L’affido è un tema che l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di San Severo sta trattando dal 2013. È una questione
che sta molto a cuore all’assessora Simona Venditti e alle sue collaboratrici, le assistenti sociali, che se ne occupano quotidianamente.
“L’affido a San Severo sta funzionando e dopo l’attività di prima formazione delle famiglie, stiamo realizzando un’anagrafe di altri nuclei familiari che si sono rese disponibili – ha precisato l’assessora Venditti a l’Attacco -. Logicamente tutto in sintonia e collaborazione con il Tribunale dei Minori”.
L’affidamento familiare è una occasione di solidarietà vera. Si prefigge di garantire benessere e tutela al minore, la cui famiglia si trovi nella temporanea incapacità e /o impossibilità di prendersi cura dello stesso.
“L’affido familiare è una delle risposte privilegiate che i Servizi sociali possono attuare – ha continuato Simona Venditti - uno strumento con cui sostenere una soluzione problematica di un minore che ha bisogno, per un periodo di tempo, di trovare accoglienza presso altri che sappiano, nel contestualmente, essere solidali con la sua famiglia. Infatti, il primo approccio è quello dell’affido diurno, dove il bambino frequenta per alcune ore la famiglia affidataria, per poi tornare a casa. Lì dove non ci sono situazioni pregiudizievoli. L’affidamento familiare, infatti, presuppone la possibilità di recupero della famiglia di origine del minore, in modo da consentirgli il rientro a casa, superata la condizione di problematicità che ne ha determinato l’allontanamento”.
La legge che regola l’affido, è la 184 del 1983 sulle adozioni. Sono beneficiari del servizio di affido familiare i minori da 0 a 18 anni, italiani, stranieri residenti e stranieri non accompagnati che si trovino in stato di carenza o mancanza di cure familiari, per temporanea impossibilità o incapacità di chi esercita la potestà genitoriale di soddisfare i loro bisogni.
“L’attività di sensibilizzazione dell’affido, rispetto all’adozione è diversa perché la difficoltà risiede nelle prospettive della famiglia che si appresta al servizio – ha concluso l’assessora -. C’è stata una buona risposta anche nel promuovere l’affido stesso e i numeri potrebbero ulteriormente aumentare e siamo fiduciosi per questo. Logicamente sulla questione c’è sempre il Tribunale dei Minori di Bari che deve fare le giuste e necessarie valutazioni”.
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