Sarebbe ormai arrivata l’ora x per l’amministratore unico di Arca Capitanata Pippo Liscio. Il procedimento di decadenza, avviato mesi fa dalla Regione Puglia nei confronti del cerignolano, avrebbe una data di ultimazione: quella di martedì 27 ottobre, giorno in cui Liscio decadrebbe dall’incarico che gli fu assegnato dalla giunta Emiliano il 27 dicembre 2022, pochi giorni prima dal raggiungimento dell’età pensionabile. Con la chiusura dell’iter alla giunta Decaro resta da compiere il passo conseguente, ovvero la nomina di un commissario per Arca Capitanata. L’indiscrezione relativa al 27 ottobre trapela da fonti interne all’ex IACP di via Caggese, dove da tempo tiene banco lo scontro tra Regione e amministratore unico, il quale però ha continuato a operare e deliberare come se niente fosse, sollevando interrogativi sul valore e sulla legittimità degli atti adottati da chi ricopre l’incarico contra legem. Fu l’Attacco a rivelare in esclusiva che la Regione ad agosto scorso aveva comunicato a Liscio l’assenza dei requisiti soggettivi, ovvero il superamento dell’età pensionabile. Inutili sono evidentemente state le controdeduzioni trasmesse da Liscio, ex dirigente di Sanitaservice e nominato in quota alla civica emilianista CON. Peraltro, la Regione non si accontenta di sostituirlo ma gli ha chiesto anche di restituire i soldi illegittimamente percepiti, ovvero le indennità che gli sono state pagate nonostante non avesse i requisiti per restare in carica. Una situazione che va avanti sin da pochi giorni dopo l’assunzione del ruolo di amministratore unico: Liscio, nato il 15 gennaio 1956, raggiunse i 67 anni già nel gennaio 2023. Da quel momento in poi, la sua permanenza in carica sarebbe, secondo una lettura lineare della norma, una violazione continuativa e quotidiana della legge regionale. Il 22 dicembre 2022 l’esecutivo di Michele Emiliano lo designò come nuovo amministratore unico di Arca. Il 27 dicembre, Emiliano firmò il decreto di nomina e quel giorno stesso Liscio presentò le dichiarazioni di insussistenza delle cause di inconferibilità e incompatibilità richieste per legge. La ragione di tanta fretta era banale: Liscio avrebbe compiuto 67 anni appena tre settimane dopo.

Per quanto le questioni relative all’edilizia e ai lavori pubblici necessitino di tempi lunghi e incorrano solitamente in ostacoli e intoppi di ogni tipo, lo stallo esistente nell’Università di Foggia appare ormai innegabile. In tre anni dall’insediamento della nuova ed attuale governance, guidata dal rettore Lorenzo Lo Muzio, il settore dell’edilizia è una vera nota dolente. La delega è assegnata alla prorettrice vicaria Donatella Curtotti. La vicenda più singolare è quella dell’ex caserma Miale, per cui si attende ancora l’indizione della nuova gara. La prima, da oltre 17 milioni di euro – relativa all’affidamento dell'appalto integrato avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori relativi all’intervento di ristrutturazione, rifunzionalizzazione e cambio di destinazione d'uso - fu indetta a luglio 2025 e, come rivelato in esclusiva da l’Attacco, annullata dopo molti mesi di stallo col ritiro di tutti gli atti a causa delle numerose criticità segnalate dal presidente dell’ANAC - Autorità nazionale anticorruzione, Busia. A lungo incerta sul da farsi, Unifg decise infine a giugno scorso di rifare la gara dopo la rassicurazione arrivata da Roma in merito ai fondi ministeriali. Il 5 maggio l’Ateneo aveva chiesto al MUR (Ministero dell’Università e della ricerca) di voler confermare “che l’eventuale rinnovo della procedura di gara non incida sull’assegnazione del finanziamento e che lo stesso, in tal caso, resti confermato”. Il MUR fornì riscontro il 16 giugno scorso, comunicando, tra l’altro, che “preso atto delle motivazioni addotte dall’Ateneo ai fini dell’eventuale rinnovo delle procedure di gara, si fa presente che non sussistono i presupposti per provvedere alla revoca del finanziamento concesso, purché l’Ateneo si adoperi tempestivamente al fine di rimuovere le criticità rilevate dall’ANAC e consentire l’avvio dei lavori, dando conto nei prossimi monitoraggi ministeriali del nuovo cronoprogramma degli stessi”. Nessun termine perentorio nella risposta ministeriale ma quel “tempestivamente” faceva capire che si sarebbe dovuto procedere quanto prima. Eppure ad oggi dell’indizione della nuova procedura non c’è neanche l’ombra e da giugno sono già trascorsi inutilmente altri quattro mesi. Cinque anni, invece, sono passati dallo stanziamento della Regione, a fine 2021, da 7,5 milioni di euro per consentire ad Unifg di acquistare l’ex scuola di polizia, mentre a oltre oltre due anni fa risale l’ottenimento dei fondi per 12,7 milioni di euro dal Ministero. Nel frattempo si sono alternati due rettori ma non si ha la minima idea di quando l’opera potrà essere conclusa.

Il grado di restituzione delle risorse al territorio in interventi di promozione, nel caso della Camera di commercio di Foggia, è assai più basso rispetto alla media nazionale: 57,74% per CCIAA contro il 90,96%. E’ uno dei dati più interessanti che emergono dal report sul controllo strategico, approvato lo scorso 29 settembre dalla giunta camerale presieduta da Pino Di Carlo. “L'attività di valutazione e controllo strategico consiste nell'analisi, preventiva e successiva, della congruenza e/o degli eventuali scostamenti tra le missioni affidate dalle norme, gli obiettivi operativi prescelti, le scelte operative effettuate e le risorse umane, finanziarie e materiali assegnate, nonché nella identificazione degli eventuali fattori ostativi, delle eventuali responsabilità per la mancata o parziale attuazione, dei possibili rimedi”, ha spiegato la segretaria generale Lorella Palladino. “Quindi, è finalizzata a evidenziare gli scostamenti delle attività e dei risultati rispetto ai programmi individuati dal consiglio e agli standard prefissati, con lo scopo di determinare modalità di miglioramento nell'espletamento delle attività e dei servizi camerali. L'attività è inoltre finalizzata alle eventuali correzioni da apportare alle linee di indirizzo e ai documenti di programmazione”. Il report di controllo strategico 2025 della Camera di commercio di Foggia è stato trasmesso dall’OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) e sottoposto all’esame della giunta.

Dopo tre anni dall’insediamento della nuova governance dell’Università di Foggia l’edilizia continua a rappresentare una nota dolente e delicatissima, un comparto che pare restare al palo per le tante vicende travagliate che hanno caratterizzato i più importanti capitoli, dall’ex Conventino all’ex caserma Miale, all’ampliamento e completamento del Polo biomedico. L’ultima novità negativa riguarda l’ex Conventino, dove stando a quanto trapela la Regione ha revocato all’ASP (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) Istituto dell’Addolorata i fondi concessi svariati anni fa per la realizzazione di un asilo nido. Sbagliava chi pensava, nei mesi scorsi, che si fosse finalmente sbloccata la situazione relativa all’immobile, dove i lavori non sono mai nemmeno iniziati. Era il lontano 2020, rettore Pierpaolo Limone, quando fu firmato l’atto di comodato gratuito con l’ASP dell’Addolorata di Patrizia Lusi, finalizzata al recupero funzionale del complesso edilizio ex Monastero dei Frati Domenicani Conventino, situato in pieno centro. All’atto della stipula del contratto di comodato erano in corso dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione su una porzione dell’immobile finalizzati alla realizzazione di un asilo nido. In base al contratto, l’ASP avrebbe dovuto completare entro dicembre 2021 quell'intervento per consegnare anche quella porzione all’Ateneo.

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