Caso “Aia Foggia” sempre più attuale

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Il caso “AIA di Foggia” resta in piedi, e si arricchisce di un nuovo capitolo: tutti i consiglieri della sezione di Viale Ofanto,

infatti, recentemente hanno rassegnato le proprie dimissioni. Una decisione maturata su espressa indicazione di colui che ormai può essere definito l’ex presidente Antonello Di Paola: “Ci siamo mossi in questa direzione per permettere al comitato nazionale di fare le giuste valutazioni nell’interesse esclusivo degli arbitri foggiani”, argomentano in coro i dimissionari Vincenzo Rosiello (vicario), Giacomo De Varti (vice), Massimo Ardito, Giuseppe D’Antuono, Antonio Vinella, Attilio Mancini, Sergio Roca, Giuseppe Croce, Michele Schiavulli e Franco Apicella. Epilogo inevitabile dopo quanto accaduto nello scorso fine dicembre, quando la sezione foggiana era salita agli onori della cronaca nazionale a seguito della maxi-sospensione inflitta a cinque iscritti, tra i quali lo stesso Di Paola, messi tutti in castigo per aver partecipato al triangolare dedicato al Centenario del Calcio Foggia 1920.

Era il 25 giugno, accadeva esattamente sei mesi fa. Ed era la goccia che faceva traboccare il vaso. Già, perché le ragioni del provvedimento vanno ricercate più a fondo, e partono da lontano. Precisamente dal dicembre 2020, quando le elezioni del nuovo presidente di sezione furono incentrate sul duello a distanza Di Paola-Abruzzese che si accese proprio poco prima del voto. Succede che nella raccolta delle firme a sostegno delle candidature, la sfidante Lucia Abruzzese inciampa, e viene esclusa dall’ufficio elettorale dell’assemblea (il cui presidente è Labianca, uno degli stangati dalla Commissione di Disciplina ndr ) per vizi formali ed alcune presunte irregolarità. Tra le 34 firme che appoggiano la sua candidatura, infatti, ve ne sarebbero 4 di associati morosi, e una di un quasi 90enne la cui firma risulterebbe apposta non in prossimità delle elezioni come richiede il regolamento. Abruzzese, dunque, sarà esclusa, per quanto tenti fuori tempo limite, di sistemare le irregolarità. Inevitabile il successivo ricorso che sarà​ però rigettato in quanto ritenuto inammissibile. Di Paola sarà così rieletto con 64 preferenze, a fronte di 53 schede bianche.

Abruzzese dal canto suo non si ferma, e ricorrerà prima alla Commissione Disciplina d’Appello dell’Aia e poi al Collegio di Garanzia del Coni: ma l’esito sarà sempre lo stesso, entrambi i ricorsi saranno rigettati. Nel frattempo l’ex assistente di Serie A viene nominata vice-presidente del CRA (Comitato Regionale Arbitri). Ma le tensioni restano latenti, basterebbe una scintilla per arroventare la disputa. Sarà l’evento “Un secolo di stelle, Foggia Legends” a scatenare il putiferio: al triangolare organizzato per celebrare i 100 anni del club rossonero sul prato dello Zaccheria si sfidano una selezione di vecchie glorie, una di giornalisti locali ed una rappresentativa di dipendenti e collaboratori del club. Il Foggia fa richiesta all’AIA di una terna tutta pugliese, ma l’autorizzazione non arriverà mai perché “All’evento partecipano enti non associati e soggetti non tesserati ”. A Di Paola allora sarà chiesta la designazione di alcuni associati, che saranno individuati in Daniele Labianca, Marco Juanito Anniballi e Giovanni Luca Corvino, tutti e tre osservatori arbitrali. Che, assieme a Di Paola, entreranno nel mirino della Federazione e che incapperanno in una sospensione a tempo: al presidente saranno comminati di 15 mesi in quanto reo di “Avere autorizzato lo svolgimento di gare per le quali vi era già stato diniego da parte della FIGC ”, ad Anniballi, Labianca e Corvino andranno invece 13 mesi “Per avere diretto, insieme ad altri due colleghi, due gare non autorizzate dalla FIGC”.

A tutt’oggi il caso è tutt’altro che concluso, i ricorsi infatti sono ancora in essere, e le dimissioni dei consiglieri sono l’ultimo atto che va considerata “Una scelta saggia - come la definisce il commissariato Di Paola -, che porterà serenità ad un ambiente che qualcuno ha avvelenato”. Intanto il commissariamento, in un primo momento sventato in extremis dal presidente della Figc Gravina, adesso sembra sia nell’ordine delle cose. Dovrebbe però durare al massimo tre mesi perché entro giugno si tornerà a votare: ad occhio e croce i candidati dovrebbero essere due figure centrali, con navigata esperienza alle spalle, che ovviamente non potranno che far parte delle due precedenti correnti che sono giunte allo scontro frontale.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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