Zeman, cose (quasi) mai viste prima a Foggia

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C’è chi storce il muso, e si dice insoddisfatto. Normale che sia così, quando di mezzo c’è uno come Zeman che è sinonimo di calcio-champagne con annessi e connessi.

Il suo Foggia però è ancora un abbozzo, i suoi concetti in campo appena accennati. E la critica, dunque, è normale che non sia tenera col boemo quando siamo ormai giunti al giro di boa.
Poi però ci sono i numeri. Che sono la cartina di tornasole di una stagione, e come per incanto i giudizi non possono che mutare. Perché delle otto annate finora vissute sotto questo cielo dal tecnico di Praga, l’attuale è (quasi) la migliore in assoluto.
Fa eccezione solo quella dell’anno di grazia 1990-91, che sotto certi versi resta inarrivabile perché oltre che a coincidere con il ritorno in A fu un condensato di record.
Che sia Serie A, B, o C la sostanza non cambia, questo è il Foggia che per rendimento dopo 17 giornate non ha eguali: 28 punti (tanti quanti ne ha conquistati sul campo, al netto del -4 inflitto dalla giustizia sportiva) restano un limite pressochè invalicabile.

E allora le opinioni lasciano il tempo che trovano, perchè mal si coniugano con quanto fatto fino ad oggi da Curcio e compagni.
Dunque, a due giornate dal giro di boa i rossoneri sono ottavi in compagnia del Taranto con 24 punti.

Ma in realtà senza la penalizzazione sarebbero quinti al fianco di quel Catanzaro dal quale hanno appena incassato il terzo ko stagionale. Lo score complessivo al momento parla di 7 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte per 27 gol fatti e 18 subìti.
Cose (quasi) mai viste da queste parti, Zeman infatti non era mai partito così bene nelle precedenti sette esperienze sulla panchina rossonera.

Al suo esordio alla guida del Foggia ormai 35 anni fa, nella stagione di C 1986/87, dopo 17 turni contava 6 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte. Con la regola dei 3 punti a vittoria (che all’epoca ancora non esisteva) avrebbe toccato quota 25. Da notare anche come in quella sua prima annata, il boemo faticava a segnare con continuità (solo 12 reti all’attivo dopo il girone di andata), ma in compenso subiva ancora meno (10 gol).

Andarono decisamente peggio le cose nel torneo di B 1989/90, quando Zdenek Zeman rimise il naso a Foggia per la prima volta: bottino di 5 vittorie, 2 pareggi e addirittura 10 sconfitte che equivarrebbero ad appena 17 punti. In realtà ne furono 12, la squadra alla fine del girone di andata viaggiava sul fondo della classifica, prima dell’improvviso risveglio che nella seconda parte della stagione l’avrebbe portata a conclusione di una straordinaria rimonta a gravitare in zona-promozione.
L’anno seguente il Dream Team a briglie sciolte dopo 17 turni aveva inanellato 11 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, che oggi frutterebbero addirittura 35 punti. Con 34 reti all’attivo e 13 subìte.

E’ questo il punto più alto toccato dal boemo sulla panchina del Foggia nella prima parte di annata. Mai più gli è riuscito di fare meglio.
Nel primo torneo di A, infatti, ecco 6 vittorie, 5 pari e 6 sconfitte per 25 gol fatti e 25 subìti. In totale (sempre secondo la regola dei 3 punti a vittoria) fanno quota 23. Meno performante il rendimento nelle due successive stagioni in massima serie: nel 1992/93 furono 6 i successi, 4 i pari e 7 le sconfitte (21 gol fatti e 29 al passivo) per complessivi 22 punti. Nel ‘93-94, invece, 19 punti totalizzati a fronte di sole 3 vittorie, ben 10 pareggi e 4 sconfitte (in perfetto equilibrio gol fatti e subiti: 20).
Neppure nel 2010/11, in quello che è stato il suo terzo ritorno a Foggia, l’avvio di torneo in serie C (o meglio Prima Divisione, come si chiamava la terza serie), per il boemo era stato prolifico in fatto di punti quanto quello attuale.
Dopo 17 partite v’erano state infatti sì 7 vittorie come finora, ma controbilanciate da altrettante sconfitte; mentre i pareggi ammontavano complessivamente a 3.

In classifica, dunque, il Foggia sommava 24 punti, anche se successivamente ne avrebbe scontati due di penalizzazione.
Ne deriva, dunque, che almeno dal punto di vista dei risultati a Zeman finora si possa rimproverare davvero poco.
La squadra, che non è di primissima scelta, sta facendo del suo meglio, l‘ultima sconfitta di Catanzaro è giunta dopo 8 gare utili che hanno fruttato 16 punti.
E dovesse essere confermata la tendenza che vuole le formazioni del boemo venire fuori in primavera alla distanza, allora non è da escludere che quella in corso resti davvero una annata dop.
A denominazione di origine protetta.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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