Foggia, ma dove vuoi arrivare? Ora sognare si può...

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Dipendesse da patron Canonico, il Foggia sarebbe già bello e pronto per arrivare fino in fondo ai play-off.

E di vincerli pure. Secondo Zeman, invece, sarà fondamentale arrivarci nelle condizioni migliori possibili, per sperare di poter dire la propria.
La verità, molto probabilmente, sta nel mezzo. Perché sarà pur vero che Curcio e compagni non sono ancora pronti per recitare da protagonisti e centrare da subito la B, ma in ogni caso questa squadra nelle ultime quattro gare della stagione regolare sembra nella condizione di chiudere in sensibile crescendo. E quindi di poter migliorare l’attuale piazzamento.
Praticamente blindato il settimo posto, con la Turris che insegue a quota 45 e che deve in ogni caso recuperare due partite, il Foggia ora si lancia all’inseguimento di chi la precede in classifica.

Forte di uno stato di grazia senza precedenti, e di una prolificità offensiva della quale probabilmente anche lo stesso Zeman si starà stupendo.
Segna a raffica in quest’ultimo scorcio di stagione la formazione del boemo, che appena ha ritrovato tutti i suoi titolarissimi è diventata una macchina praticamente perfetta: 17 gol negli ultimi quattro turni, i rossoneri viaggiano ad una media superiore ai 4 gol ogni 90’, e di questo passo diventare la formazione più prolifica di Lega Pro sarà automatico.

C’è in ogni caso di che stupirsi di fronte a questi numeri che fanno adesso del Foggia la mina vagante del girone, e che la mettono nella condizione di diventare l’autentico spauracchio per tutte le avversarie che affronterà prima di qui al 24 aprile prossimo.
E successivamente negli spareggi-promozione.

Difficile stabilire cosa sia realmente successo negli ultimi due mesi all’interno di un gruppo che, solo il 3 febbraio scorso perdendo sul campo del Potenza 2-1, toccava il punto più basso della sua stagione, sprofondando addirittura al dodicesimo posto in classifica fuori di play-off.
Il prolungato stop al campionato, gli infortuni, il Covid-19 e le tante, troppe assenze, sicuramente hanno segnato in negativo in quel frangente il cammino del Foggia.

Che latitava anche sul piano del gioco e degli automatismi, facendo salire sul banco degli imputati finanche Zeman. Incapace di tirare fuori dal suo cilindro magico la soluzione che potesse consentire alla sua squadra di risollevarsi da un trend che cominciava a farsi preoccupante.
Evitato il tracollo nel derby interno con la Fidelis Andria, dove fu un guizzo del solito Ferrante (subentrato a gara in corso dopo essersi negativizzato solo la mattina del match), a togliere le castagne dal fuoco quando ormai pareva che all’orizzonte si profilasse il quarto ko di fila, la risalita è cominciata sei giorni più tardi dalla trasferta di Messina.

Dove arrivò un altro pari in rimonta, ma che restituì nuove certezze ad un gruppo che rivedeva finalmente la luce in fondo al tunnel.
Da quel momento la stagione del Foggia ha svoltato definitivamente, perché dal 12 febbraio è stato un crescendo rossiniano che negli ultimi 10 turni ha portato Curcio e compagni ad inanellare 21 punti frutto di 6 vittorie, 2 pari ed una sola sconfitta.

Nessuno nello stesso periodo ha saputo fare meglio della Zeman-band, nemmeno il Bari che a vele spiegate sta per riapprodare in Serie B: i biancorossi si fermano a quota 20 al pari del Catanzaro, il Catania di punti nello stesso periodo ne ha racimolati 19, l’Avellino 17, il Palermo ed il Monopoli 16, la Virtus Francavilla 15.
Il Foggia, quindi, è in netta rimonta, ha rosicchiato 4 punti agli irpini, 5 ai rosanero e ai biancoverdi, addirittura 6 alla Virtus.
Tutte squadre che lo precedono in classifica, e sulle quali adesso sta facendo la sua rincorsa.

Inevitabile allora chiedersi: dove vuole arrivare il Foggia? A sentire il suo allenatore il più in alto possibile, il quarto o quinto posto finale sarebbe manna dal cielo, che garantirebbe un cammino meno impervio soprattutto nei primissimi turni dei play-off. L’obiettivo sembra oggettivamente alla portata, soprattutto se i rossoneri riusciranno a tenere il passo baldanzoso degli ultimi turni e se nel frattempo verranno restituiti i due punti di penalizzazione che la squadra ancora sconta, e che all’atto pratico potrebbero fare la differenza per risalire qualche altra posizione in classifica.

Il calendario in questo senso può diventare un prezioso alleato, in programma di quì al prossimo 24 aprile ci sono tre scontri diretti che, se vinti, possono quasi azzerare il distacco da quelle due-tre formazioni che al momento precedono i dauni, e che dunque possono essere messe nel mirino.
E’ ovvio che il Foggia sarà arbitro del proprio destino, perché dopo aver incontrato domenica prossima la cenerentola Vibonese in trasferta in una gara da vincere a tutti i costi, poi sarà il turno, una dietro l’altra, di Catanzaro, Virtus Francavilla ed Avellino.

Con il vantaggio non trascurabile di affrontarne due delle tre allo Zaccheria, nel frattempo divenuto fortino pressochè inespugnabile.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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