La seconda e la terza giornata di ritorno in Serie C sono state rinviate (a febbraio) a causa del Covid-19.
L’esordio del Foggia nel 2022 avverrà, dunque, domenica 23 gennaio (a meno di ripensamenti da parte della Lega): Ferrante e compagni saranno di scena allo Zaccheria contro il Latina. Dopo la restituzione di due dei quattro punti di penalizzazione, la squadra rossonera è risalita in classifica all’ottavo posto, toccando quota 31.
Fin qui – almeno sul piano dei risultati – Zeman e i suoi ragazzi hanno rispettato i programmi societari (non troppo ambiziosi, in verità). C’è ora il mercato (cosiddetto) di riparazione, apertosi lunedì scorso, che potrebbe invogliare Canonico a rinforzare adeguatamente la “rosa”, in modo da renderla più competitiva anche in prospettiva play-off (non si sa mai…). La fiducia in una seconda parte di stagione migliore della prima (che resta, comunque, soddisfacente), poggia anche sulla storia sportiva del maestro di Praga. Quasi sempre, infatti, le sue squadre hanno performato meglio nel girone di ritorno (rispetto a quello di andata). Lo sa bene chi ricorda come siano andate le cose, da queste parti, con Zeman in panchina.
STAGIONE 1986-87 (Andata: 18 p. / Ritorno: 22 p.) – Al suo esordio alla guida della squadra rossonera (35 stagioni fa, in Serie C1), Zeman conquistò sul campo 18 punti (la vittoria, a quel tempo, non era ancora premiata con i 3 punti) nelle 17 gare iniziali ovvero nella prima metà di torneo. Quel Foggia, partito con una penalizzazione di 5 punti, concluse il campionato all’ottavo posto toccando quota 35. Fu decisamente più brillante nella seconda metà di torneo. Infatti nel ritorno mise insieme 22 punti (solo Catanzaro e Barletta – che, non a caso, furono promosse – seppero fare meglio). Zeman, però, non arrivò al termine della stagione. Fu esonerato quando i fratelli Casillo (Aniello e Pasquale, proprietari del club) capirono che il tecnico di Praga non avrebbe rinnovato il contratto col Foggia (lo attendeva, infatti, il Parma di Ceresini che stava per avviare il dopo-Sacchi). Al suo posto, nelle ultime 7 giornate di campionato, andò in panchina Roberto Balestri, allenatore della Primavera.
STAGIONE 1989-90 (Andata: 14 p. / Ritorno: 25 p.) – Al suo (primo) ritorno a Foggia, Zeman trovò la squadra in Serie B (portatavi da Caramanno). Le cose non andarono bene, all’inizio. Al termine del girone di andata, il neopromosso Foggia si ritrovò terzultimo (in compagnia del Barletta) con appena 14 punti (davanti solo a Catanzaro e Como che sarebbero alla fine retrocessi). La panchina di Zeman traballò non poco. Fu Beppe Signori ad evitare l’esonero, realizzando a Monza (a 20’ dalla fine) il gol del pareggio (1-1) nell’ultima sfida del 1989 (il 30 dicembre). Ma nel girone di ritorno il Foggia ebbe una metamorfosi degna del miglior Kafka: mise insieme ben 25 punti. Solo il Torino di Fascetti (vincitore del torneo) riuscì a far meglio. Quella squadra concluse all’ottavo posto, dopo aver sognato – ad un certo punto – persino la promozione (che, oltre al Torino, conquistarono Pisa, Cagliari e Parma).
STAGIONE 1990-91 (Andata: 25 p. / Ritorno: 26 p.) – Nel secondo campionato di B Zeman e i suoi ragazzi (fra i quali Baiano, Signori e Rambaudi) fecero una cavalcata trionfale. Chiusero a quota 51 con 6 lunghezze di distacco sulla più immediata inseguitrice (il Verona, che precedette in classifica la Cremonese e l’Ascoli: tutte promosse in A col Foggia): 25 punti nel girone di andata (concluso con 3 lunghezze di vantaggio su Lucchese, Messina e Reggiana), 26 in quello di ritorno (2 in più del Verona). Ancora una volta – sia pur di poco (un solo punto) – il Foggia di Zeman fece meglio nella seconda parte di stagione.
STAGIONE 1991-92 (Andata: 17 p. / Ritorno: 18 p.) – Il trend zemaniano (più punti nel ritorno che all’andata) non mutò neppure in massima serie. Il neopromosso Foggia (col suo calcio-champagne) si classificò alla fine al nono posto con 35 punti, di cui 18 (dunque, più della metà) conquistati nella seconda parte di torneo.
STAGIONE 1992-93 (Andata: 16 p. / Ritorno: 16 p.) – Nonostante la rivoluzione tecnica (via tutti i migliori, dentro illustri sconosciuti scovati dal ds Pavone nelle categorie inferiori), a Zeman riuscì di salvarsi (forse la sua più grande impresa sportiva, almeno dalle nostre parti) finendo il secondo campionato in A al 12° posto, frutto di 32 punti, equamente conquistati nei due gironi: 16 all’andata, altrettanti al ritorno. Quella squadra (nella quale, comunque, militava gente come Di Biagio, Seno, Roy,…) non si scoraggiò dopo l’avvio disastroso (6 sconfitte nelle prime 9 giornate). Pian pianino cominciò a fare risultati (riuscendo persino a fermare il Milan, in quegli anni dominatore assoluto in Serie A), sorprendendo tutti.
STAGIONE 1993-94 (Andata: 16 p. / Ritorno: 17 p.) – Nell’ultimo campionato in Serie A col Foggia, Zeman mancò di poco l’accesso alla Coppa Uefa (cosa che avrebbe avuto del clamoroso). Perse la sfida decisiva, nell’ultima di campionato, col Napoli di Marcello Lippi (che s’impose allo Zaccheria per 1 a 0). Il Foggia concluse il torneo al nono posto, con 33 punti, 17 dei quali ottenuti nel girone di ritorno (ancora una volta, migliore di quello di andata).
STAGIONE 2010-11 (Andata: 24 p. / Ritorno. 23 p.) – Dopo aver… girovagato un po’ in Italia e all’estero (Lazio, Roma, Fenerbahce, Napoli, Salernitana, Avellino, Lecce, Brescia e Stella Rossa) Zeman ritornò (per la terza volta) dalle nostre parti – a distanza di 16 anni – per ricostituire con Pavone e Casillo (Pasquale, che nel frattempo s’era riappropriato del club) la triade vincente degli anni ’90. Le cose, evidentemente, non andarono come avrebbe voluto il tecnico boemo. Tanto che a fine stagione abbandonò il progetto (per andare a Pescara). Quel Foggia (che aveva in squadra giovani del calibro di Sau ed Insigne) concluse solo al sesto posto il torneo di Prima Divisione (Girone B, vinto dalla Nocerina davanti alla Juve Stabia), ottenendo sul campo 47 punti (ma scontandone 2 di penalizzazione in classifica), 23 dei quali nel girone di ritorno (uno in meno che in quello di andata). E’ stata l’unica volta che il Foggia di Zeman ha fatto peggio nella seconda parte di stagione (rispetto alla prima).
Massimo G. Marsico
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