“I bruchi sono lenti e spesso in tanti, camminiamo insieme e uniti, e alla fine trasformiamoci in farfalle. Così speriamo di trasformare anche parte del mondo”.
Così John Mpaliza spiega a l'Attacco il perché del nome “Marcia dei bruchi”, il corteo per la pace, per i diritti umani e per la giustizia svoltosi a Cerignola il pomeriggio del primo marzo.
Mpaliza, soprannominato ‘peace walking man’, è cittadino italiano di origine congolese che dal 2014 è attivista a tempo pieno: “Le marce per la pace sono molto importanti, ma bisogna dare loro un senso - afferma - Per incidere, occorre andare dove ci sono i giovani. Cammino con loro che prima hanno lavorato con i docenti sul tema dei diritti o su temi che toccano il loro territorio. Poi il lavoro continua a scuola. Quindi c'è un percorso educativo che non si ferma quando la marcia termina”.
Maggiori dettagli sull’edizione cartacea de l’Attacco di domani.
Giovanni Soldano
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