Vieste, trabucchi vandalizzati. L’associazione: “Garantire maggiore tutela per questi monumenti del Gargano”

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Un increscioso episodio di vandalismo colpisce uno dei simboli maggiormente identitari della costa garganica e della comunità viestana. Nella giornata di domenica, infatti, il celebre trabucco di Molinella - sito nel l’omonima località in territorio di Vieste - è stato trovato con le cime tagliate e la rete da pesca asportata. Si tratta di un danno non soltanto materiale, ma anche e soprattutto simbolico per strutture che rappresentano una parte significativa della storia e della tradizione marinara del territorio. Uno sfregio dal sapore intimidatorio e volto più a dileggiare che a trarne un effettivo vantaggio. A denunciare l’accaduto è l’Associazione Onlus “La Rinascita dei Trabucchi Storici”, impegnata da anni nel recupero e nella valorizzazione di queste antiche macchine da pesca in legno. Il presidente, l’ingegnere Matteo Silvestri, sottolinea a l’Attacco come l’episodio riapra il tema della tutela e della vigilanza su beni che, pur avendo assunto nel tempo un forte valore culturale e turistico, restano spesso esposti ad atti vandalici e furti: “I trabucchi sono monumenti storici dei quali tutti devono prendersi cura - esordisce Silvestri -. Noi siamo i custodi e cerchiamo di tutelarli al meglio, ma abbiamo bisogno di maggiore assistenza e di un supporto più concreto da parte degli enti. In passato si erano verificati danneggiamenti, ma non era mai accaduto che venisse rubata la rete da pesca a bilancia, uno strumento che non può essere utilizzato se non con il trabucco e che rappresenta una parte essenziale della sua funzionalità”. La rete trafugata costituisce una componente essenziale dell’impianto di pesca tradizionale e la sua ricostruzione richiede tempo, lavoro manuale e costi non indifferenti. Ma, oltre al valore economico delle attrezzature sottratte, ad aver destato maggior riprovazione tra i cittadini di Vieste è il fatto che il gesto abbia leso una delle tante costruzioni realizzate con tecniche tradizionali tramandate nel tempo e mantenute grazie al lavoro quotidiano di volontari, associazioni e operatori locali. I trabucchi, inoltre, non rappresentano soltanto testimonianze storiche della cultura marinara, ma anche un elemento sempre più centrale dell’offerta turistica della costa garganica, meta di visitatori e appassionati che negli ultimi anni hanno contribuito alla riscoperta e alla valorizzazione di queste architetture lignee sospese sul mare.

Nonostante l’accaduto, l’associazione ha già avviato le attività di ripristino. “I trabuccolanti sono già al lavoro per cucire una nuova rete - prosegue il presidente - perché vogliamo rispondere concretamente a questo gesto meschino che colpisce non soltanto una struttura ma l’intera comunità. I trabucchi oggi rappresentano il territorio e sono beni candidati a patrimonio immateriale dell’Unesco, un riconoscimento che testimonia il valore storico, culturale e identitario di queste architetture”. Il furto riporta al centro anche la questione della sicurezza lungo la costa, soprattutto nei tratti più isolati, dove la sorveglianza risulta più complessa e dove negli anni non sono mancati episodi analoghi. Situazioni che, sottolineano gli operatori, comportano costi significativi di ripristino sostenuti spesso direttamente dalle associazioni e dai volontari impegnati nella manutenzione delle strutture. La vicenda, seppur nella sua gravità, ha amareggiato ma non scoraggiato l’associazione, che anzi ribadisce la volontà di proseguire con ancor maggiore determinazione le proprie attività di preservazione e promozione: “Ne usciamo comunque più forti - ribadisce combattivo Silvestri - perché comprendiamo ancora di più l’importanza del lavoro di volontariato che portiamo avanti da quattordici anni. Questa vicenda rafforza la ‘famiglia dei trabuccolanti’ e la volontà di continuare a difendere questi beni che costituiscono il segno distintivo del territorio garganico. Non arretriamo di fronte a questi atti vili, non ci pensiamo nemmeno: continueremo anzi a lavorare per la tutela e la valorizzazione dei trabucchi, chiedendo allo stesso tempo una maggiore attenzione istituzionale per garantire protezione e salvaguardia a un patrimonio che appartiene a tutti”. Un impegno costante che richiede risorse, competenze tecniche e presenza quotidiana sul territorio, spesso senza un supporto strutturale continuativo da parte degli enti. Proprio alla luce di questi episodi, l’associazione rinnova l’appello alle istituzioni affinché venga rafforzata la tutela dei trabucchi attraverso sistemi di sorveglianza, interventi di prevenzione e strumenti di sostegno alle realtà impegna te nella loro conservazione. “Noi continueremo a fare la nostra parte - conclude Silvestri - ma è necessario che la protezione di questi beni diventi una priorità condivisa”. L’associazione ha annunciato la presentazione di una denuncia alle autorità competenti, mentre nei prossimi giorni saranno verificate le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e valutate iniziative per rafforzare i sistemi di controllo nelle aree più esposte. L’episodio riaccende così il dibattito sulla necessità di una strategia congiunta tra enti locali, forze dell’ordine e realtà associative per proteggere in modo più efficace uno dei simboli più riconoscibili della costa del Gargano.

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