L’università di Foggia vince quattro progetti su quattro proposte presentate nell’ambito del Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza. La finalità delle proposte è quella di ampliare le iniziative educative transnazionali (Tne) attraverso una collaborazione attiva con 41 università estere presenti in Cambogia, Palestina, Argentina, Vietnam, Kenya, Cina, Brasile, Thailandia, Georgia e Marocco.
I progetti sono stati spiegati nel dettaglio durante una conferenza in data 25 settembre presso l’Auditorium Bruno Fortunato di Palazzo Ateneo in via Gramsci a Foggia. Hanno partecipato alla discussione la docente universitaria di anestesiologia Gilda Cinnella, il docente associato di economia politica Vito Amendolaggine, il rettore dell’Università di Foggia Lorenzo Lo Muzio e la delegata del rettore alle relazioni internazionali Mariantonietta Fiore.
Questo traguardo rappresenta un successo vero e proprio per l'Università di Foggia non solo per aver vinto oltre due milioni di euro, ma anche e soprattutto per il fatto che tutte le proposte sono state accolte con entusiasmo riscuotendo un discreto successo. L'Università di Foggia è partner di tre progetti su quattro, ma capofila di uno in particolare. Si tratta di Gps Education (Green and Pink for Sustainable Education), di cui è responsabile la prof.ssa Fiore, un’iniziativa interessante che tocca tematiche importanti come la sostenibilità e lo scambio culturale.
“Siamo felici di aver vinto tutte e quattro le proposte avanzate – così afferma la prof.ssa Mariantonietta Fiore a l’Attacco –, la partecipazione ai progetti è stata veramente grande, tanto da coinvolgere ben sei dipartimenti su otto presenti nel panorama universitario foggiano”.
Successivamente la parola passa alla prof.ssa Gilda Cinnella che continua l’intervista dichiarando: “Vogliamo fare in modo che gli studenti di medicina e delle professioni sanitarie siano adeguatamente formati, per questo una parte del progetto si occuperà di sviluppare le tecniche di simulazione medica avanzata. Questa tecnica consente al personale sanitario di fare pratica su manichini che simulano la realtà, in questo modo è possibile fare errori su pazienti virtuali e non reali all'inizio di un percorso di formazione medica professionale”.
Conclude il rettore Lorenzo Lo Muzio dichiarando a l’Attacco: “La nostra collaborazione con i paesi coinvolti nel progetto porta la città ad un'apertura positiva. Questo scambio fa respirare aria internazionale alla città”.
Debora Cicconetti
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