Foggia, ma quanto sei sciupone

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Sciupone all’eccesso. Al punto da diventare quasi autolesionista. Cinque volte avanti, e cinque volte incredibilmente rimontato:

si è confermata anche a Vibo, contro l’ultima della classe, la tendenza del Foggia di Zdenek Zeman a faticare contro le formazioni di media e bassa levatura.
E il tutto a discapito di una posizione di classifica che avrebbe potuto essere decisamente migliore, se solo i rossoneri si fossero dimostrati quelli che, viceversa, hanno reso la vita difficile a quasi tutte le migliori.

Piccolo con le piccole, grande con le grandi, sembra essere questo il clichè consolidato di Curcio e compagni in una stagione che pure finora è stata contrassegnata da più luci che ombre.
Passi per le sconfitte in avvio di girone di ritorno con Latina e Juve Stabia che sono coincise anche con il punto più basso della stagione e che per un istante hanno fatto pensare al peggio, ma tutti quei pari contro squadre decisamente alla portata appaiono esagerati, e con la stagione regolare che ormai volge al termine, non potranno che avere riflessi negativi sulla classifica finale.

L’1-1 contro la Vibonese è un film già abbondantemente visto e rivisto, Foggia che inizialmente prende il comando delle operazioni e che trova anche il gol del meritato vantaggio con Turchetta.
Ma che poi va lentamente spegnendosi, fino a consentire all’avversario di rimetterla in piedi la partita.
O per una svista difensiva (che ci sono state in stagione, ma che comunque non sono state predominanti), o perché la squadra abbassa i giri consentendo a chi si ritrova di fronte di tornare in partita.
Già all’alba del campionato erano giunti segnali premonitori in tal senso, fin dalla trasferta con il Monterosi al debutto l’undici di Zeman aveva accusato qualche passaggio a vuoto di troppo, e meno male che dall’altra parte c’era una squadra ancora in fase di carburazione che alla fine non osò più di tanto, altrimenti poteva finire anche peggio.

Alla quarta, a Latina, stesso copione: segna Alexis Ferrante attorno alla mezzora, e poi il Foggia si accontenta senza affondare più i colpi al cospetto di una formazione che oggettivamente sembra poca cosa.
Morale: Martino sul finire del match si fa espellere all’85’, e solo un minuto più tardi ecco il pari-beffa di Tessiore che dagli undici metri regala l’1-1 ai pontini.
Balzo quindi in avanti direttamente alla quindicesima e ad un altro 1-1 che matura a Campobasso.
Anche quì Ferrante la sblocca dopo 22’, sembra che la gara si metta in discesa anche perché i molisani soffrono l’intraprendenza dei rossoneri, che a più riprese danno la sensazione di poter raddoppiare.
Succede però che dopo 3’ della ripresa Liguori trovi il guizzo che rimette la gara in perfetto equilibrio, e da quel momento in poi il Foggia non riesce più a raccapezzarsi, al punto che saranno ancora i padroni di casa che proveranno a ribaltarla.
A Potenza il 3 febbraio i satanelli faranno addirittura peggio: Davide Merola sigla lo 0-1 dopo 19’, ma nel giro di soli 7’ i lucani la ribaltano.
Al minuto 37 è Cuppone a rimettere la gara in perfetto equilibrio, quindi nell’ultimo giro di lancetta del primo tempo arriva il graffio dell’argentino Burzio che completa la rimonta.
Quella sera il Foggia si ritroverà fuori dai play-off, precipitando addirittura al dodicesimo posto.

E cosa dire dell’1-1 dello Jacovone di Taranto?
Un altro ipotetico successo gettato alle ortiche, il 5 marzo dopo soli 11’ rossoneri avanti grazie alla progressione imperiosa di Nicolao sulla destra che costringe Granata all’autogol, subito dopo Garofalo si divora il possibile 0-2, e in avvio di ripresa Saraniti la pareggia.
Poi sul finire Di Gennaro a porta completamente sguarnita di testa conclude incredibilmente a lato.
Cinque pari, tutti curiosamente finiti 1-1, e tutti fotocopia l’uno dell’altro: sarebbe stato sufficiente portarne in porto almeno un paio di quegli iniziali vantaggi per avere almeno quattro punti in più in classifica e ritrovarsi così ancora in lizza per le primissime piazze, a stretto contatto di gomito con Palermo, Monopoli, Avellino e Catanzaro che nell’ordine occupano dalla quinta alla seconda posizione.
Peccato, peccato davvero.

Anche se poi c’è il rovescio della medaglia che per il Foggia parla di pareggi arrivati in rimonta: è successo con la Juve Stabia allo Zaccheria (1-1), a Bari (1-1), in casa con il Taranto (1-1), a Picerno (1-1), ad Avellino (2-2), con il Monterosi (1-1), con l’Andria (1-1), e infine a Messina (1-1).
Addirittura in otto occasioni i rossoneri l’hanno rimessa in piedi dopo essere andati sotto.
E allora la domanda sorge spontanea: non è che tutti questi pareggi (14 complessivamente, lo stesso numero delle vittorie sin qui cumulate) siano quelli che alla fine hanno orientato, nel bene come nel male, il cammino del Foggia in una annata che, in ogni caso, è stata tutt’altro che avara di soddisfazioni?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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