Debutto migliore non poteva esserci. Forse. Matteo Raccichini è fra le pochissime note liete del sudatissimo successo del Foggia in Coppa Italia col Picerno di martedì sera. Una sfida infinita, in cui l’ex numero uno del Campobasso si è guadagnato la palma di migliore in campo.
Meritatissima, viste le sue prodezze compiute nell’arco dei 90’. La prima esibita al 52’ sul tiro velenoso dalla distanza di Liurni: conclusione tagliente, per di più sporcata, ma che non ha impedito al 22enne portiere di Fermo di esibirsi in un volo plastico per evitare un gol praticamente fatto.
L’immagine forse più bella di una partita sonnacchiosa e ricca di imprecisioni da parte del Foggia. La seconda perla, invece, è arrivata sul filo del gong del secondo tempo supplementare, quando ha chiuso splendidamente lo specchio a Golfo lanciato a rete. Prodezza decisiva a quel punto del match. Ma il suo capolavoro Raccichini lo ha compiuto nell’atto conclusivo della gara con il rigore decisivo parato a Garcia.
Epilogo a lieto fine, che ha permesso a Raccichini di scaricare tutta la tensione del caso con un urlo liberatorio. Gioia condivisa insieme a compagni e staff, seppure smorzata dal silenzio assordante di uno Zaccheria pressoché deserto. Un successo per pochi intimi, insomma, che ha reso agrodolce il suo esordio con la maglia rossonera.
Poco male, finora l’ex Campobasso non era stato ancora chiamato in causa. Boscaglia aveva deciso così, quella panchina forzata era figlia di una gerarchia predefinita con Nobile e Dalmasso davanti nella griglia di partenza. L’ex Virtus Francavilla è il titolarissimo, che ha giocato quasi tutte le partite, ad eccezione della prima contro il Latina.
L’unica occasione in cui il giovane argentino ha potuto inforcare i guantoni. Chissà se da martedì notte qualcosa è cambiato nelle gerarchie di Gallo: Raccichini con la maglia del Campobasso la scorsa stagione ha messo assieme 30 presenze che lo hanno inserito nel novero dei portieri più interessanti della categoria.
Nomination che oggi il giovanissimo guardiapali rossonero vuole far valere ad ogni costo. In modo particolare in questo frangente con l’avvento del nuovo allenatore Fabio Gallo. Certo, la concorrenza è forte, e molto probabilmente la prossima sfida con la Gelbison vedrà ancora una volta partire Nobile tra i pali.
Scelta condivisibile, Gallo infatti ha bisogno di ripartire da poche ma rassicuranti certezze, e l’ex Virtus Francavilla è stato fra i pochissimi ad oggi ad aver strappato sinceri applausi dai suoi nuovi tifosi con quel rigore respinto d’istinto a Potenza. Una curiosa analogia che lo lega a Raccichini, colui che nella notte dello Zaccheria ha tolto le castagne dal fuoco al Foggia.
E che adesso spera di mettere in difficoltà il suo nuovo allenatore. Il vero obiettivo di un giovane portiere che ha tutta l’intenzione di essere protagonista anche in questa stagione. Con la segreta speranza che quel suo grido nel deserto dello Zaccheria serva in qualche modo a ravvivare una squadra ancora persa nelle sue difficoltà.
Roberto Ciavarella
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