Il “cerchio magico” che trasforma con le relazioni. Il modello Assori si consolida e diventa prassi di comunità

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Un modello innovativo di scuola (e di comunità feconda) che si pone come esempio per tutto il mondo educativo. In 41 anni di vita dell’Assori Onlus - che opera a Foggia dal 1981 nel campo dell’handicap per favorire l’integrazione sociale dei soggetti in difficoltà - il percorso compiuto è stato lungo e fruttuoso, per giungere ad un punto di sintesi che ha dato forma e consistenza ad un metodo trasformativo.

L’esperienza pionieristica che oggi può ben dirsi consolidata, nell’attesa di offrirsi ad un prossimo accreditamento scientifico in ambito accademico con la collaborazione dell’Università degli Studi di Foggia, è stata raccontata nel libro “La scuola che c’è” di Pia Colabella e Sara D’Adderio: in esso si evidenzia come una teoria coniugata a delle buone prassi può diventare un modello trasmissibile di inclusione scolastica e sociale. Tutto parte da un’esperienza vissuta in classe, il luogo in cui le diverse competenze si intrecciano e contribuiscono alla formazione umana di ogni persona che ne fa parte.

E’ in questo ambiente di relazioni che emerge l’esperienza del cerchio magico utilizzato in senso figurativo per dare l’idea di un’equidistanza dal centro con uguale posizione: ogni punto è un bambino con i suoi bisogni, desideri e il suo pensiero. “La disabilità non è più un problema ma diventa un “bene rifugio” in una realtà che annaspa per non naufragare. E’ l’unica ricchezza che fa cogliere l’importanza della condivisione e della partecipazione ad un progetto sociale che dia garanzia di “vita” e non di “parcheggio” a tutti gli esseri umani e permette a chi ha la capacità di tessere i fili dell’esperienza vissuta in modo metacognitivo di smontare e ricostruire il sapere emotivo in suo possesso a vantaggio di tutti.

Diventa infatti il custode di una ricchezza che ha praticato ogni giorno con lo stupore dell’innocenza di un’infanzia felice ”scrivono nel libro le due autrici che hanno condiviso un cammino di collaborazione ventennale. Il libro è stato presentato venerdì scorso nel gremito Auditorium della Biblioteca La Magna Capitana, nel corso dell’evento “Un artista e un libro di Comunità per un futuro solidale”. Con l’occasione sono stati esposti alcuni quadri di Marco Mastrangelo, artista apprezzato in Italia e all’estero, figlio dei fondatori dell’Assori Pia Colabella e Costanzo Mastrangelo: è stata propria la nascita di Marco, affetto da Sindrome di down, che oggi ha 47 anni, a spingere i suoi genitori a realizzare in modo concreto la cultura dell’integrazione e dell’handicap: “Quando è nato Marco con il suo handicap non ho pensato perché proprio a me, ma mi sono chiesta cosa posso fare?

Io ero insegnante alle superiori e mi sono inventata un percorso di vita e di relazioni che é diventato l’Assori. Volevo lasciare il segno di una scuola nuova aperta a tutte le diversità” ha raccontato Colabella al numeroso pubblico presente in Biblioteca. E’ stato anche presentato il progetto “Ensamble - Artisti di Comunità” approvato dal Bando di Puglia Capitale Sociale 3.0 Linea A “un intervento che ha trovato accoglienza nella misura regionale finalizzata a dare spazio e rafforzare le associazioni che operano per il sociale, nato da un confronto del luglio di 2 anni fa durante un incontro con l’assessore Rosa Barone a Parco San Felice” ha detto il dottor Mastrangelo, Presidente dell’Assori e moderatore dell’incontro a cui sono intervenuti, oltre alle autrici, la stessa Rosa Barone, Assessore al Welfare, Politiche di benessere sociale e pari opportunità,

Programmazione sociale ed integrazione socio-sanitaria della Regione Puglia, Maria Aida Episcopo, Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (USP) di Foggia, e Antonio Nigri, Commissario della Asl di Foggia: “Sono venuto a portare la mia testimonianza che si situa fra territori di comunità diversamente impegnate dove ci sono storie, impegno, risposte, prese in carico che dovremmo recuperare come patrimonio di consapevolezza della Asl – ha detto Nigri - . La salute si costruisce prima di tutto a casa delle famiglie, poi nelle strutture intermedie, dove esiste una filiera fatta di persone che intersecano l’ambito sociale e quello sanitario e danno risposte importanti alla comunità.

In un contesto che ancora qui da noi manca di tante cose è importante avere a Foggia una comunità territoriale che sia propulsiva di energie sociali. La vostra forza e il vostro impegno che nascono da un dolore sono un punto di forza per tutti noi”. Sulle azioni di messa in rete del modello socio-educativo dell’Assori, che già collabora con alcune scuole della città per rispondere al bisogno di dare continuità ai percorsi dei ragazzi disabili e non che frequentano le attività dell’istituto di Piazza De Gasperi, si è soffermata Maria Aida Episcopo: “Il nostro ufficio da sempre sensibile alle tematiche di inclusione ha accolto da subito la proposta dell’Assori di creare percorsi di integrazione tra istituti diversi, abbiamo da subito offerto il nostro partenariato morale, con un’apertura di credito totale.

A nome della Rete provinciale porto la disponibilità a sostenere progetti strutturati come il vostro, come pratica da allargare ad altri contesti educativi”. Come si comprende dalle relazioni che operano nel “cerchio magico”, orientate a scegliere il sapere emotivo, sono tante le autrici e gli autori che hanno ispirato e guidato la messa a punto del metodo Assori: dalla didattica per la creatività ricavata da Kinderbauhaus ai laboratori di Bruno Munari, da Maria Montessori a Jerome Bruner, e poi ancora Vygotskij e Piaget, Loris Malaguzzi e Cèlestin Freinet, Simone Weil e Daniel Goleman, tutti citati nella pubblicazione di Colabella e D’Adderio.

Una comunità di riferimento essenziale per “la scuola che c’è”, a dare il senso e le proporzioni di un’ampia ricerca condotta negli anni sugli studi educativi sull’apprendimento per scomodare parole, pratiche e teorie e trovare la via più breve per entrare in contatto con l’immaginazione, i desideri e i talenti di ragazzi il cui l’handicap chiede ad adulti ed educatori il solo sforzo di cercare altri modi di raggiungerli. Le evidenze ci dicono che l’arte si fa strada maestra, con la sua realtà simbolica svolge un ruolo fondamentale, diventa uno strumento di conoscenza di sé, del proprio mondo interiore, del proprio sentire.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet