Decaduto Liscio da Arca, commissario Casilli: ennesimo pezzo di potere emilianista smantellato da Decaro
Antonio Decaro continua a cambiare tutto e a smantellare con tutta evidenza, pezzo dopo pezzo, e non solo in Capitanata, il sistema di potere messo in piedi dal suo predecessore Michele Emiliano. Un’operazione che ha a che vedere sia con la volontà dell’attuale numero uno della Regione Puglia di caratterizzare in senso proprio, e differente dal decennio emilianista, il mandato, sia nell’ambito del nuovo corso che Decaro sta imprimendo all’amministrazione iniziata nell’autunno scorso sotto il profilo della legalità e della trasparenza. Lo si è visto da ultimo con quanto avvenuto rispetto ad Arca Capitanata, l’Agenzia regionale per la casa e l’abitare che in via Caggese ha preso il posto dell’ex IACP. Come era stato anticipato nei giorni scorsi su queste colonne, l’iter avviato mesi fa dalla Regione si è concluso con la decadenza di Pippo Liscio dall’incarico di amministratore unico di Arca Capitanata. Nulla hanno potuto le controdeduzioni inviate dal cerignolano, ex dirigente Sanitaservice, contro la volontà dell’attuale presidente Antonio Decaro, e del suo capo di gabinetto Davide Pellegrino, di far rispettare la legge regionale, che sancisce il limite dei 67 anni, età pensionabile superata da Liscio già a gennaio 2023, pochi giorni dopo la nomina effettuata dall’allora governatore Emiliano. La giunta Decaro, mercoledì sera, ha al contempo nominato come commissario il 64enne leccese Cosimo Casilli, amministratore unico di Arca Sud Salento dal 2025. Un politico e tecnico esperto e di lungo corso, che prima di arrivare nell’ex IACP fu nella Democrazia Cristiana dal 1985, poi sindaco della sua Galatone, assessore provinciale della giunta Ria e deputato con l’Ulivo, per transitare in seguito nel Pd. Non è finita qui, perché come ampiamente spiegato da l’Attacco negli ultimi mesi, ci sono due questioni connesse: la prima attiene alla restituzione delle somme indebitamente percepite da Liscio dopo la perdita del requisito soggettivo e il superamento dell’età pensionale (un’indennità annua omnicomprensiva di 91.995,02 euro, che andrebbero moltiplicati per i quattro anni dal 2023 al 2026); la seconda concerne invece il valore e la legittimità delle delibere assunte, ancor più quelle da agosto 2026 in poi perché adottate dal cerignolano nonostante gli fosse stato già comunicato da Bari l’avvio del procedimento di decadenza).
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