Lo scorso venerdì presso la biblioteca nella sede dell'Istituto in Via Napoli, a Foggia, si è tenuto un incontro dedicato alla figura di Danilo Dolci, un uomo che ha incarnato i valori resistenza civile, di impegno per i diritti umani e di dedizione alla causa della giustizia sociale.
Sono stati protagonisti di questo evento, organizzato grazie alla Coop. Pietra di Scarto di Cerignola e moderato dal presidente, Pietro Fragasso, nell'ambito del progetto "Rammendare speranze sulle orme dei Giusti": Daniela Dolci, direttore d’orchestra, figlia di Danilo, e Giuseppe Barone, storico contemporaneo e autore del libro "Danilo Dolci. Una rivoluzione nonviolenta".
“Questa è un’iniziativa che consegue all’evento che noi abbiamo già realizzato il 6 marzo, giornata dei Giusti e dell’umanità nell’ambito del progetto che noi svolgiamo con la Fondazione Gariwo, Fondazione Giardino dei Giusti di Milano - ha spiegato a l’Attacco la docente referente del progetto, assieme a Lucia Palmieri, Anna Anzivino - Oggi accogliamo Daniela Dolci è figlia di Danilo Dolci giusto dell’Umanità che abbiamo riconosciuto quest’anno nel corso dell’evento e Giuseppe Barone un suo collaboratore già dal lontano 1985. Loro vengono a dare ai ragazzi e la comunità scolastica l’opportunità di portare la loro testimonianza su questa figura eccezionale che è stata Danilo Dolci attivista per i diritti umani, sociologo ma soprattutto pedagogista. Una persona che ha lavorato moltissimo proprio per il recupero dei giovani e contro la dispersione scolastica.”
“Per me Danilo Dolci e lo dico serenamente è il padre di quella che io chiamo l’antimafia sociale”, ha dichiarato Pietro Fragrasso, in veste di moderatore nel suo discorso introduttivo.
Successivamente è intervenuto Giuseppe Barone con queste parole: “Siamo molto felici di essere qui perché non è scontato che ci sia un’attenzione così forte, non tanto alla figura di Danilo Dolci ma a quello che Danilo Dolci ha rappresentato e rappresenta per le sue proposte, per il lavoro che ha cercato di fare e per tutte le possibili continuazioni che possiamo pensare per quella sua storia. Perché è una storia che parla, non solo di vicende importanti per l’Italia seconda metà del Novecento ma parla anche moltissimo al nostro presente.”
(Violeta Fidanza - l’Attacco)
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