Il caro vita incide sulle tasche delle famiglie con persone disabili. “Ricevuto bolletta gas di 3.600 euro”

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L’Anffas venne costituita nel 1958 da alcuni genitori di persone con disabilità ed è riconosciuta, a livello nazionale, con decreto presidenziale n. 1542 il 18/12/1964. Fra i suoi scopi statutari si pone l’obiettivo di operare, oltre che per la prevenzione dell’handicap, anche per il benessere e la tutela delle persone con disabilità psichiche e relazionali, nonché delle loro famiglie. Da diversi anni oramai, anche la città di Foggia gode di una sezione locale dell’associazione.

I ragazzi vengono seguiti da operatori specializzati e svolgono molteplici attività: lettura, scrittura funzionale e abilità cognitive; attività ludico pratica e attività occupazionali; laboratori di lavorazione ceramica, gesso, cartapesta, pasta di sale. Ed ancora découpage su legno e vetro patchwork. E non solo. Qui i giovani imparano a prendersi cura di sé ad avere una propria autonomia e igiene personale; acquisiscono abilità domestiche; studiano giardinaggio.

Sono impegnati in attività di psicomotricità e attività motorie con operatori esperti e qualificati. Svolgono musicoterapia, utilizzano pc e praticano musica, ballo e socializzazione. Oltre a delle e vere e proprie escursioni guidate con pullman. Eppure nonostante la rilevante importanza di questa straordinaria realtà presente sul territorio, e nonostante le tantissime attività svolte, ancora in pochi oggi conoscono cosa sia l’Anffas. “Proprio come in ambito nazionale anche l’Anffas foggiana nasce nel 1992 grazie ad un gruppo di genitori con figli disabili - spiega a l’Attacco Antonio Lolli, componente del direttivo – da genitori di ragazzi disabili ci rendemmo presto conto di quanto sia difficile gestire giovani e soprattutto adulti con disabilità in casa e per tante ore al giorno. Così decidemmo di aprire una sezione locale. All’epoca disponevamo dei locali del D’Avanzo - aggiunge – anche l’Ataf ci supportò con dei mezzi che utilizzavamo per prendere e accompagnare i ragazzi. Nel 2002 arrivò l’occasione di trasferirsi in locali nuovi siti al rione Macchia Gialla - Ordona Sud. Un momento importante anche perché all’epoca eravamo sotto sfratto esecutivo. Ma da quando ci siamo trasferiti, però, ci autogestiamo, il Comune non ci supporta più: paghiamo tutte le utenze dalla luce al gas, dal cibo al trasporto. Ovviamente si tratta di una situazione che si aggrava sulle famiglie costrette a pagare rette mensili più pesanti, considerando l’aumento dell’energia”.

Di fatto l’ultima rata bimestrale del gas pagata dall’associazione è ammontata a circa 3600 euro. Conti alla mano, rispetto a pochi mesi fa la bella realtà foggiana ha registrato un rincaro del 40% del costo energetico. “I ragazzi vengono prelevati dalle proprie abitazioni e portati qui, partecipano alle varie attività, pranzano con noi e poi vengono riaccompagnati indietro – spiega Lolli – tutte spese che sosteniamo da soli e che purtroppo si aggravano sui genitori, nonostante il sacrificio dei volontari. Fortunatamente Banco alimentare ed altre realtà locali ci aiutano col cibo – dice - perfino qualche parrocchia. A Foggia c’è tanta brava gente”.

L’unico spiraglio di aiuto ricevuto finora sembra esser giunto dall’assessora regionale al Welfare Rosa Barone che vorrebbe far partecipare l’Anfass a progetti e bandi regionali, così come detto da Lolli.

“A parte la Barone, nessuna istituzione ci è vicina oggi – confida – oltre ai locali in comodato il Comune non ci ha mai dato niente.  Eppure i ragazzi avrebbero diritto alla diaria comunale, all’accompagnamento col pulmino e al pranzo. Ma tutto, al momento, si regge sulle nostre spalle”. E non finisce qui perché l’età avanza ed i genitori, purtroppo, invecchiano. La domanda, quindi, resta una sola: cosa accadrà ai figli, giovani e adulti, quando i genitori non ci saranno più? Da qui l’idea di realizzare un “dopo di noi” che potrebbe affiancare l’associazione foggiana. 

“Prima o poi non ci saremo più – evidenzia Lolli – molti ragazzi che erano qui con noi, una volta morti i genitori, sono stati trasferiti nelle Rsa. Consociamo la realtà foggiana che pecca anche di assistenti sociali.

Ma è oggi necessario trovare una soluzione per il bene di tutti questi ragazzi disabili – conclude – non possiamo più rinviare a domani ciò che merita una risposta oggi”.  

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testatina dillo al direttore WEB

 

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