A Palazzo Dogana a Foggia 14 comuni di Capitanata hanno sottoscritto la Carta Etica dei Divari e delle Discriminazioni di Genere nello Sport: Foggia, Accadia, Alberona, Ascoli Satriano, Bovino, Cerignola, Deliceto, Manfredonia, Ordona, Peschici, Pietramontecorvino, San Severo, Serracapriola e Vieste. I saluti istituzionali sono stati affidati al presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, al sindaco di Foggia Maria Aida Episcopo e ad altre autorevoli figure del mondo accademico e sportivo. L’iniziativa è stata organizzata dalla Provincia di Foggia e dall’ Università di Foggia con la collaborazione del Soroptmist International Club di Foggia. Sono intervenuti Adriana Macchi presidente Nazionale del Soroptimist, Elisabetta Checchia presidente del Soropmist di Foggia, Domenico Di Molfetta assessore allo sport del Comune di Foggia, Francesca Rondinone della giunta regionale del Coni e le atlete olimpioniche Martina Criscio e Veronica Inglese.
La convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne venne già adottata dalle Nazioni Unite a New York il 18 dicembre ‘79 e ratificata dalla legge n. 132 del 14 marzo 1985 che sancisce che lo sport è un diritto per tutti senza distinzioni di genere. Anche in Italia successivamente è nata la Carta dei diritti: il progetto nazionale Donne e Sport, Soropmist International d’Italia in collaborazione con Assist (Associazione Nazionale Atlete) promuove la Carta Etica dello sport femminile. Elaborata da Assist ed aggiornata nel ‘23, nasce per la tutela dei diritti delle atlete e si prefigge come obiettivi la sensibilizzazione sui temi riguardanti le pari opportunità e i diritti nello sport, l’utilizzo di un linguaggio di genere inclusivo e la promozione della cultura sportiva in generale.
Un testo nel quale viene riconosciuto il valore universale dello sport e del rispetto, sottolineando l’importanza della pratica sportiva femminile sin dalla prima infanzia, senza interruzioni, abbandoni o allontanamenti, determinati dalla discriminazione di genere. Si chiede di garantire nel territorio la presenza di strutture e spazi idonei. Nei contenuti della Carta l’impegno riguarda anche la prevenzione e il contrasto a molestie e abusi nell’ambito sportivo grazie a progetti di sensibilizzazione e comunicazione, in rete con le istituzioni pubbliche e le associazioni, promuovendo percorsi culturali e formativi per lo sviluppo di processi culturali volti ad una maggiore inclusione in ambito sportivo.
Il testo base della Carta prevede articoli in cui si afferma, da un lato il diritto delle bambine a praticare qualsiasi tipo di disciplina sportiva, dall’ altro il compito delle istituzioni di impegnarsi a sostenere politiche, iniziative e progetti che mirano alla prevenzione di abusi e molestie in ambito sportivo, oltre al contrasto di ogni stereotipo, pregiudizio, sessismo e bullismo. Un documento che non si limita ad essere solo una dichiarazione di intenzioni, ma a fornire meccanismi operativi che potranno garantire una reale applicazione di tutti i principi previsti, fornendo un supporto per tutti gli aspetti pratici.
A partire dall’indicazione per l’utilizzo degli impianti sportivi, per la raccolta dei dati, un efficace sistema di comunicazione, garantire un sostegno in toto alle atlete e la valutazione di tutti i risultati conseguiti. Viene chiesto a gran voce a tutte le Amministrazioni locali di adottare la Carta dei diritti e di applicare tutti i principi elencati per contribuire a creare e garantire una comunità più inclusiva, attenta per evitare qualsiasi forma di discriminazione, contribuendo così alla creazione di una cultura del rispetto, grazie alla quale potranno trovare piena applicazione e si potranno realizzare le pari opportunità.
La sottoscrizione della Carta è il primo passo verso una nuova era dello sport, affinché si possa attuare il suo principio fondamentale di correttezza e lealtà. L’auspicio ora è che tale sottoscrizione sia di auspicio per la Capitanata affinchè si abbia uno sport più equo e senza distinzioni di alcun genere, e che diventi esempio imitato in tutti gli ambiti.
Come spiegato da Elisabetta Checchia, l’iniziativa mira a promuovere il coinvolgimento femminile nello sport, sia a livello agonistico che amatoriale, sin dalla prima infanzia: “È fondamentale assicurare che le ragazze possano praticare sport senza interruzioni, abbandoni o allontanamenti dovuti a discriminazioni di genere”, ha sottolineato Cecchia. “La Carta Etica è un impegno concreto delle amministrazioni a sviluppare politiche che valorizzino la parità di genere”.
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