Il mercato di riparazione del Foggia: i romantici ritorni (1979-85)

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Il calciomercato in Italia si divide in due fasi temporali: la prima, e più importante, riguarda la sessione estiva, mentre va rivestendo sempre maggiore valenza anche la finestra di gennaio.

Dapprima inteso come mercato di riparazione, gennaio nel tempo è diventato un modo per fare tabula rasa e cambiare il senso di una stagione, sia in positivo che in negativo. Inutile dire come la sentenza Bosman abbia influenzato il mercato in generale, la vera rivoluzione però la si è avuta a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, quando è stata fissata una vera e propria sessione temporale alle contrattazioni: prima del 1995 – un anno che è il crocevia tra calcio vintage e calcio moderno – era possibile solo operare transazioni nel mese di ottobre oltre alla canonica estate dedicata ai rumors e alle ufficialità, poi lentamente si è arrivati alla concezione odierna del mercato di riparazione, incastonato nel mese di gennaio.

La sessione invernale di quest’anno durerà dal 3 al prossimo 31 gennaio. Da lì in avanti saranno possibili solamente gli arrivi dei calciatori svincolati o le cessioni nei campionati in cui la finestra invernale si chiude a febbraio o nei mesi successivi.
Il Foggia con il mercato cosiddetto di riparazione ha sempre avuto un rapporto controverso.
Talvolta è servito per migliorare la qualità della rosa e per raggiungere l’obiettivo finale (sia esso la promozione o la salvezza). Altre volte, invece, non ha prodotto effetti concreti anche perché o non c’erano risorse adeguate a disposizione, o più semplicemente perché le scelte operate si sono rivelate errate.
Nel viaggio a ritroso intrapreso la scorsa settimana e che a partire dagli anni ‘60 arriverà ai giorni nostri, oggi è la volta della metà degli anni ‘80 che vedono il Foggia vivacchiare fra Serie B e Serie C alle prese con grossi problemi di natura finanziaria.

STAGIONE 1979-80. Il commendator Antonio Fesce, dopo l’onta della retrocessione in C, torna nella stanza dei bottoni, mentre l’eterno Pirazzini si sdoppia nei panni di ds e calciatore part-time. In panchina c’è Sereni per tentare l’immediata risalita, ma toccherà ancora una volta a Puricelli lasciare il segno agguantando una promozione che al giro di boa pareva compromessa. Dal mercato di riparazione il Foggia pescherà Carmine Caravella dalla vicina Lucera, e soprattutto il bomber Stanislao Bozzi dall’Avellino. Si rivedrà anche lo stagionato Fabio Enzo (Biellese). Colla invece ammaina bandiera bianca e passa all’Omegna, l’ala Ripa torna nella sua Sambenedettese, Inselvini passa all’Alessandria, quindi solo operazioni minori con Barbieri (mezzala, al Novara), Apuzzo (centravanti, al Sorrento) e Frigerio (mediano al Pergocrema).

STAGIONE 1980-81. Puricelli raddoppia, e Pirazzini passa definitivamente dietro la scrivania. Musiello è il nuovo panzer rossonero, anche se la vera coppia-gol da sogno è Bozzi-Tivelli. Il Foggia con 20 pareggi su 36 gare centra la permanenza. Al mercato di ottobre si correrà ai ripari: dal Perugia arriva in prestito il roccioso Claudio Ottoni, mentre dall'Udinese viene prelevato il mediano Giovanni Sgarbossa. Con gli ultimi due ritocchi l'organico assumerà il suo volto definitivo. Sul fronte cessioni, invece, Ripa (ala) passa al Benevento.

STAGIONE 1981-82. Conti in rosso in casa Foggia, inevitabile l'epurazione con la coppia Puricelli-Tagliavini chiamata a centrare la salvezza. L’esperimento non funzionerà però, ed allora sarà Veneranda, grazie alla classifica avulsa, a tenere a galla i rossoneri. Il presidente Fesce alla riapertura del mercato invernale punta sul romantico ritorno di Tony Bordon, che ha appena guidato il Cesena alla promozione. Arriva anche Doriano Pozzato (mezzala, dal Como. In uscita, invece, Tassiero (mezzala, Formia), Cassano (mediano, Lanciano), D'Oriano (ala, Paganese), Samaden (mezzala, Sant’Angelo Lodigiano), Bozzi (attaccante, Benevento), Caserta (attaccante, Maglie).

STAGIONE 1982-83. In panchina tocca a Leonardi guidare una squadra rivoluzionata, figlia dell'improvvisazione. Poi spunterà Giorgis, ma la musica non cambierà; sarà Maiellaro, rossonero mancato, spingere il Foggia nell'inferno della C .
Dopo sei giornate i rossoneri hanno 5 soli punti e navigano nei quartieri bassi della graduatoria, ma ciò che più preoccupa è la scarsa incisività offensiva: inevitabile, dunque, il ricorso al mercato di riparazione di ottobre, che spinge i dirigenti dauni a rivedere l'assetto complessivo dell'organico.
La difesa viene puntellata con il navigato portiere Massimo Mattolini, il centrocampo con Antonio Tormen, Giorgio Redeghieri e soprattutto Rino Valente, foggiano doc che dopo una brillante carriera spesa fra Samp, Napoli, Avellino e Verona torna in rossonero dopo un decennio di assenza; in prima linea infine si cerca di trovare soluzioni alternative sulle fasce con gli inserimenti dello sgusciante Marco Calonaci e dell'estroso Giovanni Roccotelli, anch'egli alle ultime apparizioni sui campi di gioco. Salutano, invece, De Giovanni (terzino, Reggina), Stanzione (libero, Teramo), Gustinetti (ala, Spal), Scalingi (ala, Cattolica), Pozzato (mezzala, Novara), Sciannimanico (mezzala, Reggina).

STAGIONE 1984-85. E’ Nino Lioce il nuovo plenipotenziario rossonero nella stagione in cui si ricompatta il binomio Giorgis-Pirazzini. Che avrà però breve vita, perché la squadra nella seconda parte della stagione sarà affidata a Landoni. Alla fine un solo punto dividerà il Foggia dalla C/2. Dal mercato di riparazione arriveranno Aldo Cerantola (libero, Varese) e Guglielmo Ferrante (centrocampista, Sambenedettese). In partenza Tormen (centrocampista, Campania), Bordon (attaccante, Lucera), Desolati (attaccante, Siena), e Roccotelli (attaccante, Nocerina).

4 - continua

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