Una lunga storia d'amore, tutto nacque nell'anno di grazia 1986 ed all'epoca fra i due fratelli c'era feeling

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E' l'estate del 1986. In grave affanno economico, divorati dai debiti e con l'azienda sull'orlo del fallimento,Lioce ed il cugino Romeosono costretti a farsi da parte, rimettendoci sull'unghia qualcosa come sei miliardi.E' in quel frangente che sulla scena locale si affacciano due imprenditori diSan Giuseppe Vesuviano, i fratelliPasquale ed Aniello Casillo, ormai da anni trapiantati aFoggiadove, sotto la guida del padreGennaro, hanno avviato la prepotente scalata al successo. Operano nel settore cerealicolo e li accomuna la passione per il calcio.Pasqualegià durante la gestioneFesceaveva rivestito la carica di consigliere, ma ora con il fratello vuole impossessarsi del bastone di comando. Rilevare il pacchetto azionario di maggioranza è un'operazione complessa, c'è in particolare da superare la concorrenza di altri gruppi che da tempo hanno fiutato l'affare-Foggia. Alla fine però sono proprio loro, i re del grano, ad accaparrarsi la poltrona più ambita. E' l'alba del3 settembre.Aniellosale alla presidenza,Pasqualealmeno inizialmente preferisce restare dietro le quinte, anche se fin dal primo momento è lui a muovere i fili dell'ingranaggio rossonero.Rifondare è la parola d'ordine che sottintende il progetto di rilancio.Superare la diffidenza di una piazza e di una tifoseria sfibrata dalle ultime contraddittorie vicende; trovare un assetto manageriale e finalmente stabile per un'azienda depauperata dall'ultima sconcertante gestione; rivitalizzare il patrimonio tecnico a disposizione: sono questi i capisaldi del nuovo corso.In uno scenario dalle tinte indefinite si aggiungono le vicende del calcio scommesse, che in casa rossonera avranno pesanti ripercussioni. Sotto inchiesta a giugno finisceBarletta-Foggia, l'accusa infamante è di aver addomesticato la gara. LaDisciplinareusa la mano pesante, ilprimo verdetto è impietoso: retrocessione in C/2. Il ricorso allaCafevita alFoggiail28 agosto l'onta della retrocessione, non la penalizzazione dei 5 punti da scontare nella stagione che va a cominciare. I vertici rossoneri fronteggiano l'emergenza con grande acume, il piano di rilancio è già in corso quando daFirenzegiunge il primo verdetto. Il neo-consulente tecnicoPeppino Pavoneè l'uomo a cui si affidano i fratelliCasilloper uscire dal tunnel.Pavoneha appena concluso nellaCavesela sua attività agonistica, e si accinge a cimentarsi dietro la scrivania dove cerca di capitalizzare le sue indiscutibili qualità di talent-scout. Innamorato di un calcio propositivo, individua inZdenek Zemanil tecnico in grado di assecondare le sue idee. Il boemo arriva dalla lontanaLicata, dove si è costruito la fama di allenatore di stampo moderno con un unico credo: il lavoro. Le tormentate vicende del calcio-scommesse inizialmente rallentano il processo di rinnovamento, in agosto per il ritiro diCampo Turesparte una squadra ancora incompleta. Si attendono con impazienza le decisioni della Disciplinare per saper quale destino attende i rossoneri: a fine agosto suFoggiaritorna il sereno, il ripescaggio inC/1pur se con la penalizzazione è la spinta decisiva verso un futuro meno nebuloso.Pavonechiude quelle trattative avviate già da tempo, e per l'inizio di campionato ilFoggiasi presenta con le carte in regola per non sfigurare. Il-5 di partenzaè un fardello che con il passare delle giornate pesa sempre di meno sui monelli diZeman, ben presto il ritardo accumulato in classifica viene ridotto ai minimi termini, ilFoggiadei giovani che pratica un calcio offensivo si appresta a diventare la più lieta sorpresa della stagione. Gli elogi che piovono copiosi sullaZeman-bandcontagiano anche una piazza fino a quel momento piuttosto tiepida nei riguardi della propria squadra. In dicembre l'arrivo della capolistaBarlettafa registrare alloZaccheriail pubblico delle grandi occasioni: sotto didue golad inizio di ripresa, e dopo aver addirittura fallito un calcio di rigore, il Foggia si inventa unaclamorosa rimontache fa scattare la molla dell'entusiasmo. E' questa la domenica della definitiva riconciliazione con il pubblico amico, che finalmente sa di poter contare su un gruppo e su di un allenatore che non tradiranno le loro attese.Le imprese del piccoloFoggia di Zemanfanno il giro d'Italia, di questo allenatore taciturno ma carismatico cominciano ad accorgersi anche i club più titolati. In particolare ilParma di Ceresini, che sta per avviare il dopo-Sacchi. Casillofiuta che il rischio di perdere l'uomo del "Rinascimento" del calcio foggiano è concreto, per questo a più riprese invitaZemana rinnovare contratto. Il boemo però prende tempo. Il valzer va avanti fino ad aprile quando, dopo la sonante cinquina patita aCosenza, si registra un clamoroso colpo di scena.Pasquale Casillo, appreso dell'incontro segretoavvenuto fraZeman e Sogliano a Parma, rompe gli indugi e licenzia il suo allenatore.Zemanci resta di stucco, il suo distacco daFoggiasarà doloroso. Dalle telecamere di una emittente televisiva locale il giorno successivo il licenziamento per la prima volta il boemo si lascerà cogliere dalla commozione: "Vado via con la morte nel cuore, ma le pietre a mia moglie ed ai miei figli a scuola non posso proprio accettarle...".Toccherà aRoberto Balestri, tecnico dellaPrimavera, portare a compimento l'operazione-salvezza avviata dal suo predecessore. IlFoggiachiude la stagione in scioltezza piazzandosi all'ottavo posto a 35 punti. Ma senza quella penalizzazione iniziale sarebbe addirittura salito fino alterzo posto in classifica.Zeman ed il Foggiasi lasciavano sul più bello, ma presto si ritroveranno. Per riscrivere assieme la storia rossonera.
Pino Autunno

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