Un attaccante, innanzitutto. Che sia l’alter ego di Alexis Ferrante lì davanti. E che sia in grado, all’occorrenza, di giocare anche sul versante destro d’attacco.
In attesa che recuperino la piena integrità fisica i lungodegenti Merola e Di Grazia. Sui quali Zeman punta molto nella seconda parte della stagione.
Sarà questo il primo obiettivo che il Foggia si porrà nella finestra del mercato di riparazione di gennaio, dopo che la bocciatura di Vittorio Vigolo può considerarsi scontata.
Il giovane attaccante ex scuola Milan è ancora troppo acerbo per la categoria ed è destinato a cambiare aria, il ds Pavone gli troverà un’altra sistemazione, e nel frattempo proverà a colmare la casella vacante. Si cerca un giocatore le cui caratteristiche ovviamente siano funzionali al gioco di Zeman, una prima punta di movimento che attacchi la profondità e che sia in grado di svariare su tutto il fronte d’attacco.
Il nome? Top secret, pare però non si tratti del tanto gettonato Peralta, e che sia nella lista che il boemo ha consegnato nelle mani del suo ds fin dai primi giorni di dicembre: sarebbe una cosiddetta prima scelta che Pavone avrebbe anche direttamente contattato senza tuttavia aver ricevuto risposta affermativa.
Almeno per il momento. Servirebbe alzare la posta, visto che il giocatore milita in B e avrebbe dunque un ingaggio piuttosto oneroso per la categoria.
Quello dell’attaccante sarebbe uno dei due sforzi economici che il patron dovrebbe fare a stretto giro per venire incontro alle richieste del suo allenatore. Che, com’è noto, non si è detto mai soddisfatto di come il club ha operato in estate nell’allestimento dell’organico, e che di fronte ad un inatteso slancio di generosità del suo presidente (che viceversa finora non ha brillato quando si è trattato di aprire i cordoni della borsa) potrebbe cominciare seriamente a pensare di restare al suo posto anche per la prossima stagione.
L’altro sacrificio da compiere riguarda un centrocampista di spessore che occorre inserire con urgenza nello scacchiere. Ed anche in questo caso Zeman avrebbe consegnato nelle mani di Peppino Pavone la lista della spesa. Con tanto di nomi e cognomi: per far lievitare il tasso tecnico del reparto servirebbe un giocatore eclettico e dalle spiccate propensioni offensive, che ad oggi il Foggia non ha in organico.
Perché nè Petermann, nè Maselli, nè tanto meno Rocca, Gallo, Garofalo, Rizzo Pinna o Ballarini ad oggi hanno mostrato di poter sopperire ad una lacuna che di fatto non è stata mai colmata.
C’è un nome che circola nelle ultime ore che sembrerebbe fare al caso, e che già infiamma la fantasia dei tifosi: è quello di Francesco Deli, attualmente in forza alla Cremonese in B, e che in rossonero cinque stagioni fa con Stroppa in panchina conquistò la promozione in B. Il 27enne fantasista romano in grigiorosso sta trovando sempre meno spazio, il tecnico Fabio Pecchia non lo vede e lo ha relegato ai margini del progetto (appena 7 presenze finora), al punto che il giocatore sarebbe tentato di vagliare qualche altra proposta.
Il Foggia un pensierino ce lo starebbe pure facendo, anche se si tratta di un profilo fuori portata per le casse sociali, atteso che Deli guadagna oltre 200mila euro all’anno, evidentemente troppi per il club di Viale Ofanto. Che forse un investimento sul giocatore lo farebbe pure, a patto e condizione però di accaparrarselo a titolo definitivo.
Non certo in prestito, com’è più probabile che la Cremonese sia disposta a cederlo.
Solo un’idea bislacca allora quella legata all’eventuale ritorno di Deli in rossonero?
Fino ad un certo punto, per quanto proprio il ds Pavone abbia escluso che il giocatore possa rientrare nei piani del Foggia per via del suo consistente ingaggio.
La palla adesso passa nelle mani della società e del presidente Nicola Canonico che è chiamato a fare le valutazioni del caso e a stabilire se sia il caso o meno di puntare su un elemento che di sicuro innalzerebbe il tasso tecnico della squadra e d’incanto risolverebbe qualche problema a Zeman, visto che il giocatore ha anche una certa confidenza con il gol.
Caratteristica quest’ultima piuttosto desueta negli altri centrocampisti attualmente in organico.
Deli sì, Deli no, mentre il patron sfoglia la margherita Pavone nel frattempo si guarda attorno e segue altre piste.
Perchè a prescindere su chi poi ricadrà la scelta il Foggia comunque dovrà provare a puntellare il reparto.
Certo arrivasse alla fine Deli il discorso cambierebbe, perché a quel punto si tratterebbe di un segnale inequivocabile che andrebbe nella direzione della riconferma di Zeman anche per la prossima stagione.
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