L’atletica a Foggia è ormai un movimento in evidente ascesa. Qualcosa di simile la si era vista a cavallo degli anni ‘80 sotto la spinta propulsiva dell’indimenticato professor Luigi Colella e dei suoi collaboratori. Ora da qualche anno si sta assistendo ad una vera e propria rinascita. Dettata da una nuova visione della disciplina che sta cominciando a dare i suoi frutti. Come confermano i numerosi progetti promossi dalla Fidal che hanno attecchito nel territorio. Capofila di un movimento che anche sotto il profilo dei praticanti è in crescita esponenziale è l’US Foggia, ma sono diverse le realtà che sempre con maggiore frequenza salgono agli onori della cronaca, come i Podisti di Capitanata, l’Atletica Studentesca, l’Atletica Murialdo e l’Asd Tridente: “L’atletica a Foggia ma anche in provincia sta attraversando davvero un bel momento - commenta il direttore tecnico dell’US Foggia e consigliere provinciale Fidal Davide Colella -. Molte società che un tempo facevano solo attività a livello amatoriale, adesso hanno scoperto l’importanza dell’attività giovanile e si sono adeguate”.
Certo l’effetto-Tokyo ‘21 ha giocato un ruolo tutt’altro che marginale, le 5 medaglie alle ultime Olimpiadi e le 4 conquistate ai Mondiali di Glasgow (risultati impensabili soltanto fino a poco tempo fa) hanno dato grande slancio e visibilità alla disciplina, favorendone la pratica. La conferma arriva direttamente dal neo assessore allo Sport del Comune di Foggia Domenico Di Molfetta, che è anche consigliere nazionale della Federazione e che, in qualità di tecnico del settore lanci, ha fatto parte della spedizione azzurra in ben quattro edizioni dei Giochi olimpici: “È innegabile che questi risultati abbiano segnato il rilancio in grande stila dell’atletica - conferma -. Ma una grande mano, sembrerà paradossale, l’ha data anche il Covid-19, perché durante la pandemia gli unici sport che potevano essere praticati erano quelli all’aperto, il che ha generato un grande afflusso di ragazzi alla pratica, molti dei quali poi hanno deciso di proseguire nel percorso grazie alla bravura dei nostri tecnici. E così ora abbiamo il Mondelli-Colella di via Ascoli che pullula di atleti. È davvero piacevole andare al campo-scuola e vedere così tanti ragazzi che lo frequentano”.
Fra loro c’è sicuramente chi ha cominciato per gioco, e chi invece si è posto dei traguardi. Gli esempi da imitare di certo non mancano: a partire da Antonella Bevilacqua che nel salto in alto ha partecipato ai Giochi di Barcellona del ‘92 ed Atlanta del ‘96. Senza dimenticare Pippo Troito (fra i primi a vestire la maglia azzurra), Luigi Di Tuccio (che ha indossato la maglia della nazionale ai massimi livelli), Pietro Musci (più volte campione italiano junior nel lancio del giavellotto) ed Antonio Colella (nazionale azzurro nel salto con l’asta e campione italiano con i suoi 5,53m) figlio di Luigi (l’allenatore di tutti) e fratello di Davide Colella: “A Foggia abbiamo diversi atleti che in prospettiva potrebbero arrivare a vestire la maglia azzurra a livello assoluto - conferma il direttre tecnico dell’US Foggia -. Vincere una medaglia alle Olimpiadi nell’atletica non è mai successo a nessun foggiano, arrivare un giorno sul podio in una competizione Internazionale chissà. L’atletica è uno sport individuale, e bisogna innanzitutto essere in grado di superare i propri limiti”.
Come? “Con pazienza, perseveranza, spirito di sacrificio e la giusta consapevolezza che il risultato si costruisce allenamento dopo allenamento - chiosa Di Molfetta -. E poi serve la grande capacità del tecnico che deve possedere le competenze idonee per far crescere l’astleta. Foggia sotto questo punto di vista non difetta affatto”. Non è un caso che, tra i 100 tecnici scelti a livello nazionale per il progetto “Progetto Pista, Tecnici Talento” promosso dalla Federazione, sono in tutto sei i foggiani prescelti: “Questo è indice di grande qualità - osserva l’assessore allo Sport -. Il binomio atleta-tecnico non si può scindere. Nuovi talenti crescono solo se ci sono tecnici competenti, grazie ai quali diventeranno degli atleti con la A maiuscola”.
Insomma, sognare è lecito in Capitanata. Passo dopo passo, competizione dopo competizione, senza perdere di vista i riferimenti mirati ed immediati che un atleta dovrebbe sempre avere. E chissà che, grazie anche al ‘consorzio di società’ che vede in campo la sinergia fra la Murialdo, l’Atletica Tridente e l’Atletica Giovanile di Stinco che convogliano tutte le proprie attività di base nell’US Foggia, in un domani nemmeno troppo lontano non possa sbocciare il prossimo talento dauno che possa ambire ad una Olimpiade: “Significherebbe toccare il cielo con un dito - riflette Di Molfetta -. Arrivarci non è facile, per gli atleti è un percorso con un indice di difficoltà elevatissimo. Idee intelligenti come quella del consorzio di società possono aiutare a raggiungere certi risultati lavorando di squadra. Ora abbiamo giovanissimi atleti su cui poter lavorare come Martina Lukaszek, arrivata seconda agli ultimi Campionati italiani nel lancio del disco. Ma anche su altri prospetti come i saltatori di Davide Colella, i velocisti di Elisabetta Silvestris o appunto i lanciatori di Ivano del Grosso si può sicuramente investire”.
È un percorso lungo, certo, ma facendo leva su basi solide si può coltivare la speranza di potercela fare: “Siamo molto contenti perché a livello generale stiamo attraversando un bel momento - conclude Colella -. Le famiglie ci supportano e sono contente che i lori figli possano vivere certe esperienze ed aspirare a qualcosa d’importante. Vedere tanti atleti allenarsi al campo con i nostri istruttori mi inorgoglisce tantissimo, è una bellissima sensazione. Ecco, la forza dell’US Foggia è avere nei propri ranghi tecnici ed istruttori formatisi nel tempo. Ma c’è tutto un fermento che mi fa essere molto ottimista”.
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