struttura polifunzionale sanitaria nella città di Foggia” in via Protano, finanziato con risorse FSC 2021-2027 pari a 15 milioni di euro a seguito dell’Accordo per la coesione sottoscritto, il 29 novembre 2024, dalla presidente del Consiglio e dal presidente della Regione Puglia, approvato con delibera CI PESS, questa ASL, che in prima istanza aveva aderito e sostenuto l’accordo per il protocollo d’intesa in questione, non avendo ricevuto rassicurazioni sui tempi di ratifica dello stesso, si trova costretta a ritirare la propria adesione”, scrisse il dg ASL, “al fine di avviare le attività di propria competenza per la realizzazione dell’opera, ritenuta strategica per il miglioramento dell’assistenza sanitaria in città”. Dopo la nota della sindaca del 12 gennaio, Nigri il giorno dopo fece un’ennesima apertura di credito: “Presa visione della ferma volontà della Città di Foggia, ribadita dalla sindaca, si rappresenta che questa ASL FG necessita, ai fini di una eventuale conferma dell’adesione al protocollo d’intesa, di acquisire puntuali e definitivi elementi informativi in ordine ai tempi di definizione del medesimo, nonché alla effettiva e piena disponibilità del terreno ricadente nell’area ferroviaria interessata”. Infine Nigri ribadì la necessità di un incontro sia per il “rilevante interesse di ASL FG a localizzare la struttura in un’area maggiormente centrale”, sia per la “necessità di scongiurare il rischio di perdita del finanziamento FSC 2021 2027, salvo diverse determinazioni regionali, considerato il termine per l’esecuzione e la rendicontazione degli interventi fissato al 31.12.2027, che allo stato attuale risulta già di complessa osservanza”. Una scadenza davvero vicina, che fa pensare che sia un’illusione fare ancora affidamento sull’intesa.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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