L’Aeronautica Militare ha celebrato ieri il centenario dalla sua costituzione spalancando ai turisti tutti i Reparti della Forza Armata. Anche il 32° Stormo ha partecipato a questa importante iniziativa con un’apertura della prestigiosa base di Amendola.
Il tempo non ha scombinato i piani, nonostante l’insistenza di forti raffiche di vento. Tantissima gente accorsa all’evento: da grandi a piccini tutti hanno voluto partecipare alle visite dei mezzi militari, pupilli dell’aeronautica foggiana e non solo. I visitatori, infatti hanno avuto la possibilità di ammirare la mostra statica di velivoli e mezzi, stand divulgativi e di recarsi presso l’info point per l’orientamento dei giovani ai concorsi banditi dall’Aeronautica Militare.
E non solo. È stato anche possibile accedere ad un’area espositiva che custodisce reperti storici, fotografie, uniformi e parti di velivoli appartenuti allo Stormo: pezzi di storia aeronautica di reparti che da più di 80 anni insistono nella Capitanata. “È un onore e un privilegio appartenere all’Aeronautica militare, un Corpo che permette di diventare piloti di aeromobili di ultima generazione - spiega il Tenente Emiliano – indipendentemente dalla linea sulla quale si opera.
Col Predator questo concetto è ovviamente accentuato: parliamo di un mezzo che rappresenta l’evoluzione del volo oltre i canoni tradizionali. Si tratta di un aeromobile che permette al pilota di non essere seduto all’interno del veicolo ma di restare a terra e poter dirigere meglio l’assetto. Una caratteristica che comporta svariati vantaggi – aggiunge il pilota – a cominciare dall’autonomia: il non avere un pilota a bordo permette di restare in volo per moltissimo tempo; la sicurezza: con il Predator non si porta il pilota in teatri operativi restando invece al sicuro per terra. Non scordiamoci infatti, che il personale è più importante del mezzo”.
Tecnologie che permettono di evolvere il contesto operativo, come specificato da Emiliano che ha poi aggiunto: “Grazie al Predator si può rimanere in aria per molto tempo, ciò permette di acquisire informazioni in tempo reale e poterle diffondere istantaneamente a tutti gli organi che ne hanno interesse. Con il risultato di avere un maggior numero di informazioni dettagliate e consentendoci di operare nel migliore dei modi”.
Ma il pilota non è l’unico a dover e poter gestire un Predator. Un ruolo fondamentale lo gioca anche il sensor operator come aggiunto dal Maresciallo Agata a l’Attacco. “Chi svolge questo ruolo gestisce il sensore di cui è dotato l’aeroplano per guardare dall’alto ciò che accade. Nelle fasi di decollo e atterraggio, invece, il mio compito è quello di coadiuvare il pilota nel controllo di tutti i parametri di volo, diventando un vero e proprio co-pilota”.
Regina dell’evento l’immancabile F35. “Un aeromobile che vanta un sistema di quinta generazione, il più avanzato al livello europeo e americano - commenta il pilota Giorgio – le emozioni che si provano a guidare questo mezzo sono davvero indescrivibili. Si ha un senso di leggerezza. È per me la realizzazione di un sogno”. Chicca della giornata il casco utilizzato da Giorgio nella guida dell’F35.
“Un casco ritagliato su misura per ciascun pilota – dice – ognuno ha il suo personale. Ha al suo interno un sistema integrato con l’aereo che, attraverso tutti i suoi sensori, riesce ad assorbire una serie di informazioni, rielaborarle e fornirle in modo fruibile al pilota attraverso la simbologia riprodotta sul casco cosicché il pilota sia in grado di prendere le migliori decisioni possibili in base all’ambiente in cui opera e nel minor tempo possibile”.
Per questo centenario l’Aeronautica Militare è al fianco di AIRC - Associazione per la ricerca sul cancro con il progetto benefico “Un dono dal cielo’’ promosso su tutto il territorio nazionale, anche grazie alla generosità del personale di tutti i reparti. La giornata di ieri è stata dunque un’importante occasione per valorizzare l’impegno quotidiano della Forza Armata nel sociale a favore della ricerca, dei più deboli e bisognosi.
I proventi della raccolta fondi saranno devoluti interamente all’IFOM - Istituto Fondazione di Oncologia Molecolare di AIRC per l’acquisto di macchinari di ultima generazione per la ricerca sul cancro. I volontari di AIRC saranno presenti al 32° Stormo con uno spazio espositivo e con laboratori educativi.
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