La notizia era nell’aria da qualche tempo, e necessitava solo del crisma dell’ufficialità: Gennaro Di Domenico ed il San Severo Calcio si separano.
È stato proprio il club la scorsa settimana, con una nota ufficiale sulla pagina Facebook, ad annunciarlo: “Il San Severo Calcio - si legge - comunica di aver ricevuto in data 10 marzo scorso le dimissioni del Sig. Di Domenico Gennaro dalla società giallogranata. A lui va il ringraziamento di tutto il sodalizio
sanseverese per aver contribuito insieme agli altri soci alla programmazione della stagione sportiva in corso”.
Non ci sarebbero ragioni particolari dietro la rinuncia di Di Domenico, che sarebbe stata dettata da motivazioni squisitamente personali. O almeno, questa la versione ufficiale della società del presidente onorario Dino Marino, che seppure solo dietro le quinte resta sempre l’anima del sodalizio sanseverese: “Ci siamo lasciati in rapporti cordiali - conferma Marino -. Facciamo entrambi sport per passione, fra di noi non c’è stata alcuna rottura”. Ma allora, perché l’improvviso disimpegno del massimo dirigente giallogranata? “Si è reso conto che con il suo Maracanà San Severo, squadra che milita in Terza Categoria e che al momento è primo in classifica sta per centrare la promozione, e devo pensare quindi che abbia preferito dirottare le sue attenzioni su un’unica squadra”, la spiegazione di Marino.
Che trova parziale riscontro anche nelle dichiarazioni di Di Domenico: “Divergenze vere e proprie non ci sono mai state - dice -, non si è incrinato nulla con l’attuale presidenza e società, questo ci tengo a precisarlo. Ma ho preferito maturare un’altra scelta, non dimenticate che sono anche presidente e patron del Maracanà. E’ lì che porterò avanti il mio progetto”. Una diversa visione di fare calcio, eccola la molla che deve averlo spinto a fare un passo indietro: Di Domenico, che era entrato a far parte del club lo scorso anno, dopo la ripresa del campionato di Eccellenza che per la pandemia aveva dovuto fermarsi, con ogni probabilità ad un certo punto del suo percorso non deve aver più condiviso le strategie del sodalizio giallogranata, e per questo ha deciso di dire basta: “Avevamo modi di concepire il calcio che non combaciavano più - conferma il diretto interessato -, personalmente ho idee diverse. Ma questo non vuol dire che si sia giunti ad una spaccatura fra i noi”.
Cos’è allora che non gli sarà più piaciuto ad un certo punto e che lo spinto al divorzio? “Sono per il calcio organizzato, con ruoli ben definiti ed una società strutturata. Questa è la base, il resto viene di conseguenza. Attualmente nel San Severo ci sono due figure predominanti, che però non si sposano con quelle che sono le mie concezioni, tutto quì”. Di Domenico, che è originario di Siena e che a San Severo è proprietario di una nota agenzia di comunicazione, d’ora in avanti concentrerà dunque tutte le sue attenzioni sulla matricola Maracanà. Che fa leva su un progetto assai ambizioso: “Puntiamo a categorie superiori – preannuncia -. Cercheremo di scalare le classifiche senza però fare richiesta di ripescaggio o acquisendo titoli di altre squadre. A me piace vincere sul campo”.
Da patron, almeno sulla carta, del San Severo a numero uno indiscusso del Maracanà, anche se Dino Marino, sul ruolo ricoperto da Di Domenico, che sostiene di essere stato di fatto il patron in pectore del club giallogranata, non è d’accordo: “E’ stato un nostro dirigente, uno dei soci che ha contribuito economicamente per la costruzione della squadra, non il proprietario”, precisa. Ora le strade si dividono: il San Severo nella prossima stagione (quella del centenario) proverà certamente a giocarsi le sue carte per approdare in Serie D, nella speranza che vengano nel frattempo riattivati i play-off: “Senza significherebbe investire inutilmente - anticipa Marino -. C’è ad ogni modo l’intenzione di fare una grande stagione”. Nell’immediato l’obiettivo è chiudere dignitosamente una annata in cui, prima dell’annullamento degli spareggi, la squadra di Bonetti era rimasta sempre nei quartieri alti della classifica, a ridosso del duo di testa Barletta e Corato.
Intanto, però, è già futuro: “Le cariche sociali saranno rinnovate molto presto, forse già da questa settimana”, conclude Marino.
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