Foggia, funziona la cura Gallo&Lauriola

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Ha rivoltato il Foggia come un guanto. In dieci giorni, o poco più, Fabio Gallo è riuscito lì dove il suo predecessore aveva clamorosamente fallito.

E in soli 270’ si è guadagnato la stima di squadra ed ambiente. Che erano caduti in un preoccupante stato di depressione.
Già nel debutto avaro di punti di Pagani si era cominciata ad intravedere la sua mano, poi contro Crotone e Juve Stabia ecco la scossa: meriti indiscutibili per il tecnico di Bollate, arrivato assieme al ds Matteo Lauriola per dettare la svolta e far uscire il Foggia dal tunnel della crisi.
Ma non sparate sul pianista, nel senso che dare la croce addosso solo al povero Roberto Boscaglia, che ci ha messo sicuramente molto di suo nella partenza assai disastrata, ha un senso fino ad un certo punto.

Perché il tecnico di Gela ha dovuto pagare, suo malgrado, anche lo stato di isolamento nel quale si è ritrovato dal momento in cui è salito al bastone di comando, senza avere al fianco un ds (di nome e di fatto) che lo supportasse oltre che nel suo percorso, anche nelle scelte estive di mercato.
Molte delle quali, è meglio non dimenticarlo, sono piovute dall’alto, e suggerite da patron Nicola Canonico. Che, ad esempio, su Schenetti e Peralta, stravedeva.
E fremeva dalla voglia di portarli a Foggia.
Acqua passata, ora nella stanza dei bottoni c’è un tandem collaudato, due uomini di calcio che ci hanno messo poco a capire dove occorreva intervenire chirurgicamente per rimettere tutti i tasselli al loro posto. Prima che fosse troppo tardi.

Gallo è stata una felice intuizione di Lauriola, il direttore sportivo al quale la proprietà si è aggrappata nel momento in cui la barca sembrava affondare dopo la serie-no di tre sconfitte di fila.
E’ stato a quel punto che Canonico ha deciso di rinsavire, e di rivolgersi al ds sipontino per rimettere assieme i cocci di quella che a quel punto pareva una disfatta.
Lauriola, che sapeva perfettamente in quale ginepraio stava per ficcarsi, ha fatto l’unica scelta coerente: Gallo. Fra i pochissimi nella ristretta cerchia di allenatori contattati, disponibile a fiondarsi in una piazza in ebollizione.

Unica condizione, quella posta dal tecnico milanese, che in quel frangente era in Azebaijan a fare il vice di De Biasi in nazionale, poter contare su uno staff che fosse interamente farina del suo sacco.
Collaboratori di fiducia con i quali condividere gioie e dolori a 360’ del pianeta Foggia. E' stato accontentato.

Ed è di lì, forse, che è iniziata la risalita. Azzerata, o quasi, la precedente area tecnica, con Boscaglia sono andati via il suo vice Massimo Lo Monaco, e soprattutto il preparatore atletico Daniele Caleca, i cui metodi di lavoro fin dal ritiro in Friuli non avevano convinto per nulla. Non a caso il Foggia nel primo scorcio di stagione ha pagato pesante dazio sul piano della tenuta atletica per via di una condizione atletica assai approssimativa, che l’ha messa in difficoltà quasi con tutte le avversarie incontrate.

Con Gallo sono arrivati il suo secondo Roberto Chiappara, 39 anni, ex centrocampista fra le altre di Spezia, Empoli, Treviso, già al suo fianco a La Spezia, Terni e Potenza al pari del preparatore atletico Massimiliano Botto, al quale spetta l’ingrato compito di ricaricare le batterie dei rossoneri.
Nuovo di zecca è anche il match-analyst, ruolo che in precedenza è stato svolto da Piero Colangelo (che resta nello staff per occuparsi della parte dei video delle squadre avversarie), e che adesso sarà in capo a Lorenzo Giunta, che con Gallo ha già collaborato a più riprese in passato.

Nello staff sono invece rimasti il collaboratore tecnico Antonio Gentile, che si è accomodato in panchina in occasione della gara di campionato di Taranto e nel successivo turno di Coppa Italia con l’AZ Picerno, Domenico Ferrazzano ed il preparatore dei portieri Gianni Iurino.
E’ attorno a queste figure che sta prendendo forma la ripartenza, dettata dal tandem Gallo-Lauriola che fin dal loro arrivo hanno blindato lo spogliatoio e isolato il gruppo da qualunque tipo di condizionamento esterno.

Entrambi, per le rispettive competenze, hanno cioè ricreato le condizioni basilari per tornare a fare calcio come conviene ad una società professionistica come il Foggia. Poche regole da rispettare, alle quali devono però attenersi tutti indistintamente.
Il resto lo farà Lauriola, che sta lavorando ai fianchi del gruppo e nella testa dei giocatori.
Nel tentativo di ricreare quella normalizzazione che si rende indispensabile per far ritrovare alla squadra quella fiducia che è venuta meno sin dall’avvio di stagione.
Gallo da una parte, Lauriola dall’altra: il futuro del Foggia è nelle loro mani.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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