Offline/La9cento ai titoli di coda, un bilancio che racconta l’altra faccia della medaglia della città

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È arrivato il momento del bilancio per il progetto “Offline/La9cento”, l’iniziativa che ha rivalutato, ridato anima, colore e attività al piano terra della Pinacoteca “Il 9cento” di Via Ferrante Aporti 1, a Foggia. È stato un mese intensissimo, nel corso del quale in quei locali si sono alternati e incontrati protagonisti della cittadinanza attiva, studenti, professionisti, artisti, imprenditori affermati e in erba. Mostre, laboratori, convegni, attività ludiche, tutto in un vero e proprio frullatore di eventi che ha prodotto risultati e ha lasciato il segno dal punto di vista dell’esperienza.
Oltre alla sala principale, sono state vitalizzate anche le due stanze del piano terra: una utilizzata per la realizzazione di podcast e l’altra adottata come spazio per le postazioni dei computer. Ieri, si è tenuta la conferenza stampa di chiusura del progetto, nel corso della quale sono stati illustrati i risultati e gli effetti di una iniziativa che si pone l’ambizione di riproporsi. Sono intervenuti: la dirigente di Area IV, Serafina Croce, Mario Taggio e Gabriele Mucelli di Offline, l’assessora alla Cultura, Alice Amatore, Dea Di Iasio e Luana Buenza, in rappresentanza del Comune. Mario Taggio, leader del gruppo Offline, ha fatto un bilancio di questo mese di attività nel segno dei giovani. “Abbiamo realizzato tantissime iniziative, dalla musica a giornate intense dedicate alla comunicazione, al marketing e ai social. Abbiamo poi fatto l’Hackathoff, durante il quale abbiamo creato diciassette startup con i ragazzi di Grani Digitali del “Blaise-Pascal di Foggia”. In tantissimi hanno partecipato a queste iniziative, quasi cinquanta nell’arco di quaranta giorni. La partecipazione è stata molto attiva e da parte di tutto il territorio. All’incirca 6.000 persone sono entrate in questo spazio e hanno presentato la loro idea, partecipando attivamente a questo progetto”.

Ieri è scaduta la gestione, e le chiavi sono state riconsegnate al Comune, ma i ragazzi di Offline non vogliono che finisca qui il progetto per il quale è stato profuso un grandissimo impegno da parte di tutti. “Faremo sicuramente una proposta al Comune di Foggia per una fase due di questo progetto. Abbiamo avuto un successo su più fronti, è stata una risonanza bellissima per la città e per il quartiere, e per l’indotto economico dello stesso. Oltre che culturale, è stata anche una rigenerazione urbana”.

“Cercheremo di dare continuità a questo tipo di progettualità, ne stiamo già parlando con l’assessora e spero che questo luogo possa vivere per i nostri giovani, perché è importante che abbiano un luogo, uno spazio dove potersi incontrare e mettere insieme le idee – ha assicurato la dirigente Croce –. Una sorta di incubatore, che serve alla comunità. Sappiamo che spesso Foggia è agli onori della cronaca per cose poco felici e di grande tristezza, speriamo quindi che tante iniziative di questo tipo possano riportare un pò di luce”.

“Se esci in strada e chiedi ad un adulto cosa sia Offline, probabilmente non saprà rispondere, ma se la stessa domanda la fai ad una ragazza o ad un ragazzo, sapranno dirvi perfettamente che cosa è stato questo progetto, il che vuol dire che ha realizzato appieno il suo obiettivo, cioè quello di raggiungere i giovani under 35, target del progetto. Vuol dire che sono riusciti ad arrivare laddove spesso le istituzioni non riescono ad arrivare e sono riusciti a portarli qui dentro – ha affermato l’assessora Amatore  –. Hanno dato voce a chi, purtroppo, spesso non la ha, ha dato la possibilità di esprimere la propria arte, e ancora, di aprirsi, trovare un luogo informale in cui poter stare. In questa città che spazi ne ha troppo pochi e spesso non sani per i nostri giovani, in una città che va agli onori della cronaca solo e soltanto per le cose negative, il lavoro silenzioso e quotidiano di questi ragazzi e di tanti altri, è una forza che lotta, che resta, che torna, che costruisce”.

L’antifona è chiara. Progetti come questo hanno mostrato l’altra faccia della medaglia della città e meritano di continuare a dare il loro apporto ad una cittadinanza spesso spenta. I giovani hanno bisogno dei propri spazi. E in questi casi, bastano poche stanze per dare sfogo alla propria creatività.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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