Canonico contro Pintus, ora è scontro totale

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E meno male che illo tempore il patron disse che la dottoressa doveva essere risarcita moralmente delle angherie subìte da Felleca & co...

Nicola Canonico e Maria Assunta Pintus non solo non dialogano più, ma sono addirittura ai ferri corti. La notizia ha ormai il crisma dell’ufficialità, e ad avvalorare la clamorosa rottura fra le parti sono state proprio le parole del presidente del Foggia che, nel corso della sua ultima conferenza stampa, senza mai nominare il socio di minoranza della Corporate Investments Group, ha lasciato intendere che il tempo della luna di miele è finito, e che all’orizzonte si preannunciano fulmini e tuoni. “Ci sono soci che chiedono soldi senza essersi mai preoccupati di chiedere una fidejussione o di prestare aiuti alla società. Ma andiamo avanti. Abbiamo le spalle grandi e la forza per farlo”, ha tuonato il presidente, mettendo così nel mirino l’imprenditrice sarda che nello scorso giugno preferì proprio Canonico al produttore cinematografico Di Silvio, rinunciando a garantirsi anche una più congrua contropartita economica convinta com’era di lasciare il Foggia in buone mani.

Chissà se sette mesi dopo la pensa ancora allo stesso modo Pintus, che da queste parti ormai non si vede più da qualche tempo, da quando cioè sono cominciati i primi contrasti con il patron. Diventati nel frattempo pressochè insanabili. Nodo del contendere la debitoria del club: che Canonico sostiene adesso ammonti a circa 2,7 milioni, a fronte invece del -1,5 che gli era stata prospettata all’atto d’acquisto. Eppure di mezzo ci sarebbe una due diligence che avrebbe dovuto fare chiarezza prima del passaggio del 51% delle quote davanti al notaio, ma ciononostante il nuovo numero uno rossonero sostiene che da qualche tempo si stia imbattendo in debiti non trascritti, il che renderebbe la situazione a livello contabile particolarmente ingarbugliata.

Anche se proprio il massimo esponente del sodalizio dauno si è detto pronto a sottoscrivere un aumento di capitale di 600mila euro al quale dovrebbero partecipare anche i due soci Pintus e Pelusi: “Si chiederà loro di corrispondere la propria somma in percentuale. Se qualcuno poi non verserà ci pensa Canonico, non ci sono problemi. Ci sono degli impegni a cui ottemperare, i due soci devono farci capire se stanno a Foggia o da qualche altra parte. Dopo l'assemblea si saprà il nuovo assetto, anche perché se uno non versa rischia di ritrovarsi senza quote”, ha minacciato senza tanti giri di parole il presidente, che evidentemente sa di avere il coltello dalla parte del manico e di poter condurre le danze a proprio piacimento.

La situazione all’interno del Calcio Foggia 1920 al momento è cristallizzata, Canonico in quanto detentore del 51% della Corporate, controllante del Calcio Foggia 1920 all’80% (il rimanente 20% è nelle mani di Davide Pelusi) sa di avere partita vinta nel possibile braccio di ferro coi due contendenti. E quindi calca la mano, sapendo di trovarsi in una oggettiva posizione di forza. Anche se poi si scopre che finora ha disatteso gli impegni presi con Maria Assunta Pintus la scorsa estate quando salì sul ponte di comando del Foggia assicurandosi il pacchetto di maggioranza per la cifra di un milione di euro. La cessione è avvenuta senza possibilità alcuna di revisione, L’importo è stato rateizzato in più soluzioni, l’ultima delle quali dovrebbe avere scadenza gennaio 2022, ma sembrerebbe (e il condizionale è più che mai d’obbligo) che le scadenze non siano state rispettate. Il che avrebbe finito con l’indispettire particolarmente colei che è stata la prima donna-presidente della centenaria storia del club rossonero, al punto che una possibile controversia sarebbe già nell’ordine delle cose.

Da una parte così c’è chi si sente raggirato sui numeri effettivi ai quali adesso si ritroverebbe a dover far fronte, dall’altra la controparte che legittimamente chiede che vengano rispettati i patti (che prevedono da parte di Canonico l’ulteriore esborso di un milione di euro per rilevare il restate 49% delle quote che sono ancora in capo a Pintus). E in mezzo il Foggia, che si ritrova ancora una volta, suo malgrado, ad essere sballottato da una parte e dall’altra.
Maria Assunta Pintus per ora tace, e non replica alle provocazioni di Canonico. A differenza di Pelusi, che non le ha certo mandate a dire: “Vedo un modo di distogliere i tifosi dal calciomercato, Canonico dica perchè il bilancio non è stato approvato al 31 dicembre come da regolamento”, ha sentenziato il manager foggiano che vive a Milano -. Escludo che possa esserci una debitoria del genere, sarebbe invece interessante capire come sono stati utilizzati i 500mila euro del credito sportivo, gli introiti derivanti dagli abbonamenti ed i circa 400 mila euro di minutaggio dei calciatori. Canonico punta nell’immediato a non pagare più di quanto dovuto alla Pintus, o forse spera di saldare con quanto ci spetta le somme da versare nel Foggia”. Così parlò Pelusi, che lascia intravedere nubi minacciose sull’orizzonte rossonero.
Punto di domanda: fino a quando Pintus deciderà di starsene con la bocca cucita?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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