Il Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia, composto da rappresentanti di trentadue nazionalità, ritiene necessario fornire chiarimenti per evitare malintesi, interpretazioni distorte o la diffusione di informazioni non verificate. L’iniziativa nasce da un percorso autonomo, trasparente e pienamente conforme alla normativa italiana, con l’obiettivo di realizzare una Moschea pubblica adeguata e idonea, in linea con le otto moschee pubbliche già presenti nel Paese. A tal fine, il Comitato presenterà al Comune una proposta formale per ottenere un terreno edificabile o un immobile idoneo, così da avviare l’iter previsto dal Ministero dell’Interno. Una volta ottenuta l’autorizzazione ministeriale, sarà avviata la fase di raccolta fondi, coinvolgendo principalmente la comunità islamica residente nei Paesi europei, in coordinamento con le ambasciate italiane. Nei Paesi islamici con cui l’Italia intrattiene da anni ottimi rapporti diplomatici e relazioni socio-economiche, il Comitato richiede contributi attraverso le loro ambasciate e i consolati presenti in Italia, seguendo procedure già adottate per altre moschee pubbliche nel Paese. Ogni attività finanziaria sarà svolta nel pieno rispetto della normativa italiana e delle leggi antiriciclaggio, garantendo trasparenza e tracciabilità in ogni fase del processo.
Prima della costituzione formale del Comitato, sono stati avviati incontri istituzionali con il Vescovo, Mons. Giorgio Ferretti, e con il Prefetto, dott. Paolo Giovanni Grieco. Parallelamente si sono svolti confronti con assessori e consiglieri comunali, ai quali è stato richiesto sostegno morale e istituzionale. Tutte le parti hanno dimostrato disponibilità e collaborazione, confermando la volontà di operare nel pieno rispetto delle normative vigenti. L’intero percorso rimane improntato alla massima trasparenza e alla leale cooperazione con le istituzioni, nella consapevolezza del valore sociale e culturale del progetto.
È opportuno chiarire che il Comitato non ha mai parlato di una “grande” o “piccola” Moschea, ma esclusivamente della realizzazione di un edificio conforme alla legge e proporzionato alle reali esigenze della comunità. Allo stesso modo, non è mai stata espressa l’intenzione di costruire una struttura destinata ad accogliere “diecimila fedeli”: i musulmani residenti in provincia sono infatti distribuiti in sessantuno comuni, già dotati di luoghi di culto in diverse parti della provincia, e non esiste alcuna possibilità né necessità di un afflusso simultaneo di tali numeri nel Comune di Foggia. L’idea di un raduno contemporaneo di tutti i fedeli non corrisponde alla realtà e non giustifica in alcun modo una struttura sovradimensionata.
Il Comitato ribadisce che la Costituzione italiana tutela con chiarezza la libertà di culto e che le comunità islamiche in Italia hanno sempre dimostrato disponibilità a firmare accordi o intese con lo Stato qualora emergessero esigenze interpretative. Le trentadue nazionalità rappresentate nel Comitato provengono da Paesi nei quali la presenza di chiese cattoliche è pienamente riconosciuta e rispettata, e da tali Paesi provengono i circa diecimila musulmani che oggi vivono nel territorio provinciale foggiano, a conferma di un principio consolidato di rispetto reciproco e convivenza pacifica. Allo stesso modo, i fedeli musulmani vivono serenamente in tutta la provincia di Foggia, contribuendo alla vita sociale ed economica del territorio.
Non esistono motivi per alimentare timori o narrazioni legate all’“islamizzazione”. Il Comitato Multinazionale non svolge attività missionarie e non ha mai invitato né inviterà alcuno alla conversione religiosa. Con grande rispetto, la cittadinanza foggiana è invitata a prendere le distanze da ogni forma di islamofobia, fenomeno che rischia di generare pregiudizi, divisioni e incomprensioni. Viene pertanto riaffermato l’impegno per il dialogo interreligioso, la convivenza pacifica e la piena integrazione sociale. Una comunità informata e consapevole rappresenta la base per una città più coesa e più sicura, come Foggia merita.
Il tema dell’islamofobia non deve essere sovrapposto a quello delle politiche migratorie, nel pieno rispetto delle decisioni assunte dal Governo italiano. Tuttavia, sulla base delle osservazioni raccolte nel territorio, il Comitato ritiene più efficace procedere alla regolarizzazione degli immigrati già presenti, anziché ricorrere esclusivamente ai decreti flussi o all’ingresso di nuovi lavoratori dall’estero. Una gestione ordinata e realistica della presenza migratoria contribuisce a rafforzare sicurezza, legalità e stabilità sociale, nella consapevolezza che l’Italia ha bisogno di migranti regolari per sostenere il proprio tessuto economico e demografico.
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