Aniello e i suoi primi 70 anni, l'altra faccia dei... Casillo

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DiciCasillo, ed istintivamente pensi aPasquale, l'exre del granoche ha fatto delFoggiauna favola senza tempo. E che pure se n'è andato ormai circa un anno fa dimenticato da tutti. O quasi. DiCasillo, però, non ce n'è uno solo... Con lui negli anni ruggenti che portarono il suoGruppoa diventare leader nel mondo del settore cerealicolo c'era ancheAniello, che proprio martedì scorso ha raggiunto un importante traguardo:70 anni, portati splendidamente, qualche piccolo acciacco a parte. L'evento non è passato inosservato, e sui social la ricorrenza è stata immortalata in alcuni scatti (sottratti da qualche profilo) che hanno finito con il fare il giro del web. Un bel quadretto di famiglia, che inevitabilmente ha riportato indietro nel tempo: a circa30 anni fa, per la precisione, quando ilFoggiaveleggiava inA e Zemanlandiafuroreggiava.Per una data così importante non potevano mancare ovviamente gli amici di sempre, quelli che nel bene e nel male sono rimasti sempre fedeli alla famigliaCasillo. Così a distanza di un paio di settimane, attorno ad una torta, riecco apparireZdenek Zeman, che daRomasi è precipitato per riabbracciare l'amico e confidente di sempre, l'unico per il quale non ha mai lesinato sacrifici. Con loro, e con il primogenitoGennaro, anche il fidoFranco Altamura, uno dei pochissimi a potersi vantare di rientrare nella ristrettissima cerchia di amici diAniello Casillo.Per comprendere però fino in fondo la natura particolarissima del legame che unisceSdengoadAniello, bisogna risalire a quell'1 luglio del 1994, giorno in cuiZemandi buonora metteva piede aNapoli. Il calcio, una volta tanto, non c'entrava nulla con quell'inatteso blitz. Era infatti una singolarissima vicenda umana che quel giorno prendeva il sopravvento. In compagnia dell'inseparabileAniello, in assoluto anonimato in prima serata poteva finalmente riabbracciare ilPresidentedopo due mesi di forzata lontananza.Zemanormai non era più sulla panchina delFoggia, c'era già laLazionel suo futuro, eppure il cuore gli diceva che ancora non era arrivato il momento di voltare definitivamente pagina. Aveva prima un debito morale dal saldare. IlFoggiadopo latournèèinMacedoniaeSvizzerasi era dato appuntamento ametà luglioper la ripresa. La città si era già tuffata da tempo nel clima vacanziero dell'estate. Lui no. Le spiagge diMondellopotevano attendere, c'erano due dei tre amici più cari da risollevare nello spirito.Aniello Casilloaveva appena fatto ritorno a casa,Pasqualenon ancora. Dal21 aprileera rimasto solo coi suoi pensieri. EZemansentiva di dover aspettare. "Quello che ha fatto per me in quei giorni non potrò mai dimenticarlo - ricorderà successivamenteAniello Casillo-. Ero sfibrato, avevo bisogno di un sostegno morale particolare. ConSdengobastava un cenno per intendersi. Quando due amici veri come noi si aiutano reciprocamente è più facile trovare la forza per non abbattersi.Zemannon mi ha mai lasciato un attimo da solo. Durante gli arresti domiciliari mi ha fatto capire quanto sia importante avere al fianco una persona cara. Arrivava a casa di buon mattino, e mi regalava il suo conforto, mi lasciava solo all'ora di pranzo. Ma alle due del pomeriggio era di nuovo con me. Si presentava dietro la porta e diceva: allora, questo caffè è pronto o no?".Zemancon l'amico fraterno mascherava abilmente tutta l'amarezza del momento, in realtà era un uomo avvilito. Dirà in quel triste21 aprile, in cui i guai per la famigliaCasilloavevano inizio: "E' il giorno più doloroso della mia vita". Parole dettate dal cuore e da un senso di solitudine che in quei momenti prendevano ad assalirlo: "Spero che questa assurda vicenda si chiarisca quanto prima, ma al linciaggio morale al quale stanno sottoponendoPasquale ed Anielloci sarà mai rimedio?".Ecco perché quando quell'1 luglioAniellolo metterà al corrente della possibilità di incontrare il fratello,Zemannon esiterà un istante a dare la propria disponibilità: "Mi ero raccomandato che nessuno venisse a prendermi - racconterà successivamentePasquale Casillo-. Tutt'al più mi sarei aspettato la presenza di mio fratello. In sua compagnia, invece, con mia grande sorpresa, trovaiSdengo. Potete immaginare la mia commozione. E tu che ci fai qui, gli dissi? E lui:Presidentenon potevo mai andare via senza prima riabbracciarla".Zemansi comportava così: aPasqualedava del "voi", adAnielloil "tu". Perché fra i due c'era confidenza e complicità. Prerogative che li hanno sempre accompagnati in tutti questi anni. Un'amicizia sopra ogni cosa. E senza tempo.Aniello e Pasquale, fianco a fianco, avrebbero messo su l'impero che li porterà ad essere proprietari di bencinquantotto società, e che quel maledetto21 aprile del 1994, data del suo arresto, avrebbe cominciato a scricchiolare. Quel giornoPasquale Casilloaveva46 anni, ed il suoFoggiastava lottando per entrare inCoppa Uefa: il fatturato delGruppo era di 2.300 miliardidi vecchie lire, una cifra che lo poneva tra i più importanti gruppi industriali del Paese.Sedici anni più tardi, nell'estate del2010, ilFoggiatornava a riunireZemane la famigliaCasillo. Nel frattempo però il feeling fra i due fratelli si era inceppato,Pasqualesi riprendeva il bastone di comando della navicella rossonera, e nostalgicamente ripartiva ancora daSdengo. Che accettava la scommessa anche con un intimo desiderio da realizzare: riavvicinare i due fratelli. Che dopo la bufera giudiziaria che li aveva travolti, si erano allontanati.Aniellovivrà a distanza larentrèediPasquale, senza una partecipazione diretta nelle vicende rossonere. Ma con il trasporto di sempre. La nuova mission diZemanera chiara: rilanciare ilFoggia, piombato nelle secche dellaC, avvalendosi delle felici intuizioni diPeppinoPavone, e creare le premesse per un riappacificamento fra i due litiganti. Che ormai erano divisi su due sponde. Ci proverà in tutti i modi in quella stagione il boemo a ricucire il rapporto, ma ogni voltaPasqualealzerà un muro invalicabile: "Pensa ai fatti tuoi, ai miei ci penso io", gli ripeterà a muso duro e in più occasioni l'ex re del grano. L'ultimo tentativo lo effettuerà l'ultimo giorno di permanenza aFoggia, quando ormai le valigie erano già pronte ed era sul punto di direbye-bye. Aveva appena annunciato che non se la sentiva di continuare e che toglieva il disturbo, aveva capito che il suoFoggia-terera ai titoli di coda e che non c'erano i presupposti per pensare in grande. Si vocifera che quel giorno, prima di imboccare l'autostrada con direzioneRoma, fece una telefonata adAltamura, nella quale si limitò a dire: "Se ci ripensa e torna sui suoi passi, giro la macchina e torno indietro". Il riferimento, ovviamente era aPasqualeed alla sua cocciutaggine: era l'ultima carta che si giocavaSdengo, che aveva sempre sperato di rivederli ancora assieme i due fratelli. Uno al fianco dell'altro. Come ai bei tempi.Zeman ed Altamurache circondano con l'affetto di sempreAniellonel giorno in cui spegne le sue prime70 candelineè una stretta al cuore.Chissà se da lassù donPasqualeavrà approvato%u2026
Pino Autunno

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testatina dillo al direttore WEB

 

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